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Scuole, stop doppi turni per via D’Amato. Soluzione spezzatino per la ’Don Milani’ tra le proteste
Inaugurato il nuovo plesso di via Berlinguer dove faranno lezione i bambini della ex scuola "Nina Guerrizio" che da settembre erano costretti a seguire le lezioni di pomeriggio in via Sant’Antonio dei Lazzari. A giorni stop ai doppi turni anche per gli alunne della "Don Milani" smembrata tra diversi edifici del quartiere Vazzieri. Il comitato dei genitori intanto si appella ai consiglieri comunali per avere la documentazione sulla sicurezza delle scuole della città: "Mantenete gli impegni presi"


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Campobasso. Dopo oltre quattro mesi di lezioni pomeridiane, per i bambini della ex scuola di via D’Amato è stata finalmente trovata una nuova sistemazione: la scuola di via Berlinguer.
Mercoledì 1 febbraio il tanto atteso taglio del nastro alla presenza del sindaco Antonio Battista, del preside Pasquale Grassi, di insegnati, personale, genitori ma soprattutto per i piccoli alunni della primaria “Nina Guerrizio” chiusa lo scorso anno dal primo cittadino per ragioni di sicurezza e sull’onda di virulente proteste da parte delle mamme e dei papà preoccupati per la tenuta di quel vecchio edificio malconcio.
Sorrisi, pacche sulle spalle e foto ricordo con Antonio Battista: ora che c’è una scuola sicura sembra svanita tutta la rabbia del presidente del Consiglio d’istituto del comprensivo D’Ovidio, Stefano Lombardi e del Comitato genitori rappresentato da Angelo Di Palma.
Quella di via Berlinguer è la seconda struttura nuova di zecca aperta a Campobasso nel giro di pochi mesi «e che rientra in quel vasto programma di riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico avviato dalla squadra del primo cittadino. Presto, infatti, grazie ad un accordo di programma – leggiamo nella nota per la stampa - si realizzeranno altri tre nuovi ed importanti plessi in altrettanti quartieri della città: in via Crispi, a Vazzieri e al Cep. Ai quali si aggiunge l’edificio che sarà costruito con i fondi dell’Inail».


Hanno le ore contate anche i doppi turni per i bambini di via Leopardi. Gli studenti, attualmente costretti a seguire lezioni pomeridiane nella vicina “Petrone”, torneranno a scuola di mattina «al massimo entro la prima decade di febbraio» come ha detto la dirigente scolastica Maria Cristina Battista durante l’open day di domenica scorsa.
La soluzione non è ancora ufficiale, si sa che sei aule delle 18 complessive rimaste senza una sede resteranno nella scuola media di via Alfieri. I lavori per la sistemazione dei locali sono in corso. Altre sei «ma potrebbero anche essere tre» come aveva spiegato Antonio Battista giorni fa, dovrebbero trovare ospitalità al liceo artistico Manzù. I due presidi hanno già sottoscritto un accordo valido per un paio di mesi.
All’appello mancherebbero dalle sei alle nove aule. Naufragata l’ipotesi bibliomediateca, c’è chi parla di un affitto di locali privati (il sindaco Battista l’ha escluso), chi di una sistemazione nella chiesa Mater Ecclesiae (il parroco ha detto di non saperne nulla) e chi di un appoggio all’Università.
Il primo cittadino non vuole sbilanciarsi sebbene abbia fatto capire che è questione di poco per l’annuncio di questa soluzione “spezzatino”.
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E nel frattempo vanno avanti anche i lavori per ricavare altre aule in via Gorizia (F.D’Ovidio).

Nulla ancora si sa della perizia tecnica commissionata per via Leopardi. La preside Battista, a pochi giorni dalla chiusura delle iscrizioni al nuovo anno scolastico, si è detta convinta che l’anno prossimo la ’Don Milani’ sarà interessata da lavori di ristrutturazione. Il sindaco invece vuole aspettare di conoscere l’esito di queste verifiche commissionate all’Università del Molise.
Sono curiosi di venire in possesso della documentazione sugli edifici scolastici anche quelli dell’associazione “Scuola a misura di bambino” i quali hanno ricordato ai consiglieri comunali dell’impegno preso il 3 novembre (approvato un ordine del giorno che a stabiliva, tra le altre cose, la pubblicazione sul sito del Comune della carta d’identità degli edifici) e attualmente disatteso.
«Un onere di questa importanza, per il quale voi consiglieri avete riconosciuto il diritto all’informazione sulla documentazione tecnica, prendendo all’unanimità l’impegno di assolverlo attraverso la pubblicazione dei documenti sul sito del Comune, non si ritiene che possa essere stato disatteso dall’Amministrazione comunale di cui fate parte».
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(Pubblicato il 01/02/2017)

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