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Nuove norme sui Dehors
Tavolini all’aperto, regole rigide e altre spese: "Una supposta". Comune apre a modifiche
Tavolini, sedie e arredi di ristoranti, pizzerie e altri locali in una città turistica come Termoli. In arrivo nuove regole con il regolamento sui dehors preparato dall’amministrazione comunale che si aggiunge a quello sull’igiene. La Confesercenti frena gli entusiasmi e parla di una «supposta» per gli operatori che si troveranno a fronteggiare nuove spese e delle procedure molto rigorose. «Con l’introduzione dei nuovi regolamenti – osserva il direttore Massimiliano Orlando - è diventato difficilissimo e molto oneroso gestire un’attività di somministrazione in città o aprirne una ex novo. Nei nostri uffici sono sempre più numerosi i concittadini che manifestano l’intenzione di aprire un bar o una pizzeria ma, sottolineano, non a Termoli». In Comune si è svolto un incontro con gli operatori e, come confermato anche dall’associazione di categoria, l’assessore Enzo Ferrazzano si è dimostrato disponibile al confronto e ad apportare le modifiche scaturite per andare incontro alle esigenze sollevate da chi ogni giorno vive queste difficoltà.


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Termoli. Al centro del dibattito c’è la bozza delnuovo regolamento che disciplina l’installazione, il mantenimento e la gestione dei dehors, cioè le occupazioni di spazi pubblici e privati esterni ai locali di somministrazione alimenti e bevande. Bar, pizzerie, ristoranti, gelaterie, cornetterie, stabilimenti balneari e altre attività si preparano a questa nuova «rivoluzione» che segue quella relativa al regolamento di igiene e che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale. Per «preparare» gli operatori l’assessore alle Attività Produttive, Enzo Ferrazzano, ha voluto organizzare un incontro per presentare la nuova normativa e raccogliere proposte di modifica tanto che nel comunicato ufficiale del Comune di Termoli si evidenzia che «l’amministrazione è stata attenta ai suggerimenti pervenuti dagli operatori e si è impegnata ad apportare le modifiche scaturite dal confronto».

La Confesercenti di Termoli frena però gli entusiasmi sul nuovo regolamento anche all’indomani dell’incontri organizzati nella propria sede per farsi portavoce delle esigenze degli operatori. Il direttore, Massimiliano Orlando, fa una duplice osservazione ricordando che «i due regolamenti, igiene e dehors, che vanno certamente considerati nel loro insieme, rappresentano una svolta epocale per la città di Termoli ed erano da tempo richiesti ed attesi, soprattutto dagli organi di controllo. Da un lato – spiega il rappresentante di categoria – l’aspetto verticale degli elaborati, il settore della somministrazione alimenti e bevande viene regolato nei minimi dettagli, dalle dimensioni delle cucine, dei bagni, dei magazzini ed ora anche dell’occupazione del suolo pubblico allo scopo, come si legge nella premessa del regolamento sui dehors, ‘di ottenere una città più ordinata e decorosa con rilevanti vantaggi di immagine’».


Ma c’è anche un’altra chiave di lettura, quella «orizzontale ed arrotolata», per la quale – osserva la Confesercenti termolese - i due regolamenti rappresentano una doppia supposta per chi opera nel settore. Tanti esercenti che attraversano una crisi senza precedenti, che sono oberati di tasse e balzelli, che vivono alla giornata e che spesso non sanno se il mese successivo potranno continuare ad operare o dovranno chiudere. Eppure – evidenzia l’associazione - sono proprio loro che, fino ad oggi, hanno assicurato l’accoglienza, la ricettività turistica, l’occupazione ed il decoro delle piazze e della città, con i propri sacrifici ed i propri investimenti». In pratica «con l’introduzione dei nuovi regolamenti è diventato difficilissimo e molto oneroso gestire un’attività di somministrazione in città o aprirne una ex novo. Nei nostri uffici sono sempre più numerosi i concittadini che manifestano l’intenzione di aprire un bar o una pizzeria ma, sottolineano, non a Termoli. Questo vorrà dire meno servizi, meno investimenti, meno occupazione. Lo stesso Assessore Ferrazzano – osserva la Confesercenti - ha dichiarato durante l’incontro di ieri che, in merito al regolamento di igiene, si stanno riscontrando criticità e che già si pensa ad alcune modifiche. Non si può prescindere da queste considerazioni prima di affrontare qualsiasi discorso su regolamenti e quant’altro».


Tra le criticità sono emerse nuove spese. Oltre alla Tosap – sottolinea sempre l’associazione di categoria - vanno ad aggiungersi: i costi delle nuove strutture adeguate a quanto stabilito nell’elaborato tecnico;i costi degli studi di consulenza che dovranno preparare la farraginosa richiesta di autorizzazione e la documentazione allegata; i costi di una fidejussione proporzionata ai costi di rimozione e di ripristino del dehors che copra un importo forfettario di 5mila euro; i costi di un’assicurazione civile per un massimale non inferiore a un milione di euro.
L’associazione di categoria ha chiesto, tra le altre cose, di eliminare un articolo che assegna all’amministrazione massima discrezionalità per l’amministrazione sul rilascio dell’autorizzazione; di estendere anche alle altre zone, e non solo al borgo antico, la possibilità di deroga relativa alla superficie massima autorizzabile, equivalente al 60 per cento della superficie dell’esercizio; rivedere l’obbligo di ritirare quotidianamente alla chiusura dell’esercizio gli elementi di arredo e di custodirli in luogo privato.
Per molte attività ci sarebbero problemi di spazio e di tempo ma anche di esaminare l’utilità o meno delle maggiori spese di fidejussione ed assicurazione e la legittimità della richiesta delle stesse e inoltre, di dare la possibilità, agli artigiani la possibilità di utilizzare anche più di due panchine o fioriere.

Rispetto a criticità e a osservazioni, Massimiliano Orlando spiega che «un plauso va certamente fatto all’assessore Ferrazzano che già in occasione del regolamento igiene ha dimostrato massima apertura e disponibilità al confronto e, laddove si è potuto, ha fatto apportare le modifiche che la Confesercenti aveva richiesto. Anche nell’incontro di martedì si è riscontrata massima apertura e, dopo aver illustrato le novità, l’assessore ci ha lasciato la parola e, come dichiarato nel comunicato ufficiale del Comune, si è impegnato ad ‘apportare le modifiche scaturite dal confronto’. Da qui un’osservazione conclusiva: «Stando al metodo e alla disponibilità con cui l’amministrazione e l’assessore Ferrazzano hanno impostato l’incontro, ci auguriamo che almeno questa nuova ‘supposta’ venga metabolizzata al meglio dal tessuto imprenditoriale locale».

(Pubblicato il 02/02/2017)

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