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RioVivo, costone frana sulla casa: due famiglie sgomberate. Migliora meteo, riaperte strade
Molte Provinciali restano chiuse per frana, allagamenti o neve, ma le arterie principali riaprono. Dopo il disastro, restano infinite emergenze alle quali si sta lavorando. A RioVivo, nel quartiere sud della cittadina, un importante smottamento di terra si è riversato su un’abitazione, dove risiedono complessivamente 5 persone di due nuclei familiari, seppellendo una parte del giardino e arrivando fino ai muri portanti. Le famiglie sono state allontanate con molta difficoltà perchè non volevano lasciare la casa. Il fenomeno dovuto alle piogge incessanti delle ultime ore. In generale sono in via di miglioramento le condizioni meteo, ma si sta lavorando con idrovore e mezzi per prosciugare l’acqua caduta in maniera abbondantissima. La situazione più difficile ancora sula fondovalle del Sinarca, che in parte resta allagata e piena di detriti. Si circola con moltissima cautela. La diga del Liscione è sotto controllo e non si registrano criticità.


Termoli. Migliorano, in generale, le condizioni del tempo sulla costa molisana. Dai monitoraggi fatti nel corso della notte e nelle prime ore di questa mattina, venerdì 20 gennaio, dai tecnici e gli agenti di Polizia Municipale del Comune di Termoli, il Consorzio di Bonifica e il Cosib, risulta che il livello dell’acqua dei canali si è abbassato.
Il mare è più calmo e consente al fiume Biferno di defluire con maggiore regolarità: il livello del fiume si è abbassato di due metri. Le idrovore sono tuttora in funzione.

FRANA A RIO VIVO Ma dopo il disastro di ieri, giovedì, tante emergenze. La principale riguarda una frana in località Rio Vivo, quartiere sud di Termoli. Qui si registra lo smottamento di una porzione di terreno causato dalle piogge incessanti dei giorni scorsi. La terra è scivolata a valle e finita su una villetta.All’interno vivono due famiglie di tre e due persone che hanno lasciato l’abitazione al civico 270 che si trova lungo la strada principale di Rio Vivo in seguito alla ordinanza di sgombero emanata dal sindaco Angelo Sbrcca per ragioni di sicurezza. Le due famiglie hanno trovato una sistemazione presso alcuni parenti, rifiutando la soluzione in albergo proposta dal Comune.
Il danno è serio all’abitazione è serio. Anche questa situazione è costantemente monitorata, garantiscono dal Comune. Intanto vigili urbani e polizia stanno presidiando l’area e regolano la circolazione, che al momento non è interrotta.


Consorzio di Bonifica: idrovore in funzione. L’ente sta monitorando la situazione relativa all’ondata di maltempo. «Da oltre ventiquattro ore gli impianti sono tutti funzionanti - spiega il presidente, Giorgio Manes - abbiamo e stiamo lavorando con tre squadre interrottamente con le idrovore su Rio Vivo; una di 2100 litri al secondo, un’altra di 900 litri al secondo euna terza di 400 litri al secondo per scongiurare il peggio. Ieri sera arrivava acqua da tutti i versanti e da tutta la zona alta di Termoli compreso il Biferno - osserva il rappresentante del Consorzio - stamattina la situazione è migliorata molto su Campomarino. Due idrovore sono attive da ieri e tuttora funzionanti: una da 800 litri al secondo e un’altra da 1100 litri al secondo. Continuamo a monitorare le zone di nostra competenza» ha concluso Manes.
RIAPERTE STATALI
Nessuna strada chiusa, traffico regolare. L’unica, fanno sapere dalla Prefettura, consiste nella presenza sul manto stradale di buche ricoperte di acqua.


Resta difficile la situazione su molte Provinciali e in particolare sulla fondovalle del Sinarca, il cui fiume è esondato mercoledì trascinandosi alberi, detriti e invadendo le strade con un fiume di fango che in alcuni punti ha raggiunto gli ottanta centimetri di altezza. Anche qui il livello dell’acqua è calato, ma si transita con grande difficoltà e in alcuni tratti permangono le deviazioni.


Ecco l’elenco aggiornato delle Provinciali chiuse per allagamenti o neve: S.P. 166 “Montazzoni”; S.P. 73 2^ Dir. – Colletorto; S.P. 106 di Campitello – tra Pianelle e Campitello Matese, (neve e slavine); S.P. 37 La Guardata – da Montecilfone all’incrocio SSPP 110-124 (allagamenti); S.P. 163 della Valle del Biferno – Civitacampomarano – Castelmauro (frana km. 40 - neve da km 36 e il km 43. S.P. 77 Chietina – direzione Castelguidone (dissesto strada); S.P. 51 Litoranea – da incr. S.P. 168 a incr. S.P. 113 F.V. Sinarca (allagamento); S.P. 113 F.V. Sinarca – da incr. S.P. 51 a incr. 112 (allagamento); S.P. 163 Montenero mare – ponte autostrada (allagamento); S.P. 110 Petacciato/Guglionesi – da incr. S.P. 127 a incr. S.P. 113 (allagamento); S.P. 128 del Rettifilo in territorio di Campomarino da cavalcavia autostrada fino a S.P.
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129 (allagamento); S.P. 84 Dir. Adriatica da SS 87 fino a Portocannone (allagamento); S.P. 153 Montenero mare – da Montenero di Bisaccia incr. SP 55 (allagamento); S.P. 56 dir. Galdina – Monacilioni – San Giovanni in Galdo (neve); S.P. 92 da Roccavivara alla S.P. 163 dir. Castelmauro (neve);

Intanto continua il monitoraggio della Diga del Liscione. Da sei giorni è in funzione lo scarico di fondo con un rilascio di sessanta metri cubi al secondo, al di sotto di altri momenti quando si arrivò anche a quattrocento metri cubi al secondo. Il piano di Protezione Civile viene gestito in base agli accumuli di acqua a monte e alle decisioni della Prefettura. Il rilascio avviene in modo controllato: se il livello dovesse aumentare ci saranno ulteriori provvedimenti per contenere la piena. Tutto dipenderà dall’evoluzione del quadro meteo e dalle ulteriori precipitazioni ma anche agli accumuli dovuti allo sciogliersi delle nevicate. Il limite dell’invaso è di 125,50 sul livello del mare. In mattinata c’erano più di tre metri in meno. Solo alla soglia massima avviene l’apertura automatica delle paratie. Ora la situazione è sotto controllo. Inoltre, a valle della diga arriva altra acqua dovuta all’ingrossamento degli affluenti del Biferno, come il Cigno, che hanno riversato una grande quantità di acqua nel fiume principale.
Sempre la Prefettura fa sapere, in una nota, che è stata condivisa «la valutazione congiunta operata dai tecnici di Molise Acque e del Centro funzionale decentrato del Servizio di Protezione Civile regionale ed è stato pertanto attivato un percorso, il più possibile equilibrato, tra le esigenze legate alla sicurezza dell’invaso e il deflusso del corso d’acqua a valle, rilevato dal predetto Centro funzionale. A tal fine e in considerazione dei deflussi che attualmente si stanno registrando a valle, si sta agendo con un modesto incremento dello scarico, fermo restando il monitoraggio costante, anche dell’evoluzione meteorologica, per eventuali riduzioni che dovessero rendersi necessarie».

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Il VIDEO del Sinarca dopo la piena

(Pubblicato il 20/01/2017)

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