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Cronache
Migliaia contro l’inquinamento. Venafro chiede controlli "ma dell’Arpa non ci fidiamo"
Imponente manifestazione oggi a Venafro dopo il sequestro dei due tir carichi di ceneri sospette che dall’inceneritore di Pozzilli erano diretti al cementificio di Sesto Campano. Secondo la Questura in marcia c’erano 2500 persone, almeno il doppio per gli organizzatori. Ancora da effettuare le analisi sui campioni prelevati ma per il dirigente dei laboratori di Campobasso "è una questione amministrativa". Le Mamme per la salute hanno ribadito la necessità di far ispezionare il materiale anche da altri uffici tecnici. A destare allarme anche i recenti dati diffusi dall’Asrem sulla mortalità per tumori nella Piana.


di Assunta Domeneghetti

Venafro. C’erano migliaia di persone «non meno di tremila» assicura il sindaco Antonio Sorbo, alla marcia silenziosa che si è svolta questo pomeriggio a Venafro. Una partecipazione straordinaria quella di cittadini e associazioni visibilmente preoccupati dopo il sequestro di due tir provenienti dall’inceneritore di Pozzilli e dirette al cementificio di Sesto Campano a fine dicembre.
Non sono state ancora effettuate le analisi chimiche sui campioni di ceneri sospette prelevate. Il maltempo ha fatto slittare di qualche giorno gli esami che si terranno la prossima settimana nei laboratori dell’Arpa Molise di Campobasso. Eppure il dirigente degli uffici di contrada Selvapiana, Berardino Principi è convinto già da oggi che tutto il clamore scaturito dal sequestro operato da carabinieri e forestale sia destinato a ridimensionarsi.
«Una questione di tipo amministrativo» così ha definito i mancati adeguamenti alle nuove procedure tecniche che obbligano tutti i cementifici italiani a registrare le sostanze non naturali utilizzate nelle loro produzioni. Per intendersi: se oltre all’argilla e ai combustibili fossili nel calcestruzzo finiscono pure le ceneri delle ecoballe bruciate – e adeguatamente trattate - dalla Hera Ambiente di Pozzilli bisognerà segnalare la tipologia di rifiuto dalle quali provengono e la loro esatta composizione chimica.
«Il Nucleo operativo ecologico dei carabinieri ha avviato delle verifiche a livello nazionale» spiega ancora Principi aggiungendo pure che «le Regioni devono indicare quali sono gli enti preposti ai controlli» e che il Molise «è un po’ in ritardo sebbene, generalmente, sono le Arpa a occuparsene».
Pochissimi sarebbero gli impianti che si sono già adeguati alla nuova procedura. E questo spiegherebbe anche da cosa è partita la blindatissima indagine della Procura di Isernia sul traffico di camion che dal termovalorizzatore di Pozzilli arriva alla Colacem di Sesto Campano.
In attesa di conoscere l’esito degli accertamenti, a Venafro l’attenzione resta alta. Oggi pomeriggio un corteo silenzioso si è mosso dalla sorgente delle Quattro Cannelle per dire stop all’inquinamento «visto che qui ogni famiglia ha almeno un malato in casa e in molte famiglie si piangono i morti per tumori».
Lei è la signora Anna Giliberti, una attivista dell’associazioneMamme per la salute: «Chiediamo che oltre all’Arpa anche altri laboratori possano esaminare i campioni di ceneri sequestrate. Per quale ragione? Ma è semplice, noi dell’Arpa non ci fidiamo e non ci fermeremo fino a quando questo scempio sul nostro territorio non si arresterà. La situazione qui è di una gravità allarmante, siamo arrabbiate e lo dimostreremo coi fatti: basta accomodamenti, basta colloqui e collaborazione, ora tutti gli enti preposti devono darci risposte chiare e precise altrimenti utilizzeremo altre vie per ottenere giustizia. Qui è in gioco il futuro dei nostri figli».

Oltre alle Mamme, altre associazione e tanti cittadini hanno aderito alla marcia indetta da Raffaele Siano, i commercianti della città hanno abbassato le saracinesche e tutti si sono detti seriamente preoccupati per la situazione. Soprattutto alla luce dell’indagine dell’Asrem che ha certificato come nel distretto di Venafro si registri il più alto tasso di mortalità per tumori.
«Dieci anni fa – aggiunge ancora Anna – lo dicevamo che ci sarebbe stato un picco delle patologie oncologiche, oggi finalmente la gente è con noi e ha capito che la questione sanitaria è davvero urgente».

Malattie cardiovascolari, problemi all’apparato respiratorio, aborti spontanei, malattie dell’apparato digerente, malattie endocrine e metaboliche: nella provincia tra il 2003 e il 2015 sono state queste le principali causa di mortalità e nella piana di Venafro i numeri sono ancora più allarmanti.


Eppure delle avvisaglie c’erano state anche tra il 99 e il 2000 quando Polizia e Guardia di Finanza cercarono di arginare il tentativo di infiltrazioni della malavita organizzata del vicino casertano in Molise. Il business del calcestruzzo e il volto imprenditoriale dei casalesi andavano a braccetto in quegli anni.

Ed è di oggi la notizia che l’associazione nazionale per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonio Caponnetto” ha presentato un secondo esposto alla Direzione distrettuale antimafia di Campobasso affinché verifiche che le ceneri sequestrate siano state preventivamente inertizzate come prevede la legge o se siano giunte dall’inceneritore al cementificio senza trattamento in centro autorizzato.
E’ di due giorni fa, invece, il commento alla manifestazione del presidente Paolo Frattura e del vice presidente della Regione, nonché assessore all’Ambiente, Vittorino Facciolla: «Ben vengano tutti i momenti di sensibilizzazione della società ma a valle di questi ci piacerebbe anche una concreta partecipazione al processo di redazione del Piano per la qualità dell’aria con contributi concreti, circostanziati e pertinenti. Le porte delle nostre strutture tecniche dell’assessorato all’ambiente sono sempre aperte e il personale sempre disponibile per assicurare ascolto, trasparenza, informazione e divulgazione.Alla tutela dell’ambiente siamo tutti chiamati a contribuire con serietà e fatti, slogan e cortei da soli non bastano».

(Pubblicato il 14/01/2017)

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