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La polemica nel Giorno del ricordo
"Vittime delle Foibe": salta l’intitolazione nel giardino di un asilo. E la memoria divide
La proposta del consigliere comunale Simone Cretella (M5S) passa in commissione Cultura e ottiene l’ok dalla giunta di Antonio Battista che mercoledì 8 febbraio ha deliberato sull’intitolazione di un’area pubblica tra via Crispi e via IV Novembre. Trattandosi del giardino di pertinenza dell’asilo "Scarano" sarebbe stato necessario coinvolgerli e per questo l’iter ha subito una brusca interruzione "ma resta la ferma volontà di questa Amministrazione di onorare la ricorrenza" ha spiegato la presidente Giovanna Viola. La decisione, intanto, ha scatenato un vespaio di polemiche dentro e fuori la rete. In particolare Rifondazione Comunista che ha contestato grillini e centrosinistra per la loro operazione di "revisionismo storico".


di Assunta Domeneghetti

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Campobasso. Fa discutere la decisione dell’Amministrazione di centrosinistra di intitolare un’area pubblica alle vittime delle foibe. Nel giorno del ricordo, celebrato in tutta Italia, la memoria sulle esecuzioni ordinante dal rivoluzionario comunista Tito, divide. Di quei massacri nelle gole carsiche in cui furono gettati vivi gli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia – fascisti secondo i partigiani jugoslavi - si è discusso per settimane anche in commissione Cultura. Qui il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Simone Cretella e altri cinque esponenti di maggioranza e opposizione il mese scorso avevano proposto di dare un nome a un giardino comunale chiamandolo “Vittime delle foibe”.

Due le ipotesi sul tavolo della presidente di commissione Giovanna Viola: l’area verde tra via Crispi e via IV Novembre e quella della lottizzazione di Parco dei Pini. La commissione ha optato per la prima ipotesi senza pensare che quel pezzo di terreno, sebbene di proprietà del Municipio, fosse anche il giardino di pertinenza di un asilo e pertanto bisognava coinvolgere, come minimo, il Consiglio d’istituto. Cosa che non è stata fatta. Il dettaglio è sfuggito anche alla stessa giunta di Antonio Battista che nella fretta di individuare un luogo per la commemorazione nella giornata del ricordo ha deliberato - siamo a mercoledì 8 febbraio - e inviato tutto l’incartamento alla Prefettura per avere l’ok alla nuova intitolazione. Ok che non è mai arrivato.

«Questa svista – ammette rammaricata la presidente Viola – ci ha costretto a congelare proposta e delibera. La prossima settimana convocherò i commissari e decideremo come precedere: potremmo individuare un altro luogo o invitare gli assessori e il sindaco a integrare la delibera. Resta comunque la ferma volontà di questa Amministrazione di onorare degnamente la ricorrenza in futuro».

Nell’attesa ha già fatto sentire la sua voce il circolo termolese di Rifondazione Comunista che ha parlato di «revisionismo storico» apprendendo «con sconcerto» che tra i promotori di questa iniziativa ci fossero esponenti di centrosinistra.
«E’ ingiustificabile – scrivono dal Prc - che quando si parla delle foibe si dimentichino le atrocità perpetrate dagli eserciti invasori nazi-fascisti nei confronti della popolazione jugoslava e dei partigiani comunisti.
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E’ certamente strano che si dimentichi che tedeschi e italiani (eh sì, anche i nostri "italiani brava gente”!) misero in piedi centinaia di campi di sterminio in terra slava e di confine, ove furono sterminate oltre 800 mila persone tra serbi, zingari, ebrei, eccetera. Oppure, che si dimentichi che la Jugoslavia abbia pagato un tributo di sangue di circa 1 milione e mezzo di vittime nella seconda guerra mondiale, tra civili e militari. È del tutto evidente che da un po’ di anni a questa parte la lettura della storia è stata alterata dalla propaganda politica “reazionaria” e patriottarda, particolarmente interessata a far apparire in un’ottica negativa tutti i movimenti di liberazione popolari (in particolare quelli comunisti) sviluppando tesi storiche tendenziose e parziali, se non delle vere e proprie mistificazioni».
Mistificazioni che - sempre secondo l’opinione di Rifondazione Comunista - sarebbero state promosse anche a Campobasso «dal Movimento 5 Stelle e dal cosiddetto centrosinistra».

(Pubblicato il 10/02/2017)

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