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"Quando sequestrarono un mio libro per aver parlato di sesso": Nocera, da 52 anni editore
A tu per tu con uno dei personaggi più importanti del panorama editoriale molisano, tra aneddoti, storia, pubblicazioni e una vita vissuta a cento all’ora: «Ho pubblicato 489 tra libri e giornali. Ho in mente di farvi una mostra». Gli inizi sono stati duri: «Fin dagli anni cinquanta, mi interessavo molto agli artisti, ai pittori soprattutto. Ma non ci potevamo muovere, era tutto in mano a quello che io ho sempre definito ‘sottobosco culturale’. Così, abbiamo costituito l’Associazione Molisana d’Arte, chiamata Ama. E da lì nacque la Nocera Editori Srl». Indimenticabili gli anni di Molise Sport: «Uscì per un decennio, quello d’oro del Campobasso. Eravamo in via Petrella 22, la redazione dove sono passati tutti i giornalisti che oggi sono professionisti. La mia creatura più riuscita? Senz’altro l’Almanacco del Molise, ha fatto conoscere ai molisani la propria terra».


Campobasso. Una carriera lunga 52 anni, con un unico filo conduttore: l’editoria. Enzo Nocera è il decano nel campo in Molise. Pensate che ha stampato la bellezza di quasi 500 libri e giornali, 489 per la precisione. E a 85 anni ancora non compiuti ha in mente di mettere su una grande mostra che faccia rispolverare ai più quanto fatto in una vita vissuta a cento all’ora.
Difficile ripercorrere tutto, ma la memoria di Nocera non inganna e, per filo e per segno, ricorda gli esordi: «Fin dagli anni cinquanta, mi interessavo molto agli artisti, ai pittori soprattutto. Ma non ci potevamo muovere, era tutto in mano a delle persone, che io ho sempre definito sottobosco culturale. I giovani come me non potevano avere degli appoggi anche nella partecipazione alle mostre».
Ed ecco la scintilla che ha innescato il fuoco ardente dell’editore: «Così, abbiamo costituito con alcuni pittori l’Associazione Molisana d’Arte, chiamata Ama. Per la prima volta c’era una galleria a Campobasso, in Viale Elena. Ho scritto contro questo sottobosco culturale. Questo fervore, questa lotta, che si tramutò anche in pezzi sui giornali, fu raccolto dal giornalista Antonio Cirino, il quale scriveva sul Messaggero. All’epoca era quello il clima culturale, che fu ben sintetizzato nel libro ‘Il Sottobosco’. Per non pubblicarlo in maniera tradizionale, ci venne l’idea, con altri amici, di costituire una società. Nacque la Nocera Editori Srl, esattamente nel 1965, proprio quando fu pubblicato questo libro. Così è iniziata la mia carriera di editore».

I primi anni furono abbastanza duri. E l’editore campobassano racconta un aneddoto che oggi farebbe sorridere. Ma prima bisogna fare una premessa: Enzo Nocera ha sempre amato combattere contro gli ostacoli, contro le imposizioni. Ecco quanto successe 52 anni fa: «Avevo delle mie poesie, ristampate poco più di un anno fa, e stampai un libro sul quale scrissero anche i vari Norberto Lombardi, Walter Genua, Lino Mastropaolo. Pensate che fu sequestrato in tutta Italia perché compariva la parola “sesso”. Ci fu un processo, ma fui assolto. L’ho ristampato perché non si trovava più una copia. Allora si parlò di “oltraggio al pudore” di “pornografia”, solo per aver scritto la parola sesso. La denuncia fu fatta da uno pseudo-giornalista, un certo Tartaglia, portando come tesi il fatto che la figlia, che studiava al Magistrale, avesse letto questa parola ‘scabrosa’. In quell’occasione, però, i professori si schierarono con gli studenti: contro di loro fu affisso da parte di un militante del Msi un manifesto con frasi oscene. Questa era l’aria che tirava…».

Intanto, la sua casa editrice cresceva. E negli anni settanta un altro grande esperimento riuscito: Rossoblù Molise Sport, con Liberato De Filippis direttore, subito dopo il quale nacque Molise Sport: «Con Massimo Vitale si pensò di fare proprio un giornale sportivo. Ebbe un bel riscontro, visto che uscì per un decennio, quello d’oro del Campobasso Calcio. Eravamo in via Petrella 22, la redazione dove sono passati i giornalisti che oggi sono professionisti. Li ho fatti iscrivere tutti all’albo, io non mi sono mai iscritto, sono rimasto editore. È stato un impulso grande per tutta la città». L’esperienza con la Rai, che in pochi conoscono, è stata molto importante: «Sono stato il primo collaboratore della Rai, come esterno, a servizio.
Ho girato quasi tutto il Molise per i servizi, facevo cronaca, sport, tutto. Ho lavorato come freelance per quattro anni. Ho condotto TuttoMolise fino al 1977, poi non mi hanno rinnovato il contratto. Comunque, coprivo mezz’ora al giorno, e non era poco».

Cerchiamo di scovare qualcosa di intimo, di personale, nel personaggio Nocera. Per esempio, se c’è ancora un sogno nel cassetto: «Non ho un sogno nel cassetto. L’editore si misura più per i libri che rifiuta di pubblicare che non quelli che ha pubblicato, questo è importante. Le mie forze non mi accompagnano più tanto, a quasi 85 anni». Nelle sue parole si coglie un velo di tristezza: «Oggi quasi ogni giorno si presentano libri di poesie, con le nuove tecniche di stampa uno decide di farne un centinaio di copie, e l’editore fa poco e niente. Io ho passato tutte le fasi evolutive della tecnologia. Il computer ha portato un nuovo sottobosco in tal senso, ogni giorno si presentano pubblicazioni. E tutti sono tuttologi. In particolare, sono molto amareggiato perché dopo tutti gli sforzi fatti, non c’è quasi più nessuno che cita nelle biografie l’Almanacco del Molise, che è stato completamente saccheggiato. Comunque, copie non se ne trovano più. Sto ricomprando i miei libri per archivio, me ne manca ancora qualcuno dei 500. Sarà allestita anche una mostra».
Alla domanda, invece, su quale sia la sua creatura più riuscita, risponde senza esitare: «L’Almanacco del Molise. Ne sono uscite 35 edizioni, una delle più longeve per continuità. È la pubblicazione più importante, ha fatto conoscere il Molise ai molisani». L’ultimo pensiero è per i familiari, che «mi hanno sopportato. Diciamo però che non ho mai fatto mancare niente alla mia famiglia».

(Pubblicato il 22/01/2017)

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