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PERSONAGGI /11
Bibliotecario per punizione e maestro di passioni: "Io, spirito libero con patente termolese"
Basso Caruso tra musica, cabaret, vernacolo, satira, basket, baseball. Poliedrico organizzatore di eventi, famoso in città per decenni di show, concerti e cartelloni dell’estate termolese. 63 anni, è l’attuale direttore della biblioteca comunale: "Doveva essere una punizione, ma ringrazio Di Brino che mi ci ha spedito: qua sono soddisfatto". Appassionato di baseball, che pratica da quando Tony Giuliano, amico italoamericano, gliel’ha insegnato. "Abbiamo due squadre e io sono general manager, ma per questo sport nessun sindaco ha fatto un cavolo. Solo promesse". La pensione? "Non lo so e non lo voglio sapere. Sono troppo giovane per pensarci".


Idea Arredo
Termoli. Dall’Ufficio Cultura del Comune di Termoli dove per anni ha gestito la programmazione dell’estate termolese, alla Biblioteca comunale. Qui Basso Caruso, volto noto in città soprattutto per la sua poliedrica attività di showman e organizzatore di eventi, trascorre una parte delle sue giornate. Il resto del tempo lo divide tra musica, cabaret, prove con l’amico e ‘compagno di squadra’ Basso del Casale, allenamenti di baseball. E sì, naturalmente la famiglia: la moglie, con la quale è sposato da 50 anni (ne ho solo una, checché ne dicano gli altri…), i tre figli e 4 nipoti.

63 anni, prossimo alla pensione..
«Le pensione io? Macché, non ci penso proprio. Sai che non ho mai chiesto come e se posso andare in pensione qui in Comune? Non mi interessa, sono troppo giovane e posso ancora fare una miriade di cose».

Sei finito qui in biblioteca dopo molti anni all’Ufficio Cultura del Comune.
«Eh sì, è stata una punizione, ma mi ha fatto veramente bene!».

Una punizione? Ma non sei il direttore?
«Certo sono il direttore, anche se sono un semplice dipendente di categoria B. Ma sai, di questi tempi di devi arrangiare… e comunque devo ringraziare l’ex sindaco Di Brino che mi ha spedito qui per punirmi, per non farmi restare in ufficio dove evidentemente aveva altri obiettivi».

Lo stai ringraziando veramente o mi prendi in giro?
«Lo ringrazio sul serio. Certamente la politica mi ha fermato nel mio lavoro, ma a me va benissimo coì. Stare in biblioteca mi piace, questo luogo è rinato, è molto frequentato. Ed è appassionante occuparsi di catalogazione: ho fatto un corso con la mia collega Marilena per imparare, e ora stiamo procedendo a apporre tutte le nuove etichette, belle e plastificate, sui libri».

Dì la verità Basso: non rimpiangi i tempi passati, quando avevi carta bianca con il Comune per organizzare spettacoli ed eventi?
«Certo sono stati anni d’oro. Ricordo la più bella manifestazione che Termoli ha vissuto, e che ho promosso io. C’era una volta Termoli, nel 1999 con una rievocazione dello sbarco dei Turchi spettacolare, la più bella di sempre, e sette giorni di eventi e spettacoli. Negli ultimi anni invece ci sono state tante scelte che non ho condiviso per niente, a cominciare dalla decisione di dare la Galleria Civica alla Proloco»

E perché?
«Era un luogo sacro per me, che poteva essere assegnato solo ad artisti di un certo livello. Ma la precedente amministrazione l’ha fatta diventare il magazzino della Proloco».

Tu sei uno “pane al pane, vino al vino”, sembra di capire.
«Che ci vuoi fare, sono fatto così: tutti mi amano e nessuno mi può vedere».

Lasciamo perdere gli altri. Per te chi è Basso Caruso?
«Lo stesso che ero da ragazzino e che sono rimasto da giovane e poi da marito e padre. Un organizzatore di eventi, uno sportivo innamorato prima del basket e poi del baseball, un suonatore di chitarra, un autore di canzoni, un appassionato di generi musicali e soprattutto un uomo che non smette di divertirsi e di lasciare che le passioni occupino la sua giornata».

Nato e cresciuto a Termoli?
«Sono termolese, ma ho visto anche altri pezzi di mondo per fortuna. Da giovane lavoravo alle ex acciaierie Stefana e quando hanno chiuso mi sono imbarcato, facendo valere il mio diploma all’Istituto Nautico. Sono rimasto per anni sui cargo, ho trascorso un periodo lungo in Venezuela, sempre in nave, e visto molti altri posti. Ma certo, sono e mi sento termolese».

Con patente di termolesità…
«Ovvio. Mi ritengo un interprete della termolesità, e la termolesità la porto negli spettacoli e la metto in musica. Con brani originali».

Realizzati con Basso Del Casale. Siete inseparabili
«Da 20 anni facciamo insieme show, cabaret, progetti. L’ultimo è Struscia la Matizia, che è stato un progetto decisamente impegnativo. Cinque puntate, 18 travestimenti, 5 canzoni inedite, fra cui un blues sulla Termoli puzzolente per il depuratore, o Mina a bomb, o quella del blue kit per fare i parcheggi a pagamenti attorno alla macchina. Devo dire che questa passione da molte soddisfazioni. Ci invitano tutti».

Sarai ricco allora
«Come no… Ci esibiamo solo ed esclusivamente in serate di solidarietà. E sai che c’è, va bene così, sono ricco di altre cose anche se dal punto di vista economico sono povero».

Povero?
«Beh, campare una famiglia con uno stipendio da dipendente pubblico come il mio, tra i più bassi, significa oggi far parte dei nuovi poveri. Ma sono ricco perché faccio le cose che mi piacciono, e mi diverto».

Musica e vernacolo. E’ il tuo binomio vincente?
«Direi di sì. Siamo partiti con la PuPunzBand, che ha avuto molto successo e riempiva le sale. Ma non solo io. Oltre a Basso Del Casale c’erano Valerio Mascilongo, Limongi, Willy Trivelli. Abbiamo realizzato brani in termolese ma di bossajazz, di jazzsamba. Non canzonette insomma, ma musica con la M maiuscola».

Ti piace Termoli?
«Termoli è splendida per moltissime cose, anche se mi piaceva di più com’era 30 anni fa. Ricordo il porto con gli scogli senza il braccio nuovo, ed era molto meglio».

Anche tu un conservatore dunque? Scommetto che non ti piace il progetto del tunnel…
«Se essere conservatori significa che Termoli deve conservare la sua natura allora sì, sono un conservatore. Ma non mi ci vedo in questa definizione. Io mi sento giovane e sono con i giovani. E sì, hai ragione, il progetto del tunnel non mi piace proprio per niente».

Chi frequenta la Biblioteca Comunale oggi?
«Ci sono persone di tutte le età, ragazzi, universitari, molte donne di mezza età appassionate di narrativa, genere del quale abbiamo un bellissimo settore con libri nuovissimi.
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Ci sono libri antichi, anche, che solo da sfogliare sono affascinanti. Giù negli armadi ci sono 60000 libri di tutti i generi. Decisamente questo è un bel posto, e sta per partire un progetto dedicato ai bambini. Si chiama Nati per Leggere. Verrà una docente di Bologna a narrare ai piccoli dai 2 ai 6 anni. C’è tutto un mondo qua dentro che, questo sì, mi piace moltissimo. Te l’ho detto che Di Brino, a sua insaputa, mi ha fatto un favore!».

Mi dicono, e non so se sia vero, che una volta ha inventato di sana pianta una storia su Termoli che non sta scritta da nessuna parte…
«È verissimo. Voglio dire: è vero che la storia era falsa. L’ho inventata io, e sinceramente poteva anche essere vera».

Cosa è accaduto?
«Abbiamo partecipato con il gonfalone della città a una manifestazione in Sicilia che rappresentava le varie regioni italiane, e io ho inventato la storia di Maddalena Sciarra, con la quale peraltro abbiamo vinto il terzo premio».

Vuoi dire che Maddalena Sciarra non è mai esistita?
«Beh, esisteva, ed esiste ancora, la bella giovane che la interpretava. Comunque, era il 1997 e siamo partiti con questi due meravigliosi giovani termolesi. Lui interpretava Oliviero di Termoli, anche lui una mezza leggenda che non sta scritta da nessuna parte. E lei era una bellissima Maddalena Sciarra, la moglie di Oliviero sulla quale mette gli occhi un turco che per evitare il duello con l’eroe lo convince a partire insieme per le Crociate. E Oliviero torna con le spoglie di San Timoteo e tantissimo oro, grazie al quale si rimette a posto la città. Dopo quella esperienza abbiamo fatto a Termoli l’elezione della Castellana, altro che miss come si usa adesso».

La passione per il baseball invece a quando risale?
«Al 1976, quando ho mollato il basket per il baseball, sport che mi ha insegnato Tony Giuliano, italoamericano. Ci siamo incontrati in acciaieria ed è stato lui a trasmettermi l’amore per il diamante. Abbiamo fatto anche una squadra che nel 95/96 ha giocato in serie B».

Addirittura..
«Ma scherzi? Ci siamo scontrati con squadre come Rimini, San Marino, Fano, Riccione. Ovviamente siamo arrivati ultimi, ma è stata un’esperienza bellissima. Poi abbiamo ricominciato e oggi a Termoli ci sono due squadre di baseball, una under 12 e una under 15. Peccato che non abbiamo un campo. C’è stato promesso da tutti i sindaci degli ultimi decenni, ma nessuno ha tenuto fede alla parola. Anzi, posso dirtelo in termolese?

Come no
«Nëscione ha fattë nindë».

Tu suoni, dipingi, canti, organizzi, alleni i ragazzi del baseball. Ma qual è la cosa che ti rende più felice?
«La verità? Sono le amicizie. Quant’è bello avere gli amici. Che ho detto prima, che sono povero?»

Esatto
«No, sono straricco. Perché ho gli affetti della famiglia e degli amici». (mv)

(Pubblicato il 22/01/2017)

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