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Paura a Nuova Cliternia
Market riapre dopo l’attentato: "Segnale di coraggio". Aveva aperto esattamente un anno fa
L’alimentari di Nuova Cliternia colpito da un ordigno artigianale accoglie i clienti abituali nella tarda mattinata, quando la signora Donatella si mette a servire le persone da dietro il bancone "anche per dare una dimostrazione pratica che abbiamo reagito". Danno ingente: la bomba piazzata sull’uscio ha mandato i vetri in pezzi e ha piegato e deformato il metallo della saracinesca. Spaventata la comunità: "E se fosse esplosa mentre c’erano ragazzi vicino?". Gli investigatori, che hanno raccolto alcune testimonianze e acquisito i filmati delle videocamere di zona, tendono a scartare l’ipotesi dell’estorsione per privilegiare altre piste. Il negozietto dietro la chiesa aveva aperto esattamente un anno fa, il 1° febbraio 2016.


Campomarino. Il market di via San Benedetto, a Nuova Cliternia, ha deciso di aprire dopo la bomba. La bomba, cioè un ordigno artigianale ma abbastanza potente da sventrare il metallo della saracinesca, mandare in pezzi la vetrina e far saltare anche il marmo sul quale è stato piazzato.

I titolari hanno scelto di reagire così, tenendo aperto per i clienti abituali che prima di pranzo entrano, scossi e preoccupati, e chiacchierano di quanto avvenuto con la titolare, mentre acquistano pane, latte, affettati.

«E’ un negozio piccolo, non diamo fastidio a nessuno e non abbiamo idea di chi possa essere stato. E se anche l’avessimo, non lo diremmo: è tutto in mano ai carabinieri». Donatella, che gestisce l’alimentari col marito, ha coraggio da vendere, sorride e scaccia la paura che alle 11 e 28 minuti esatti di mercoledì sera la ha svegliata di soprassalto. Un boato fortissimo, udito nitidamente non solo dalle abitazioni vicine, nel centro di questa frazione di Campomarino che complessivamente conta 1200 abitanti, ma a centinaia di metri di distanza.

«Ero rientrato da poco a casa quando ho sentito un rumore potentissimo e i vetri che tremavano» racconta un giovane barista del quartiere. L’esplosione ha svegliato la popolazione e ha instillato la paura nella comunità di Nuova Cliternia, non abituata a episodi del genere.

Un paio di anni fa una piccola bomba-carta è stata piazzata davanti un circolo, raccontano i residenti che discutono dell’argomento del giorno in strada, ma era una "ragazzata", «si era capito da subito che la questione riguardava due comitive rivali. Ora invece...»
Ora invece non ci sono risposte e sono aperti tutti gli scenari, compreso quello del racket, della estorsione, che però non sembra affatto la pista principale. Più verosimile - anche sulla base degli elementi raccolti dai carabinieri che hanno anche acquisito i filmati delle telecamere posizionate sulla strada principale e sulla strada del negozio - un dispetto, questioni personali, vecchie ruggini o al massimo questioni di rivalità che è necessario in questo momento non archiviare.

A ora di pranzo, dopo che i titolari sono stati ascoltati a lungo nella caserma di Campomarino alla presenza del comandante di stazione Arturo D’Amico e del maggiore della compagnia di Termoli Fabio Ficuciello che coordina le indagini, si è svolto un vertice nella caserma di Termoli. Si stanno mettendo insieme gli elementi raccolti durante il sopralluogo e l’ascolto dei testimoni.

Malgrado un danno da svariate migliaia di euro (il negozio non è assicurato) e malgrado l’incubo di vedersi al centro di qualche rancore, i titolari - che oggi 2 febbraio avrebbero dovuto festeggiare il primo anno di attività del market O.R.
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, aperto esattamente il 2 febbraio 2016 - reagiscono tenendo alzata la saracinesca e servendo i loro clienti.
«E la cosa migliore da fare e mi fa piacere che sia stata apprezzata» commenta Donatella, efficiente da dietro il bancone.

Attorno a lei l’atmosfera è intrisa di preoccupazione: la comunità si interroga su quanto accaduto e anche sulle modalità dell’attentato. Non sembrano esserci testimoni che hanno visto auto sospette o persone a piedi a quell’ora . «Anche se non era troppo tardi in giro non c’era più nessuno» dice un ragazzo del posto che con un amico ha girato qualche minuto in auto proprio da quelle parti poco prima delle 23 e 30. «Non abbiamo notato nulla di anomalo, nulla di strano. Ci siamo accorti che era successo qualcosa solo quando abbiamo sentito il boato».

I genitori sbarrano gli occhi: «E se la bomba fosse esplosa mentre nei paraggi c’erano ragazzi, pedoni, persone? Se qualcuno si fosse fatto male?». Di sicuro la dinamica è stata spregiudicata. Le indagini vanno avanti, ma non sembrano esserci collegamenti nè affinità di metodo con l’esplosione avvenuta due anni fa nella pizzeria "Centrale" del lido, una vicenda che pure aveva scosso profondamente la gente, e che si era conclusa con l’arresto di 3 pregiudicati pugliesi per estorsione.

(Pubblicato il 02/02/2017)

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