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Arriva alla stazione ma non riesce a partire
"Treni cancellati e bus sostitutivi stracolmi": pendolari a piedi. Nagni: "Colpa di Trenitalia"
I collegamenti ferroviari dal capoluogo sono interrotti da giorni a causa della neve e il servizio sostitutivo con gli autobus è preso d’assalto dai pendolari. Odissea di un viaggiatore diretto a Roma che non è riuscito a partire dal capoluogo e replica dell’assessore ai Trasporti Nagni: "Se il sistema è al collasso non è sempre colpa della Regione ma di Trenitalia".


Campobasso. Da quando è iniziata l’allerta meteo, la stazione di Campobasso non riesce più a garantire i collegamenti ferroviari verso Roma, Termoli e Napoli. In questi giorni sono state numerose le segnalazioni di disservizi registrate, l’ultima odissea è quella vissuta ieri, 9 gennaio, dal signor Donato Paolone che per ragioni di lavoro si sarebbe dovuto recare nella Capitale. Sarebbe, e il condizionale è d’obbligo, visto che il povero pendolare è rimasto a piedi a causa della cancellazione della tratta.
«Pensando di andare sul sicuro - ha scritto in una lettera - con il servizio sostitutivo tramite autobus, sono rimasto a bocca asciutta perché era strapieno, e con esso, quello giunto dopo. Innervosito da varie mancate risposte da parte degli addetti, e dopo aver scarrozzato la mia valigia a piedi nel sottopasso per via di un ascensore non funzionante da circa un mese, sono tornato a casa».
Niente corso di aggiornamento «il prossimo convegno si terrà a marzo» e niente crediti utili alla sua professione «che dovrò recuperare tramite un corso di quattro ore».

Paolone non è stato l’unico campobassano rimasto a terra ieri. «Vicino ad uno dei due autobus c’era un giovane lavoratore che ha dovuto rimandare la partenza dall’8 al 9 gennaio causa cancellazione servizio treno e servizio sostitutivo ipercongestionato. A differenza del sottoscritto, dopo Roma avrebbe dovuto prendere un Freccia Rossa per Milano». Ma anche lui ha dovuto cambiare i suoi piani.
Una storia come tante quella narrata in questi giorni di emergenza. I disservizi, le corse saltate, le informazioni carenti sono un problema per tanti che avrebbero voluto raggiungere i luoghi di studio o di lavoro.

«È ormai evidente - dice ancora il signor Paolone - che il nostro assessore regionale ai Trasporti, Pierpaolo Nagni non ha l’esatta percezione di ciò che sta accadendo nel sistema trasporti nostrano, né desidera cambiarlo. Questo lo dico senza dare alcun colore politico alle mie esternazioni: i particolarismi lasciamoli agli stupidi. Lo dico con la rabbia di chi, avendo vissuto in prima lo sfascio determinato dalle precedenti giunte, ha sperato in un deciso cambio di passo».
Dal canto suo l’assessore ha spiegato che il collasso del trasporto pubblico non è causato dall’inerzia della Regione. «Le nevicate - ha sostenuto in una nota l’assessore - per quanto previste ampiamente, sono state intensissime, specialmente per quanto ha riguardato la loro “velocità”. Talmente violente da aver letteralmente mandato in tilt tutto il trasporto pubblico locale, a causa di una viabilità compromessa su strade principali e secondarie. L’unico soggetto che ha garantito spostamenti dentro e fuori la Regione è Trenitalia che ha messo a disposizione degli autobus sostitutivi. Non mi appassionano i dati, ma da quanto ufficialmente comunicato da Trenitalia, decine sono stati i pullman messi a disposizione dell’utenza, in sostituzione dei treni fermi in stazione».
«Se da un lato, però, Trenitalia ci informa del lavoro svolto attraverso un piano emergenziale, dall’altro non possiamo trascurare le decine di segnalazioni pervenute da parte di utenti rimasti “a piedi” con particolare riferimento alla giornata di domenica 8 gennaio, alle ore 14 ed alle ore 16. Infatti, ignorare la voce delle decine di viaggiatori che dovevano raggiungere Roma, ma che hanno avuto serie difficoltà a trovare un mezzo con cui arrivare nella Capitale, sarebbe ingiusto. E’ in questa circostanza che da Trenitalia ci aspettavamo un approccio più deciso rispetto alla situazione, anche perché l’utenza che la domenica parte da Campobasso per rientrare a Roma è nota. Se vi sono oltre cento persone che devono partire e ferme in stazione, con ticket precedentemente acquistato, è ovvio che un solo pullman è insufficiente. Forse, si poteva precettare in anticipo l’autobus fermo al Terminal di Campobasso ed evitare momenti di difficoltà e di tensione.
Oggi, comunque, a distanza di qualche giorno, non intendiamo puntare il dito contro questo o quel gestore ma nemmeno è onesto che sia sempre la Regione Molise a passare per l’anello debole e inadempiente in ogni occasione».
Mentre si va verso il rinnovo del Contratto di Servizio con Trenitalia, «a cui ci presentiamo senza debiti pregressi e in una posizione paritaria e non più di “subalternità”» Nagni fa notare pure che tutto questo sarà possibile «grazie ad un nostro atteggiamento deciso, risoluto e di discontinuità con il passato che ci ha evitato di sottoscrivere un ulteriore rinnovo con le condizioni attuali, nonostante siamo stati più volte sollecitati da Trenitalia nel farlo. Una condizione ormai superata, che ha portato chi ha governato in passato ad accettare qualunque accordo al ribasso e di cui ancora paghiamo conseguenze.
E proprio in virtù di questa nuova impostazione che si darà un tono diverso al rinnovo contrattuale con Trenitalia e siamo certi che l’accordo che ne verrà fuori sarà migliore sia in termini di servizi che di investimenti sulla nostra rete, con il fine di migliorare anche il servizio nei momenti di emergenza, riducendo al minimo i disagi all’utenza».
E se ci sono bus stracolmi da un lato, ci sono anche quelli che partono (i mezzi della Sati che da Campobasso portano a Termoli) sebbene nessuno lo sappia «anche a causa della chiusura degli uffici della ditta» come ha scritto il signor Giorgio Infante il quale, per avere informazioni, si è dovuto rivolgere al bar del Terminal.

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Partenze e arrivi dalla stazione di Campobasso

(Pubblicato il 10/01/2017)

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