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La curiosità
Emmanuel Minardi, il web master campobassano con la passione per le icone sacre
Per anni ha curato il sito del Campobasso Calcio, ma uno dei suoi amori è sempre stata «la tecnica pittorica bizantina originale, attraverso l’utilizzo esclusivo di prodotti naturali, come il tuorlo e l’albume dell’uovo, il vino bianco, gocce di olio di lavanda, olio di noci, la grappa e la pietra d’agata». Un movimento di nicchia che però genera un turismo di settore non indifferente: «Arrivano persone da tutta Italia e anche dall’estero che apprezzano moltissimo le nostre bellezze e le bontà enogastronomiche». A breve, nella chiesa di San Bartolomeo, sarà installato il crocifisso realizzato dal maestro Giovanni Raffa: il capoluogo è una della città di riferimento a livello di iconografia.


Campobasso. Siti internet e icone religiose: cosa hanno da spartire? Beh, a prima vista proprio nulla. Attività agli antipodi, sia nello spazio che nel tempo. Eppure, c’è chi concilia e, anzi, coltiva entrambe le cose: Emmanuel Minardi, web master nonché iconografo di Campobasso, che mescola passione e lavoro, uniti a ben guardare da un filo sottilissimo. Quale? «La grafica è sempre alla base di entrambe le cose. Io mi ritengo un disegnatore in toto, sia nella pratica che a livello interattivo» spiega il 40enne campobassano dall’accento cremonese, avendo passato la sua infanzia nella patria dei torroni.
Proprio in questi giorni, nella chiesa di San Bartolomeo, si stanno svolgendo i corsi di iconografia: «Noi siamo seguiti da una scuola che è presieduta da iconografi internazionali. Attualmente siamo al lavoro sull’icona denominata ‘L’abbraccio tra San Paolo e San Pietro’ e ci segue l’iconografa Giada Mariotti di Perugia. In estate i corsi vedono la presenza del maestro Giovanni Raffa, uno dei migliori iconografi italiani, i cui lavori sono esposti a Venezia, a Roma, a Bologna, anche all’estero. A Campobasso ha realizzato il bellissimo crocifisso che a breve sarà installato nella chiesa di San Bartolomeo».
Il capoluogo è una delle città di riferimento a livello di iconografia sacra e lo diventerà ancora di più proprio grazie alla presenza del crocifisso appena realizzato da Raffa: «Qui arrivano tante persone, anche dalla Lituania e dall’Olanda. Il movimento è in crescita, e chiunque viene qui parla in termini entusiastici di Campobasso e del Molise. L’aspetto importante è che si crea un turismo di settore che genera un ritorno non indifferente, grazie alle escursioni che organizzo. E’ risaputo, per esempio, che da noi si mangia bene. E chi viene da fuori fa la fila per comprare prodotti tipici».
Ma come nasce questa passione in Minardi? «Fin da piccolo mi piaceva ammirare queste immagini particolari. In famiglia, poi, mio padre era sia scultore che pittore, mio nonno materno amava dipingere, quindi mi hanno sicuramente trasmesso qualcosa. Il primo approccio? Negli anni novanta ho conosciuto il maestro greco Armakolas, che mi ha indirizzato a livello tecnico. Successivamente, a Perugia ho avuto modo di entrare in contatto con il maestro Raffa, e da lì è iniziata la vera passione per la tecnica pittorica che è molto particolare, visto che riprende la tecnica originale bizantina».
Di cosa si tratta, nel dettaglio? «Iniziamo col dire che tutta l’arte deriva dall’arte bizantina, anche se col rinascimento questa forma viene abbandonata, resistendo però in Oriente. Noi dipingiamo con i pigmenti come le terre e le pietre, che devono essere sciolti per creare il colore.
Come? Col tuorlo d’uovo, il vino bianco, gocce di olio di lavanda, che è un antisettico, olio di noci. E iniziamo a dipingere su tavole in tiglio, gessate. In seguito, c’è la doratura (con oro 24 carati), la stesura dell’oro trattato con l’albume. Tutti prodotti naturali, pensate che per incollare la foglia d’oro si usa la grappa. Infine, con la pietra d’agata si lucida l’oro
». Detta così sembra semplice, ma servono mesi e mesi di lavoro certosino. Negli ultimi tempi sembra che si siano avvicinati all’iconografia diversi giovani: «Sempre più ragazzi si interessano a questa tecnica pittorica. Vengono soprattutto d’estate. E ci sono anche diversi studenti del Liceo Artistico. E’ un movimento di nicchia ma vivo».
Altro amore indiscusso è quello per il calcio, anch’esso coltivato attraverso il disegno: «Quando andavo a scuola a Cremona, avevo sei-sette anni, ricordo che ero simpatico un po’ a tutti perché tifavo Campobasso, mentre tutti lì tenevano giustamente per la Cremonese. Ricordo anche che i miei compagni mi chiedevano di disegnare sui loro diari la famosa rovesciata di Parola che compare sulle figurine Panini. Inoltre, riproducevo anche gli stadi, già in prospettiva... Insomma, la passione c’è sempre stata». Ricordiamo che Emmanuel Minardi ha curato il sito del Campobasso Calcio per diversi anni, riscuotendo sempre consensi per la professionalità e le capacità tecniche.

(Pubblicato il 29/01/2017)

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