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Ingorghi e morti sulla Ss 16: Vasto e San Salvo pensano a un tunnel per dimezzare il traffico
La proposta dell’Anas su cui la Regione Abruzzo spinge per intervenire con celerità verrà vagliata in questi giorni. Previsto un nuovo tratto di strada da 8 chilometri e mezzo da realizzare in zona interna e parallelamente alla statale 16. Polemiche da parte di diverse parti politiche, mentre il governatore Luciano D’Alfonso invita a non perdere tempo. «Se no i fondi vanno persi». L’investimento pubblico sarebbe di 80 milioni di euro e dovrebbe risolvere il problema del traffico e degli incidenti al confine col Molise.


Ogni anno dalla metà di luglio agli ultimi giorni di agosto quella strada diventa impercorribile se non a passo d’uomo e con una buona dose di pazienza. Tutto l’anno invece è un pericolo costante, specie per chi attraversa. E’ il tratto di statale 16 fra San Salvo Marina e Vasto Marina, proprio al confine col Molise e percorso giornalmente da una moltitudine di nostri corregionali. Adesso però le autorità preposte stanno dando una decisa accelerata al progetto di variante pensato per risolvere quel problema di vittime sull’asfalto e ingorghi chilometrici: un viadotto o più probabilmente una galleria da realizzare parallelamente alla strada esistente. Anche se i dubbi sono tanti.

Si tratterebbe di un tunnel da costruire nelle aree interne fra Vasto e San Salvo, otto chilometri e mezzo di strada che servirebbero soprattutto per i mezzi pesanti e in generale per tutti quei mezzi che non hanno intenzione di raggiungere Vasto marina ma proseguire verso nord senza dover passare dall’autostrada A14.

Un progetto che a dirla tutta pare necessario ormai da decenni e chi parla di opera attesa da 30 anni non ci va molto lontano. Nelle ultime stagioni estive il problema è esploso con maggiore evidenza, specie in concomitanza con eventi di grande richiamo che hanno fatto di Vasto Marina un imbuto, specie per chi arriva da sud e quindi dal Molise.

Così negli ultimi mesi si sono intensificati gli incontri fra le autorità preposte. Fra i promotori del progetto c’è il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. Proprio pochi giorni fa l’ex sindaco di Pescara è stato a Vasto per un sopralluogo di persona. «Serve essere uniti, se si perde tempo ci sono molti altri lavori che possono essere realizzati» ha detto il governatore auspicando che il 2017 sia l’anno buono per dar vita a questa strada.

Sia il sindaco di Vasto, Francesco Menna, che quello di San Salvo, Tiziana Magnacca, hanno pubblicamente espresso il loro favore all’opera. Proprio la fascia tricolore sansalvese ha ricordato le tante morti di questi anni in quel tratto di ss 16, fra investimenti di pedoni e scontri fatali. I vantaggi sono stati espressi in termini di sicurezza, oltre che per il turismo e l’ambiente, considerando anche l’inquinamento provocato dalle code di auto.

L’Anas ha presentato un progetto iniziale di costruzione di un viadotto, ma ha prospettato di recente la sostituzione di quest’ultimo con una galleria.
«L’investimento di 80 milioni di euro potrebbe essere leggermente più costoso» hanno ammesso i responsabili. «Il corridoio dovrebbe sorgere a ridosso della ferrovia e le strade provinciali. Quasi il 70 per cento sorgerà su strade esistenti, mentre il tratto terminale è da approfondire, probabilmente con una galleria» ha specificato l’Anas.

Ma c’è anche chi frena per l’ipotesi tunnel. «Un progetto calato dall’alto» è l’opinione comune dei contrari alla variante e fra loro anche esponenti politici all’opposizione. Dei 28 paesi interessati dall’opera, molti reclamano il fatto di non essere stati consultati prima della presentazione del progetto di variante. Dubbi che sono emersi anche nei giorni scorsi quando i sindaci di Scerni, Lentella, Guilmi, Carpineto Sinello, San Buono, Dogliola e Fresagrandinaria hanno partecipato a un incontro a Vasto col governatore D’Alfonso.

Ma è forte anche la posizione di chi ritiene il progetto troppo invasivo, specie se si pensa a una galleria da scavare fra le colline dell’area Trigno-Sinello. Le parti interessati continueranno a discutere. A gennaio 2017 la probabile decisione finale, ma i nodi da sciogliere appaiono veramente molti.

(Pubblicato il 11/01/2017)

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