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Svolta storica
6 nuovi lidi, più parcheggi e addio semaforo. La Regione ammette la minaccia delle pietre
Presentato in Comune il piano spiaggia di Petacciato marina, primo centro costiero molisano a dotarsi di questo strumento di programmazione: previsti sei nuovi stabilimenti balneari e diverse tipologie di aree attrezzate per ombrelloni e ristoro. «Servono infrastrutture e servizi, ma i primi bandi verranno pubblicati presto» assicura il sindaco che poi rivela l’ipotesi della sostituzione del semaforo sulla ss16 con una rotonda. Entusiasti i vertici regionali. «Messe insieme esigenze di sviluppo e tutela del territorio» dice il presidente Frattura. Rimarcato l’allarme per la diffusione dei sassi sull’arenile. «Sorprende anche noi, ma appena avremo dei fondi interverremo» afferma l’assessore Nagni.


di Stefano Di Leonardo

Petacciato. Petacciato si prepara a un’altra rivoluzione del proprio territorio. Dopo la trasformazione del centro storico, operata solo qualche settimana fa, sarà il turno del litorale. Regione Molise e Comune hanno dato il via libera al piano spiaggia, presentato questa mattina 24 gennaio nel municipio di viale Pietravalle. Si tratta di uno strumento di programmazione su come e dove dovranno cambiare i circa sei chilometri e mezzo di litorale petacciatese. Quando? A sentire il sindaco Gabriele La Palombara molto presto perché «i primi bandi potranno essere predisposti fin da subito».

«È un momento storico» ha rimarcato l’assessore all’Urbanistica Alberto Di Vito. Tanto da richiedere la presenza, oltre che dell’intera Giunta comunale, dei vertici regionali rappresentati dal presidente Paolo di Laura Frattura e dall’assessore Pierpaolo Nagni. Al tavolo dei relatori anche i tecnici che hanno lavorato al Piano, vale a dire gli architetti Cirino Ferrauto e Agnese Faieta e il geometra Fabrizio Massimi. E che l’approvazione sia davvero di importanza notevole lo testimonia il fatto che Petacciato sia stato il primo Comune costiero a dotarsi di questo strumento. «Ci auguriamo che presto sia pronto quello di Campomarino e poi Termoli e Montenero di Bisaccia» il commento del governatore.

Il cambiamento epocale è stato illustrato per sommi capi dall’architetto Ferrauto, “papà” del Piano Spiaggia così come autore principale del Piano regolatore generale che attende ancora l’approvazione definitiva. Per i dettagli, data anche la grande curiosità dimostrata oggi dalla presenza di imprenditori, professionisti e semplici cittadini alla conferenza, si spera in un programma più dettagliato dal punto di vista comunicativo, magari con l’ausilio di video rendering e depliants per spiegare per filo e per segno ai petacciatesi come e perché verrà modificata la maggiore risorsa del paese.

Ferrauto ha fatto sapere che «degli iniziali 13 nuovi lidi previsti, dopo la riattivazione della frana ne sono programmati 6». Due sorgeranno a nord, di fronte a quella che oggi è il “Parco La Perla”, insediamento urbano nato di recente e poco abitato. Gli altri quattro invece saranno a ridosso di quello che è il lido più conosciuto, il “Calypso”. Necessari quindi interventi infrastrutturali che sappiano far fronte all’aumento potenziale di afflusso turistico. «Servizi e infrastrutture vanno fatti in modo corrispondente» ha precisato il sindaco Gabriele La Palombara.

Già ma che tipo di interventi? Parcheggi, ad esempio. «Fra la statale 16 e la pineta e dall’altro lato della strada» ha aggiunto il primo cittadino. «Non è necessaria l’approvazione del Prg. I primi bandi possono essere realizzati da subito». Prima dovrebbe esserci «un passaggio in consiglio comunale anche per dare indicazioni interpretative». Quindi un paio di nuovi lidi molto presto, ma si ipotizza non prima del 2018, anche perché come i maligni fanno notare, in primavera si vota per le comunali.

«Per i successivi bandi andranno realizzate le infrastrutture» la spiegazione del sindaco. Come strade, per dirne un’altra. Oggi la ss16 è un groviglio di auto e mezzi pesanti. «Il semaforo verrà eliminato. Stiamo parlando con Regione e Anas per realizzare una rotonda. E poi ci sarà una viabilità alternativa». Previsti inoltre servizi alternativi come le navette «perché non è detto che in spiaggia bisogna arrivarci con la macchina».

Tutto condivisibile ma difficile da immaginare oggi per chi ha poche competenze tecniche. Per ora si sa che ai sei nuovi lidi verranno affiancate «sette aree attrezzate ma senza stabilimento». Il Comune ha differenziato le aree libere da quelle attrezzate, prevedendo inoltre aree di ristoro mobili e accessi anche tramite la pineta, oltre a diverse altre novità assolute per la costa molisana. «Per quella prevediamo un’antropizzazione moderata» ha detto Ferrauto.
Tradotto in parole povere? «Chi vorrà potrà piazzare una tenda, ma è fondamentale la conservazione del luogo».

Preservare l’esistente è stato, a sentire i relatori, uno dei due pilastri sui cui si struttura il Piano. «È stato uno sforzo immane coniugare due aspetti: lo sviluppo turistico ed economico e la tutela dei valori naturali, come le dune». «È uno strumento giusto, equilibrato - l’ha definito l’assessore Nagni – Si è pensato sia alla crescita e lo sviluppo che alla difesa del territorio». «Dobbiamo dire bravo al Comune e al Demanio – le parole del governatore -. Per uno strumento di programmazione che valorizza la fascia costiera e regolamenta lo sviluppo. Col piano si determina il massimo che può fare per realizzare ciascun investimento».

Ma proprio a proposito di difesa del territorio, ecco un’altra questione che si sta facendo largo con prepotenza negli ultimi anni, vale a dire l’invasione di pietre sulla battigia. «Era un vanto, adesso ci fa fare brutta figura» ha detto un petacciatese chiedendo interventi seri. «È diventato un problema grave» ha sottolineato Di Vito. «Lo conosciamo, ma per certi versi sorprende anche noi. Sicuramente c’è stata una evoluzione delle correnti. Posso dire che ci stiamo attivando per intervenire» ha ribadito Nagni facendo riferimento a scogli e frangiflutti che già sono stati sistemati di recente a sud di Termoli.

Solo che l’intervento pare più urgente. Considerando la mole di sassi che rende difficile fare il bagno al Calypso e l’erosione che in pochi anni ha spazzato via la Cala d’or, può un imprenditore pensare di investire sul territorio con un lido che, specie a nord, sarebbe in balia delle mareggiate? «Posso dire che appena avremo dei soldi interverremo» ha dichiarato Nagni facendo esplicito riferimento ai fondi comunitari.

(Pubblicato il 24/01/2017)

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