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Cronache
I cavi sotterranei di via Roma nel tunnel, si studiano le modifiche. Nuove idee per il traffico
Progettisti al lavoro per realizzare modifiche e soluzioni suggerite dal Dibattito pubblico, come un teatro ben più grande di quanto inizialmente previsto. Spetterà alla ditta decidere se realizzare la galleria sul modello "Smart tunnel" con rifacimento dei sottoservizi esistenti in via Roma, con una speciale trivella brevettata dalla stessa De Francesco, o se utilizzare un metodo più convenzionale ma che comporta tempi più lunghi. Pronta anche una microsimulazione sul traffico con possibili modifiche legate alla galleria. Intanto si attendono i decisivi sondaggi inclinati previsti nelle prossime settimane assieme alla messa in sicurezza della Torretta Belvedere.


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Termoli. Inserire tutte le tubazioni di fogne, acqua, corrente elettrica, fibra ottica di via Roma all’interno del tunnel che dovrà collegare il lungomare nord col porto di Termoli. L’idea prende sempre più corpo ed è al vaglio della ditta De Francesco Costruzioni e del Comune. Si tratta di una delle modifiche – per altro già anticipata dallo stesso imprenditore di Castelpetroso – al progetto iniziale che tanto fa discutere. Fra le altre, la realizzazione di un teatro ben più grande, con eliminazione del ristorante vista mare, ma anche possibili variazioni al traffico collegate alla costruzione della galleria.

A più di un mese dalla conclusione del Dibattito pubblico, si attende nelle prossime settimane la realizzazione degli ultimi due sondaggi geologici, interrotti a fine ottobre dopo la caduta di alcuni massi dalla Torretta Belvedere. Non sono stati effettuati il 9 gennaio, appena dopo le festività natalizie, ma ci saranno un po’ più in là. «La Soprintendenza si prende i tempi previsti dalla legge per dare le necessarie risposte e il via libera alla realizzazione dei lavori» spiegano i progettisti dello studio Pragma. Lavori che andranno a braccetto: da un lato la messa in sicurezza della Torretta Belvedere, tramite la rimozione, pulizia e risistemazione delle pietre più compromesse e dall’altro i due sondaggi inclinati proprio a ridosso della stessa Torretta.

Carotaggi «che non creano particolari vibrazioni» ma che sono di massima importanza per capire la conformazione del terreno in quei punti strategici della futura galleria, oltre che per rilevare l’eventuale presenza della Torretta Gemella, con tutto quello che ne potrebbe conseguire dal punto di vista archeologico. I risultati potrebbero modificare la valutazione della De Francesco sul metodo da usare. Mentre nel progetto iniziale era stato proposta una tecnica tradizionale, detta in Naturale, di recente l’imprenditore a capo dell’azienda aggiudicatrice, aveva annunciato l’utilizzo di una particolare trivella, brevettata dalla stessa De Francesco.

L’uso della Tescar Cf4 è funzionale alla tecnica artificiale che dopo la realizzazione di palificate perimetrali e di uno scavo preliminare, si può ripristinare il piano stradale e lavorare nel sottosuolo. Con questo stesso sistema si può realizzare quello che è definito Smart Tunnel, che comporta la possibilità di far passare i sottoservizi all’interno della stessa galleria. In pratica si tratterebbe di rifare i cavi delle fognature, della corrente elettrica, dell’acqua e di tutti gli altri sottoservizi di via Roma e tenerli ispezionabili con maggiore semplicità e lavorazioni meno invasive di quelle attuali. Un sistema adottato a L’Aquila nell’ambito della ricostruzione post terremoto 2009.

«Il vantaggio di questa tecnica è anche questo, oltre al riutilizzo più rapido della superficie stradale. Maggiore sarebbe anche il ritorno per la comunità, visto che si andrebbero a rifare dei servizi oggi vetusti come quelli delle fogne» aggiunge l’architetto Gianluca Di Donato, al lavoro coi colleghi dello studio Pragma, gli architetti Andrea D’Andrea, Roberto Occhionero e Marco Di Lorenzo. I professionisti precisano però che «la scelta sulla tecnica da utilizzare sta più agli ingegneri che a noi. Ma l’ingegnere Umberto Di Cristinzi che si occupa di questo ha già avuto esperienze con quel tipo di lavorazione». La valutazione finale, come detto, sarà della De Francesco, in base soprattutto ai costi e alla sicurezza dell’operazione.

Agli architetti invece il non facile compito di ridisegnare quello che doveva essere un auditorium e che secondo quanto emerso nel Dibattito pubblico dovrà sorgere invece come teatro da circa mille posti.
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«Un preliminare è stato redatto ed è al vaglio della ditta e del Comune. Combacia con la capienza richiesta, ci sono lievi modifiche che riguardano esclusivamente le destinazioni esterne, non la sagoma o i volumi dell’opera. Per intenderci, si eliminano il ristorante e la sala fitness e si ingrandisce il palco, tanto per fare un esempio. Ma la gente non deve temere per le altre cose. L’arena, il parco giochi per bambini, quelli rimangono. Al massimo potranno essere leggermente diversi da quelli del rendering, ma ci saranno».

E poi c’è lo studio sul traffico, che è pronto e sarà visionabile assieme ad altri documenti. «È una micro simulazione, con possibili variazioni dei sensi di marcia, ampliamento dei tratti carrabili (con l’eliminazione dei parcheggi esterni, ndr) realizzata in accordo con il piano regolatore generale e quello portuale. È vero che un piano del traffico c’è, ma non è mai stato approvato e in ogni caso va aggiornato. Basti pensare che prevede ancora corso Nazionale percorribile con le auto, e persino il viadotto Foce dell’Angelo in alcuni punti. In linea generale un piano del traffico va aggiornato ogni due anni».

Passaggi decisivi prima dell’aggiudicazione definitiva saranno la verifica di assoggettabilità al Via e la tanto attesa variante specifica al piano regolatore generale. Un momento che sicuramente passerà per il consiglio comunale ed è prevedibile che se ne discuterà parecchio. Senza intoppi, la De Francesco prevede di iniziare prima dell’estate. «Verosimilmente sarà così – confermano i progettisti -, anche perché il finanziamento pubblico prevede delle rendicontazioni». (sdl)

(Pubblicato il 24/01/2017)

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