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Cronache
Se ne va l’ultimo comunista. Addio a Claudio Gianfagna: "Esempio di coerenza"
E’ scomparso all’età di 87 anni uno dei rappresentanti della sinistra campobassana storica. Amici e compagni ricordano in queste ore il suo impegno politico, la vicinanza al movimento operaio e sua coerenza. Fratello di un ex dirigente nazionale della Cgil, fu arrestato quando era un giovane militante della FgCi. Domani in Cattedrale i funerali


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Campobasso. Non ha mai cambiato bandiera e ha sempre saputo ridere di se stesso prima che degli altri: Claudio Gianfagna, colonna storica della sinistra campobassana, è scomparso all’età di 87 anni. Risveglio amaro oggi in città dove in queste ore, dentro e fuori la rete, si moltiplicano i messaggi di cordoglio alla famiglia e i ricordi di amici e compagni che hanno conosciuto "Claudione", la sua coerenza, il suo esempio e quell’irresistibile voglia di sorridere che lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza.

Claudio Gianfagna, fratello di Andrea, un dirigente nazionale della Cgil, ha passato la vita in trincea. Vicino al movimento operaio, fu arrestato negli anni Cinquanta - come ricorda lo storico Antonio D’Ambrosio nel suo libro “Pace si scrive senza H” – per un volantinaggio non autorizzato.
Ministro all’epoca era Mario Scelba, Gianfagna era tra i ragazzi della Fgci, la Federazione dei giovani comunisti di Campobasso e fu ammanettato dalla polizia assieme ad altri compagni per aver espresso solidarietà dopo una serie di arresti avvenuti in giorno precedente che avevano portato dietro le sbarre diversi lavoratori e dirigenti sindacali tra i quali suo fratello Andrea.
Oggi D’Ambrosio lo prende a esempio per rimarcare la differenza tra “le lotte virtuali e quelle reali”.
Il coordinatore del Pd di Montenero Nicola Palombo ha detto di lui: «Pilastro della sinistra molisana ha fin da giovane combattuto per la liberazione delle terre e per i diritti dei braccianti. Amico e collaboratore di Giuseppe Di Vittorio, non ha mai smesso di lottare per i diritti dei lavoratori e dei più deboli. A nome mio e delle Sinistra Dem faccio le più sentite condoglianze alla famiglia e al fratello Andrea". «Con Claudio scompare la bandiera del Partito Comunista Italiano della nostra città, un compagno leale, generoso e solare, sempre pronto ad animare le campagne elettorali e perennemente a disposizione di tutti». Queste le parole del consigliere regionale nonché ex sindacalista della Cgil, Michele Petraroia.
«Claudio cominciò a impegnarsi dal 1944-45 al Pastificio Guacci e si dedicò alla costruzione del Partito e del Sindacato con una passione che non è mai venuta meno, nemmeno negli anni più recenti quando ha visto ammainare e cadere nella polvere la Bandiera che ha continuato a difendere con un garbo di rara bellezza e un’intensità emotiva appassionata e coerente. Claudio ha condiviso momenti indimenticabili per il movimento sindacale molisano al fianco di Giuseppe Di Vittorio quando venne ad inaugurare la Casa del Popolo di Salcito nel 1954, ha conosciuto direttamente i principali dirigenti nazionali della Cgil e del Pci, da Luciano Lama ad Enrico Berlinguer, e non c’era nessuno a Roma nei gruppi parlamentari del Partito, a Botteghe Oscure o nella sede centrale della Cgil che non conoscesse il compagno Claudio Gianfagna di Campobasso. Ha trascorso tutta la vita nel Partito e per il Partito vedendo passare intere generazioni di dirigenti comunisti da Nicola Crapsi ad Alfredo Marraffini, da Odorico Paolone ad Edilio Petrocelli, Giulio Tedeschi, Fernando Amicone, Mario Piscitelli, Felice Carile, Alberto Malorni Domenico Di Giorgio, Remo Di Gregorio, Roberto Barberio o Carlo Bevilacqua.
Il suo esempio ed i suoi insegnamenti hanno avvicinato e formato una miriade di giovani alla politica. Preferiva agire e lavorare, fare il porta a porta, e operare nella sede del Partito per tenere uniti i compagni, spronarli, ascoltarli e discutere con loro tra Via Ferrari e Via Zurlo. Ho avuto la fortuna di incrociarlo in anni lontani e da allora non ci siamo mai persi di vista, era per me come per tantissimi esponenti provenienti dal Pci, una sicurezza e un riferimento, tanto più necessario nel tormento delle vicissitudini politiche del Partito dell’ultimo decennio. Con Claudio ci si capiva al volo. Non servivano parole. Dal marzo scorso cominciammo a ragionare sulla difesa della Costituzione e a distanza di tanti anni mi impressionava ancora l’energia con cui spronava me ed altri compagni a non lasciare nulla al caso nella campagna referendaria del 4 dicembre. "Serve il porta a porta, bisogna parlare con le persone una a una e spiegargli le ragioni di merito del NO, c’è sbandamento e smarrimento, occorre ascoltare e parlare dedicando tempo e attenzione ai cittadini". Era impossibile non volergli bene e custodiremo i suoi insegnamenti nei nostri cuori continuando a camminare sulla strada di sempre, quella che lui ha contribuito a tracciare in Molise dalle elezioni del 1946 a quelle del 4 dicembre2016 in70 anni di militanza e di lotta politica. Sul piano personale non dimenticherò mai il suo sostegno alle primarie del partito nel 2009 e in quelle per la guida del centrosinistra del 2011. Ciao Claudio e che la terra ti sia lieve!»

Domani pomeriggio alle 16 in Cattedrale saranno celebrati i funerali del compagno Gianfagna.

(Pubblicato il 03/01/2017)

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