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Professioni/3
Roberto, inventore del piatto termico che mantiene il calore. "Voglio arrivare in tutte le case"
Il trentenne termolese è riuscito a realizzare un piatto che mantiene caldi i cibi. «E’ nato da una esigenza e la mia intuizione è stata ripagata - afferma il termolese Roberto Cupido - dopo due anni e mezzo dai primi studi. Ho ricevuto il brevetto e ho iniziato a farlo conoscere, così ora in alcuni ristoranti si può richiedere per mangiare la pizza o altri cibi gustando i sapori al meglio».


di Elena Berchicci

In alto il prototipo realizzato al liceo artistico e il piatto finito. Sopra Roberto Cupido e la sua invenzione
Termoli. La sua intuizione si è rivelata esatta e dopo due anni e mezzo di studi, tentativi, analisi e prove, ha avuto ragione. Il suo piatto termico non era mai stato inventato prima e così Roberto Cupido, trentenne termolese, ha ottenuto il brevetto per la sua invenzione: un piatto che mantiene caldi i cibi anche quando davanti all’arrosto o alla pizza, ti perdi in una lunga chiacchierata con gli ospiti. Così non perdi il sapore di quello che mangi e non rinunci a gustarlo.

«E’ nato proprio da un’esigenza – racconta Roberto - che accomuna tanta gente, per questo ho provato a realizzare ciò che avevo in mente. E’ stata una sfida e anche una ricerca, ho perfezionato il prodotto e sono riuscito a presentarlo, ottenendo un riconoscimento ufficiale». Di prodotti simili ne esistono, ma nessuno è come quello disegnato e progettato dal termolese: il suo piatto è formato da tre elementi tutti impilabili tra loro, una base all’interno della quale c’è un piatto e infine una copertura che protegge una metà tenendola al caldo, permettendo di mangiare con tranquillità l’altra.

«Si può paragonare ad una pietra lavica – aggiunge – io la definisco l’evoluzione elegante e raffinata, oltre che legale, della pietra lavica». In effetti elegante e raffinata lo è davvero, tutto rigorosamente bianco e tondo, «perchè da il senso dell’eleganza – appunto - e anche della pulizia», di una porcellana particolare, la bone china, ma soprattutto molto ricercata. E infatti la sua intuizione è stata anche raccontata come idea e prodotto innovativo sulla rivista d’impresa più letta di Italia, "Millionaire", il mensile di business più apprezzato e conosciuto nel settore.

«Ci sono porcellane e ceramiche, ma io ho scelto la prima e soprattutto ho preferito un tipo che fosse adatto alle esigenze, perchè questa porcellana rilascia un calore e crea una camera termica all’interno della cover, dove si mantiene il calore stesso». La sua ricerca minuziosa non si è fermata solo all’uso del piatto, ma anche agli aspetti più pratici perchè è adatta al cibo e anche alla lavastoviglie. Roberto ha pensato proprio a tutto, il suo è un piatto che va benissimo nei ristoranti, nelle pizzerie e anche nelle case delle famiglia, di quelle che sono già nate e di quelle che stanno per nascere. «Possono anche diventare l’idea regalo per una coppia di sposi».


«Per ottenere il brevetto bisogna che il prodotto risponda ad una serie di requisiti: novità, efficacia, utilità e il mio li possiede tutti. Ho buttato giù un disegno dalla prima idea che risale al 2013, poi ho sviluppato una serie di prototipi nel corso dell’anno scolastico con il liceo artistico, la scuola che ho frequentato e che mi ha permesso di fare la cottura dei pezzi di argilla. Quando a giugno 2015 è arrivata la conferma del brevetto a livello nazionale, è stata la soddisfazione più grande».

Non è da meno poi l’aspetto più importante, ovvero quello del buon cibo. La sua è una sorta di filosofia dello Slow Food. «Apprezzare il cibo, mangiare bene, con calma e senza fretta, per gustare tutto ancora caldo». Anche se di cucina non si intende, «sono una buona forchetta, ma non proprio un cuoco», ha centrato in pieno con la sua idea. E a confermarlo ci sono anche alcune attività che hanno ordinato il piatto. «Pizzerie termolesi, pugliesi e anche straniere – racconta – ho avuto un ordine dall’Olanda. Ma la mia speranza è che arrivi nelle case e anche in tutti i ristoranti, nei migliori d’Italia e d’Europa». Intanto la matita sul foglio continua a disegnare, e non è detto che in futuro non torni con qualche nuovo oggetto.

(Pubblicato il 12/03/2017)

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