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Rebus disciplinare
Medico del Forum ’imbavagliato’ per aver criticato l’Asrem. Sosto nega: "Non ho firmato nulla"
Secondo il Forum per la sanità pubblica e la Fp Cgil il dottor Lucio Pastore, in servizio al Veneziale di Isernia, sarebbe stato raggiunto da un provvedimento disciplinare per aver rilasciato dichiarazioni a un giornale "sulla stato in cui versa la sanità pubblica in regione e sulle difficoltà vissute da pazienti e operatori di cui sono piene le cronache degli ultimi giorni". Il suo commento avrebbe messo in cattiva luce l’azienda sanitaria di cui è dipendente violando il Codice di comportamento a cui devono attenersi tutti i lavoratori dell’Asrem. Il direttore generale Gennaro Sosto fino al pomeriggio del 6 febbraio ha detto di non aver ancora firmato nulla.


di Assunta Domeneghetti

Il dottor Lucio Pastore e in alto il dg Gennaro Sosto. In homepage l’Asrem
Campobasso. Potrebbe essere il primo medico dell’Asrem punito dall’azienda sanitaria per aver violato il nuovo Codice comportamentale approvato dal direttore generale, Gennaro Sosto il 10 novembre 2016. Potrebbe, e qui il condizionale è d’obbligo, perché lo stesso dg Sosto il pomeriggio del 6 febbraio negava di aver firmato alcun provvedimento nei confronti di Lucio Pastore sebbene dal Forum per la difesa della sanità pubblica di qualità (di cui è componente) e dalla Cgil Funzione pubblica (di cui sempre Pastore è un iscritto) abbiano già dato per certa la punizione.

A quanto ha sostenuto il Forum, infatti, sembrerebbe che il medico in servizio al pronto soccorso dell’ospedale Veneziale di Isernia abbia rilasciato dichiarazioni a un giornale «sulla stato in cui versa la sanità pubblica in regione e le difficoltà vissute da pazienti e operatori di cui sono piene le cronache giornalistiche degli ultimi giorni».
Il suo commento avrebbe leso l’immagine dell’Asrem che meno di tre mesi fa, «recependo direttive e circolari ministeriali» come precisa Sosto, ha predisposto questa sorta di vademecum in cui vengono definiti i doveri minimi di “diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta che dipendenti e collaboratori sono tenuti a osservare al fine di garantire la mission aziendale e la qualità dei servizi offerti a 360 gradi”. Chi fa parte di associazioni (non politiche o sindacali) deve comunicarlo all’azienda, questa è una delle norme introdotte dal Codice che disciplina, tra le altre cose, anche l’uso dei social network e i rapporti con gli organi di informazione.

Né il Forum né la segretaria della Fp Cgil Susanna Pastorino sono entrati nel dettaglio del provvedimento emanato contro l’ex candidato sindaco di Isernia. «Forse perché non ho firmato ancora niente» ha dichiarato Sosto il quale non esclude che nelle prossime ore sulla sua scrivania possa comparire la proposta di provvedimento disciplinare scritta dalla commissione che si occupa di questa delicatissima materia e che è chiamata, quando riceve segnalazioni di comportamenti anomali, a fare accertamenti e udire il soggetto destinatario del provvedimento. Solo a quel punto il direttore generale recepirà il parere «con atto deliberativo».

Di punizioni, da quando Sosto è in carica (sette mesi), ne sono state inflitte parecchie. «E qualche dipendente è stato anche licenziato» evidenzia il dg. I provvedimenti disciplinari, infatti possono essere presi anche per violazioni che non hanno nulla a che fare col Codice di comportamento. Si veda il caso dei furbetti del cartellino beccati all’ospedale Cardarelli. «Al momento non saprei dire se in questi mesi dalla sua entrata in vigore ho firmato provvedimenti direttamente riconducibili al Codice.
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Vorrei però precisare che – sebbene come azienda sanitaria siamo stati obbligati ad adottarne uno - da quando è stato pubblicato sul nostro sito internet (
il Codice è rimasto in visione per un mesetto) di osservazioni e suggerimenti ne sono arrivati pochissimi. E comunque siamo ancora oggi disponibili a recepire eventuali correttivi, lo spirito, voglio sia chiaro, non è quello di punire i lavoratori semmai di tutelarli».

Non la pensano così dal Forum dove si parla di «provvedimento bavaglio» e di un regolamento «scritto in palese violazione del dettato costituzionale che tutela la liberà di espressione in ogni ambito, incluso quello lavorativo e tenta inammissibilmente di tappare la bocca degli operatori della sanità pubblica, impedendogli di esprimere le loro valutazioni sulle responsabilità politiche di chi gestisce la sanità e dovrebbe farla funzionare al meglio, in modo rispondente ai bisogni dei cittadini».
Il pensiero è condiviso anche dalla Cgil che già il 9 dicembre aveva chiesto ai dirigenti aziendali il ritiro del provvedimento e attualmente in attesa di una convocazione «per favorire la partecipazione dei sindacati alla stesura del documento» cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. «Di certo - scrive la segretaria Pastorino - l’incontro tra le organizzazioni sindacali locali e i dirigenti aziendali non potrà portare ad una completa abolizione del Codice di Comportamento considerato che quest’ultimo è stato scritto sulla base del Regolamento nazionale».

(Pubblicato il 07/02/2017)

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