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Cronache
Bollette non pagate per anni, i giudici danno ragione al Comune: Molise Acque a secco
La Cassazione ha stabilito che il Comune di Bojano non deve gli otto milioni di euro rivendicati dall’azienda speciale di via De Pretis per anni di fornitura idrica alla popolazione. Il contenzioso milionario e pluridecennale è iniziato quando Molise Acque ha chiesto al Municipio il pagamento della tariffa intera al posto di quella scontata prevista da un precedente accordo. "Sentenza che farà giurisprudenza" hanno commentato i legali dell’Amministrazione


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Bojano. C’è voluta una sentenza della Corte di Cassazione per mettere la parola fine al contenzioso milionario che andava avanti da decenni tra il Comune di Bojano e Molise Acque: i primi non devono nulla degli 8 milioni di euro avanzati dall’azienda speciale di via De Pretis, questo il pronunciamento dei giudici della Sezioni Unite i quali, con sentenza numero 27457 del 29 dicembre 2016, hanno definitivamente chiuso questa vertenza sul bene pubblico più importante del Matese: l’acqua.

L’Amministrazione, oggi guidata dal sindaco Marco Di Biase, è stata difesa dagli avvocati Giovanni Di Giandomenico e Bernardino Izzii quali hanno espresso soddisfazione per questa decisione ripercorrendo le tappe del pluridecennale contenzioso.
«La vicenda – ricordano in una nota - trae origine da una convenzione firmata nel 1960 tra l’allora Cassa per il Mezzogiorno e il Municipio matesino. In essa si prendeva atto che la prima aveva effettuato la captazione delle acque delle fonti del Biferno ad uso potabile da destinare a molti Comuni del Molise e, soprattutto, a quelli della Campania; che peraltro erano stati provocati danni al territorio di Bojano dalla costruzione delle opere; e che le fonti situate nel comune, erano prima utilizzate direttamente dai cittadini per uso civico. In dipendenza di ciò si stabiliva che l’acqua fornita dalla Cassa al Comune, e da questo poi distribuita agli abitanti, sarebbe stata pagata ad un prezzo minore di quello praticato nei confronti degli altri utilizzatori».
Cosa che si è effettivamente verificata per tutti gli anni ’60 e ’70.

Le opere della vecchia Cassa per il Mezzogiorno passarono alle Regioni, la gestione dell’acqua fu affidata invece all’ex Erim a cui poi è subentrata la società “Molise Acque” la quale ha preteso il pagamento intero delle tariffe. Ed è in questo momento che è iniziata la battaglia col Comune di Bojano a colpi di carte da bollo: il Municipio all’inizio ha sospeso i pagamenti al gestore e poi ha ripreso a pagare secondo la tariffa scontata versata dai suoi residenti.

«Da qui – ricordano i due legali - innumerevoli cause con l’ente regionale, che rivendicava invece il pagamento del prezzo intero.
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Il Comune ha visto le sue ragioni riconosciute più volte dal Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche di Napoli e poi, in appello, dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma».

Ma Molise Acque non si è mai arresa arrivando fino alla Cassazione per ottenere le annualità contestate. Cosa che non ha ottenuto.

«È una sentenza molto importante, che farà giurisprudenza» ha commentato il professor Di Giandomenico.
In effetti sono diversi i contenziosi aperti tra l’azienda speciale e i comuni molisani, per questo sempre Di Giandomenico si dice convinto che il pronunciamento «risolve un enorme problema finanziario che si trascinava da tempo per molti anni del passato. Per il futuro sarebbe ragionevole che si possa trovare un nuovo accordo che porti ad un equo e stabile contemperamento delle ragioni di entrambe le parti».

(Pubblicato il 14/01/2017)

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