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Cronache
Chiusa nel 2010, è un ricettacolo di immondizia: il Comune vende anche la scuola via Kennedy
La scuola elementare "Salvo D’Acquisto", chiusa per ragioni di sicurezza dall’ex sindaco Di Bartolomeo, non sarà più recuperata: l’attuale Amministrazione di centrosinistra ha inserito area ed edificio nel nuovo piano delle alienazioni. Contestualmente si lavora per realizzare quattro nuovi poli scolastici in altrettanti quartieri della città tra cui Vazzieri: "Sarebbe antieconomico investire su via Kennedy" ha spiegato il presidente del Consiglio comunale Durante il quale, sette anni fa, era tra i difensori del plesso.


di Assunta Domeneghetti

Campobasso. La scuola di via Kennedy, chiusa dall’ex sindaco Gino Di Bartolomeo nel 2010 per ragioni di sicurezza, sarà messa in vendita. Il plesso e l’area di pertinenza sono stati inseriti nel nuovo piano comunale delle alienazioni, un progetto col quale l’Amministrazione di Antonio Battista vuole rimpinguare le casse contestualmente alla realizzazione di poli scolastici che sorgeranno in quattro quartieri della città.


Quella di via Kennedy, vale la pena ricordarlo, è stata una delle prime scuole di Campobasso a chiudere i battenti perché inadeguata dal punto di vista della sicurezza antisismica. Era il 2010 e l’allora primo cittadino firmò una ordinanza di chiusura che fece scatenare le opposizioni e gli abitanti del quartiere privati di una struttura mai più recuperata e oggi ancora in stato di abbandono. Degrado, topi e sporcizia lungo via Kennedy sono una triste quotidianità con la quale i residenti della zona fanno i conti da molto tempo.


Eppure di rinunciare alla “Salvo D’Acquisto” ancora oggi c’è chi non ci sta. Donato Paolucci, «ex studente deluso» della scuola elementare, come si autodefinisce, rimarca la necessità per chi vive in via Principe di Piemonte, di avere un edificio «che costituisca la vera fonte di aggregazione per i bambini della zona, rimanendo aperto anche per attività extra-scolastiche» e critica la retromarcia «di un consigliere comunale che l’aveva difesa a spada tratta», così come «l’imbarazzante silenzio di tutto l’entourage del sindaco».
Il riferimento del signor Paolucci è all’attuale presidente del Consiglio comunale Michele Durante, nel 2010 tra i sostenitori di quella battaglia in favore della “Salvo D’Acquisto”.
«Il rischio concreto a quel tempo era anche che area ed edificio fossero messi in vendita con criteri di emergenza che avrebbero potuto favorire speculazioni. In difesa della scuola ho continuato ad insistere anche con il sindaco Battista – sostiene oggi Durante rispedendo le accuse al mittente - affinché si potesse recuperare quell’edificio così importante per un uso pubblico e possibilmente scolastico, tanto è vero - continua - che ancora nel 2016 lo stesso vedeva un’ipotesi di finanziamento per il recupero nei piani dell’amministrazione comunale».

Il resto della storia fa parte della cronaca recente: solo nel corso dell’anno 2016 Battista ha chiuso ben quindici scuole tutte per motivi di vulnerabilità sismica. Lo ha fatto nonostante le ristrutturazioni più o meno recenti eseguite dal 2012 in poi e pagate con soldi pubblici (il caso Don Milani, come pure quello della Nina Guerrizio, sono emblematici)
Oggi che c’è un progetto per creare a Campobasso quattro aree scolastiche in altrettanti quartieri della città (a Vazzieri, via Crispi, Cep e nel centro) «un investimento per l’abbattimento e la ricostruzione dell’edificio di via Kennedy risulterebbe antieconomico e sono convinto che la strada intrapresa è quella giusta» spiega Durante.
«A questo punto, mi chiedo: i cittadini residenti della zona cosa preferiscono? Avere per trent’anni dentro casa un edificio degradato stile ex Roxy, con tutti i problemi connessi, o vedere una riqualificazione dell’area, seppure di iniziativa privata, dalla quale sicuramente si trarranno vantaggi di carattere generale?».
Sull’ipotesi speculazione sempre Durante ha già detto che «l’area di via Kennedy, quando sarà venduta, lo sarà ai prezzi di mercato considerati i benefici di legge per l’aumento delle edificazioni, e su questo non c’è alcun dubbio; tra l’altro spetterà alle strutture comunali, verso le quali nutro una fiducia incondizionata, elaborare la stima di valorizzazione».
Strutture che già per la scuola di via D’Amato hanno portato il prezzo di vendita dall’iniziale milione e ottocentomila euro a quasi tre milioni di euro.

(Pubblicato il 03/02/2017)

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