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Cronache
"Giunta incompetente, spettava al Consiglio". Egam: i Comuni vincono al Tar contro la Regione
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise ha accolto il ricorso presentato da sedici sindaci (otto della Provincia di Campobasso e otto di quella di Isernia) contro l’istituzione dell’Egam, l’Ente di Governo dell’Ambito del Molise per il servizio idrico. I giudici del Tar hanno ritenuto fondate, nel merito, le osservazioni delle amministrazioni comunali che non hanno condiviso l’impostazione del nuovo organismo di gestione dell’acqua sul territorio molisano. In particolare, è stata «ravvisata l’incompetenza della Giunta regionale, essendo la materia attratta nell’ambito delle prerogative del Consiglio che non ha ancora esercitato il relativo potere». Erano due i ricorsi presentati dagli avvocati Margherita Zezza, Giuseppe Ruta e Massimo Romano: uno relativo ai Comuni con popolazione superiore ai mille abitanti e l’altro riferito ai centri sotto questa soglia. Soddisfatti gli amministratori che hanno deciso di impugnare i provvedimenti della Regione.


Campobasso. La vicenda riguarda la gestione dell’acqua sul territorio della Regione Molise. Con due sentenze depositate oggi – 12 gennaio 2017 – il Tribunale Amministrativo Regionale del Molise ha accolto il ricorso presentato da sedici sindaci (otto della Provincia di Campobasso e otto di quella di Isernia) contro l’istituzione dell’Egam, l’Ente di Governo dell’Ambito del Molise per il servizio idrico. Si tratta dei Comuni di Campodipietra, Montefalcone del Sannio, Busso, Sant’ Agapito, Sepino, Bonefro, Belmonte del Sannio, Campochiaro, San Polo Matese, Roccamandolfi, Pescolanciano, Acquaviva d’Isernia, Civitanova del Sannio, Guardiaregia e Cantalupo del Sannio. Il Tar ha annullato tutti gli atti con i quali la Giunta Regionale del Molise aveva disposto, con la delibera numero 285 del 15 giugno 2015, sia la costituzione dell’Egam sia la obbligatoria partecipazione/adesione a tale struttura di tutti i comuni molisani.


Erano due i ricorsi presentati, uno relativo ai Comuni con popolazione superiore ai mille abitanti e l’altro riferito ai centri sotto questa soglia. Soddisfatti gli amministratori che hanno deciso di impugnare i provvedimenti della Giunta Frattura. A rappresentare gli enti locali gli avvocati Margherita Zezza, Giuseppe Ruta e Massimo Romano. «Una scelta, quella della Regione che era stata subito contestata da più parti, sia per la procedura seguita (che aveva di fatto estromesso il Consiglio regionale) sia per il contenuto, posto che, ad avviso di molti e degli stessi comuni ricorrenti, era stata adottata, per la gestione di un servizio strategico quale quello idrico, una soluzione organizzativa che non appariva condivisibile sia dal punto di vista funzionale sia dal punto di vista erariale, con evidenti rischi di disfunzioni e di maggiori spese anche e soprattutto per le piccole realtà territoriali».


A fronte di tali censure – aggiungono i legali - «il Tar ha annullato i provvedimenti della Regione ritenendo, innanzitutto, che una scelta così strategica, concernente non solo l’organizzazione dell’Egam ma anche la sua attività, il suo funzionamento e la governance dell’ente governo dell’Ambito non poteva di certo essere assunta dalla Giunta, risultando, invece statutariamente riservata al Consiglio Regionale, illegittimamente estromesso da tale decisione».
Pertanto, «ravvisata l’incompetenza della Giunta regionale essendo la materia attratta nell’ambito delle prerogative del Consiglio che non ha ancora esercitato il relativo potere» il giudice amministrativo ha accolto i ricorsi e non solo ha annullato il provvedimento a monte (la predetta delibera di Giunta regionale, con la quale è stato istituito l’ente Egam e il relativo disciplinare), ma anche disposto la caducazione di tutti gli altri «provvedimenti a valle impugnati con i motivi aggiunti», ovvero i decreti presidenziali volti ad imporre l’adesione coattiva dei comuni.

(Pubblicato il 12/01/2017)

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