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Parola al comitato organizzatore
Sant’Antonio Abate, si fa festa anche senza il santo. "Il rinvio era inevitabile"
Da dieci anni Nicola Mastropaolo organizza per la parrocchia più antica della città i festeggiamenti del 17 gennaio. Quest’anno a causa della neve la tradizione è stata spostata al 4 febbraio tra le proteste dei ’santantunari’. "La bufera non dava tregua da oltre dieci giorni, i vigili del fuoco erano in emergenza e poi non sarebbe venuto nessuno quel giorno e noi con i piatti caldi venduti durante la giornata raccogliamo fondi per aiutare i bisognosi del quartiere".


di Assunta Domeneghetti

Carrozzeria Meale
Campobasso. Sarà acceso il fuoco davanti la chiesa e benedetti gli animali. Saranno venduti i cavatelli e celebrata la messa. L’unica differenza, rispetto alle edizioni precedenti, è che sabato 4 febbraio, giorno in cui si svolgerà la tradizionale festa di Sant’Antonio Abate, è San Gilberto. Un santo che col protettore degli animali e dei contadini non c’entra nulla.

Non si è ancora spenta in città la polemica sul rinvio per maltempo di una tradizione centenaria. Il 17 gennaio una ventina di “santantunari”, pur in assenza di autorizzazioni e sotto la bufera hanno voluto accendere comunque un piccolo falò accanto all’antica parrocchia di quartiere. «Non è mica la prima volta che nevica il 17 gennaio, l’anno scorso c’era pure il terremoto, è assurda questa decisione sarà una festa di Carnevale non la festa del nostro santo» dissero in coro quel pomeriggio i fedeli.

Sabato 4 il programma sarà riproposto così come era stato pensato per quella giornata. Da una decina di anni il parroco don Ugo Iannandrea delega Nicola Mastropaolo per l’organizzazione della festa. Questo residente storico del quartiere popolare, volontario della Caritas e vicino alla sua parrocchia, è anche uno dei due protagonisti dello spettacolo musicale che chiuderà la giornata.


Può spiegare da cosa è dipeso il rinvio della festa? In fondo ha ragione chi dice che non è inusuale che il 17 gennaio a Campobasso il tempo non sia clemente.
«E’ vero ma dobbiamo considerare che nevicava ormai ininterrottamente dal 5 gennaio e i problemi logistici erano troppi: bisognava tirare fuori la legna, portarla lì con un trattore sotto la bufera, i vigili del fuoco – che avrebbero dovuto garantire la loro presenza per ragioni di sicurezza – erano in piena emergenza. E poi, non posso negarlo, con quel tempo non sarebbe venuto nessuno diciamoci la verità».

Beh, ma allora ha ragione chi ha pensato che temevate di non vendere i cavatelli e di non riuscire a raccogliere denaro.
«Quella di Sant’Antonio Abate non è una parrocchia ricca, consideri che si trova in un quartiere popolare e tante persone vengono a chiedere un aiuto. Con le offerte della messa si riescono a sostenere sì e no le spese per le utenze. Durante la festa sono generalmente gli scout a cucinare i piatti di cavatelli, fave e salsiccia e col ricavato cerchiamo di aiutare chi ha bisogno».

Però scusi gli altri anni come avete fatto? Perché solo quest’anno c’è stato il rinvio?
«E’ stata una scelta collegiale della parrocchia condivisa col vescovo e il consiglio pastorale.
A voler andare indietro con la memoria un altro rinvio c’è stato ma parliamo di 27 anni fa quando un guidatore finì con la sua automobile sul fuoco acceso».

Lei che dice di sentire così forte questa festività come ha passato il 17 gennaio?
«Ero mortificato, forse anche più di chi ha ugualmente acceso il fuoco, vivo 365 giorni l’anno per la festa di Sant’Antonio Abate e chi mi conosce lo sa. A volte, però, bisogna far prevalere la razionalità sulle ragioni del cuore, le critiche le accetto purché siano costruttive. L’auspicio è che sabato sia una giornata piacevole per tutti, da alcuni anni invitiamo le scuole a partecipare, sono convinto che bisogna tramandare alle generazioni future questa eredità, del resto quelli della mia generazione conoscono già la tradizione».


IL PROGRAMMMA:
Ore 8.30: santa messa e benedizione del pane e del fuoco.
Ore 10: benedizione del fuoco con l’arcivescovo di Campobasso-Bojano, Giancarlo Maria Bregantini, che presiederà anche la celebrazione eucaristica delle 10.30.
Ore 12: benedizione degli animali.
Ore 17.30: processione con la statua del santo lungo le strade del quartiere e messa.
Ore 20: spettacolo musicale ‘Ulesse areturnà a Sant’Antuone’, le canzoni campobassane e le maitunate di Nicola Mastropaolo con Antonio Mandato e la partecipazione di Riccardo Izzo, Alessandro Serino e Giuliano Civetta.

(Pubblicato il 02/02/2017)

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