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Scuola allagata dagli studenti
Tiberio: lezioni da mercoledì, ma con turno pomeridiano. Un prof: “Ragazzi, siete degli idioti”
Il Nautico e Geometri non può essere messo in sicurezza a brevissimo dopo l’atto vandalico messo a segno dagli stessi alunni, che hanno aperto gli idranti dell’ultimo pianto creando danni enormi e rovinando attrezzature per decine di migliaia di euro. Le lezioni riprendono mercoledì al Ragioneria durante il pomeriggio. Intanto il docente di lettere Antonello Maselli scrive una lettera ai ragazzi che hanno compiuto il gesto: "Cosa pensavate di ottenere? Avete barattato due giorni in più di vacanze con la vostra dignità, avete compiuto uno scempio pensando fosse solo uno scherzo. Ma i gesti, anche quelli più neutri, hanno delle conseguenze e mi vergogno se non sono, non siamo, noi insegnanti, riusciti a insegnarvelo. Ciò che con il vostro gesto avete irrimediabilmente distrutto ha un prezzo che, in un modo o nell’altro, verrà ripagato"


Termoli. Il danno è serio. Si parla di decine di migliaia di euro andati in fumo, anzi: naufragati. Letteralmente. Per colpa di qualche balordo che la notte tra domenica e lunedì è entrato a scuola – probabilmente la sua scuola – è salito fino all’ultimo piano e ha aperto al massimo gli idranti. Risultato: scuola allagata da cima a fondo. Attrezzature compromesse. Tutta la roba anche elettronica, che di questi tempi è acquistata a fatica dalle scuole che soffrono una carenza di fondi mai vista prima, alle prese con conti da fare quadrare fino all’ultimo centesimo.

Danni enormi, dunque, e in aggiunta la beffa per i compagni dei vandali, che dovranno subire una ulteriore penalizzazione dai “bravata” dei loro amici. Si torna a scuola mercoledì, dopo due giorni di vacanza forzata per ragioni di sicurezza e perché per asciugare tutto occorre tempo e fatica. Ma poiché l’edificio intitolato a Ugo Tiberio, in via De Gasperi, non potrà tornare a ospitare regolarmente le lezioni subito, gli studenti che frequentano il Nautico e Geometri saranno trasferiti al vicino Tecnico Boccardi, praticamente a pochi metri di distanza. Ma potranno fare lezione nel pomeriggio, tra l’una e trenta e le 18 e 30, visto che le aule al mattino sono occupate dalle classi del Ragioneria.

Non ne saranno felici i ragazzi, soprattutto quelli che arrivano dai paesi limitrofi, costretti a un vero tour de force e a rientrare tardi in autobus a casa. Non ne saranno felici tantomeno i professori, che hanno condannato in via privata il gesto, bollandolo come “inqualificabili”. Ma uno di loro, un insegnante di lettere, sceglie la condanna pubblica. Sceglie di esporsi, di metterci la faccia – a differenza della viltà del gesto compiuto dai vandali. E scrive una lettera emblematicamente intitolata “La mamma degli stupidi è sempre incinta”, nella quale mette a nudo il suo stato d’animo e fa delle considerazioni sulle quali vale la pena spendere qualche minuto di riflessione.

«Ho appreso poco fa di quanto successo al Tiberio, e posso solo dire: idioti.
Nessuno si senta offeso e tutti dobbiamo esserlo allo stesso tempo.
Sono basito, offeso, mi sento vilipeso, mi sento umido e bagnato fradicio, fino in fondo all’anima. Perché io sono il Tiberio! Io sono il Tiberio poiché quella è la mia casa, e lo è per diverse ore a settimana, per vari mesi l’anno, da, ormai, otto anni e, spero, lo sia per tantissimi anni ancora».

Antonello Maselli, prof di lettere proprio al Tiberio da alcuni anni, non ha esitazioni: «Io sono il Tiberio poiché per me non è solo il luogo del lavoro, ma il luogo dove incontro, in primis, splendidi colleghi, con i quali ci permettiamo, spesso, il gesto del dissentire reciproco, nel reciproco rispetto; poi incontro il personale Ata che professionalmente cerca di tenere la scuola pulita e ordinata; ma soprattutto incontro Voi, alunni, che siete, o, forse dovrei dire, visti i frangenti, dovreste essere il futuro.


Io sono il Tiberio, poiché è lì che, giorno dopo giorno scommetto su di Voi, sul fatto che, formandovi, farò del Tiberio, della mia città, della mia regione e del mio Paese, un posto dove è bello vivere, dove sono orgoglioso di vivere.

E ancora, io sono il Tiberio e continuerò ad esserlo, nonostante dovrò vivere, nel rispetto di quanto detto finora, con il dubbio di avere, difronte a me, fra tanta bella gente, anche gli idioti autori dello scempio del Tiberio.

Cosa pensavate di ottenere? Avete barattato due giorni in più di vacanze con la vostra dignità, avete compiuto uno scempio pensando fosse solo uno scherzo. Ma i gesti, anche quelli più neutri, hanno delle conseguenze e mi vergogno se non sono, non siamo, noi insegnanti, riusciti a insegnarvelo.

Ciò che con il vostro gesto avete irrimediabilmente distrutto ha un prezzo che, in un modo o nell’altro, verrà ripagato. Ciò che il Tiberio rappresenta per noi tutti, invece, ha un valore inestimabile, dal quale, con la vostra sconsiderata leggerezza, avete deciso di estraniarvi.

Vergogna!».

(Pubblicato il 16/01/2017)

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