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Cronache
Arresti eccellenti:
ecco tutte le prove
Due anni di intercettazioni telefoniche e ambientali inchiodano i protagonisti dell’inchiesta "black hole": assunzioni pilotate alla Asl di Termoli, appalti in cambio di regali, false certificazioni mediche, aborti illegali oltre il terzo mese di gravidanza, trasferimenti di soldi all’estero. Una associazione a delinquere che, secondo i magistrati, era coordinata da Patrizia De Palma, con la compiacenza del manager Verrechhia e del marito Remo Di Giandomenico. Fra gli indagati anche il capo dei vigili urbani Sciarretta e un colonnello dei carabinieri

di Monica Vignale, Daniela Fiorilli

E’ un terremoto che si abbatte su Termoli e travolge il mondo sanitario e politico: medici, funzionari, dirigenti amministrativi, infermiere. E ancora: esponenti di spicco della vita amministrativa locale, imprenditori, rappresentanti delle forze dell’ordine. In settecento pagine la Procura della Repubblica di Larino ricostruisce uno scenario di illeciti sconcertante. Associazione a delinquere finalizzata alla concussione, truffa, peculato, pratica illegale di aborti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Pesantissimi i capi d’imputazione contestati agli undici nomi illustri finiti in manette e ai ventitre indagati dell’operazione ‘Black Hole’, buco nero. Sono nomi importanti, di quelli che di solito si pronunciano con rispetto. Qualcuno addirittura con un po’ di soggezione. I nomi di quelli “che contano”. Uno su tutti: la dottoressa Patrizia De Palma, il ‘generale di ferro’ del reparto di Ostetricia e Ginecologia del San Timoteo, la chiacchierata moglie del sindaco di Termoli, già oggetto in passato di indagini e processi che l’hanno vista imputata proprio nel suo ruolo di medico. Gran parte dell’indagine ruota attorno a lei.

Peculato.
Nel 2002, grazie a una delibera di dubbia regolarità, Patrizia De Palma prese il posto del dottor Picucci al vertice della divisione ospedaliera. Il medico ‘sfrattato’ fece ricorso, e il giudice del Tribunale del Lavoro gli diede ragione per ben due volte. La De Palma però restò al suo posto. Chi andò via, suo malgrado, fu il collega Molinari, emigrato a Larino in seguito a un violento litigio con la battagliera dottoressa finito – dopo graffi e botte – al pronto soccorso, episodio al quale prese parte anche Nick De Palma (fratello della dottoressa che, fra l’altro, figura nell’elenco degli indagati in questa inchiesta). L’occhio dei carabinieri si aprì in quel momento, aiutato dalle denunce di parte arrivate in caserma. L’anno dopo alla De Palma viene contestato il peculato, cioè l’appropriazione indebita di un apparecchio sanitario (un ecografo del valore di 100mila euro) di proprietà della Asl. I militari dell’Arma lo ritrovano nel suo studio privato di San Severo.

Appalti truccati.
L’indagine sulle attrezzature sanitarie va avanti, a sorpresa s’imbatte negli ‘strani’ appalti per l’acquisto di strumenti diagnostici. L’accusa contestata alla dottoressa e ad altri medici e dirigenti amministrativi - fra cui lo stesso manager della Asl n. 4 Mario Verrecchia - è di aver spianato un’autostrada alla Formedical, azienda fornitrice di materiale medico con sede centrale a Roma e filiali in varie aree d’Italia, fra cui Foggia. E’ qui che entrano in gioco i tre pugliesi finiti in manette: Ettore Folcando, Maurizio Galasso e Vincenzo Nuzziello sono imprenditori che operano nel settore attrezzature ospedaliere e piazzano i macchinari della Formedical. Il fascicolo d’inchiesta racconta di gare d’appalto pilotate: la loro ditta veniva privilegiata in cambio di tangenti e regali, come i viaggi “all inclusive” in Italia e all’estero a spese dell’azienda. Gli inquirenti sostengono che per aggiudicarsi quelle gare, i fornitori avrebbero anche fatto per conto della dottoressa investimenti immobiliari in Arizona per un valore superiore ai 120mila euro.

Spostamento di denaro all’estero.
I soldi partivano da una banca termolese, la Bls, e arrivavano negli Stati Uniti senza passare dal controllo dell’ufficio cambi. Come? Sarebbe stato Luigi Velardi, ex assessore alla Sanità della Regione Molise, a favorire i trasferimenti di contanti in qualità di direttore della Bls. Velardi è iscritto nel registro degli indagati con altre 22 persone. E’ uno dei nomi di spicco del mondo politico coinvolto nell’inchiesta. La sua posizione comunque è ancora tutta da chiarire, in quanto sembra che negli anni a cui si riferiscono le indagini non avesse nessun ruolo direttivo nella banca.

Ma nel pentolone negli illeciti ci sono anche altri appalti. Quelli del bar del San Timoteo, per esempio, gestito da un’Ati (associazione temporanea d’impresa) con la partecipazione della ditta di Esterino Policella, imprenditore di Poggio Sannita già titolare del servizio mensa ospedaliero. Anche in questo caso gli inquirenti ipotizzano favoritismi. Il costruttore Esterino Policella era già finito nei guai un anno fa per violazione dei sigilli. All’epoca fu il capitano dei vigili urbani di Termoli Ugo Sciarretta a portarlo dritto dietro le sbarre. Oggi però anche il nome dello stesso comandante della Municipale figura nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Assunzioni e raccomandazioni.
Posti di lavoro e promozioni assegnati con un sistema illegale. E’ un altro reato contestato ad alcuni degli indagati. In particolare al manager della Asl n. 4 Mario Verrecchia, accusato di aver favorito l’assunzione di ‘raccomandati’. Si fa riferimento a Paolo Frascatore, Giuseppe Scarlatelli, Cristina Ferrazzano e Cristiano De Santis, tutti e quattro collegati a dirigenti e funzionari della Asl, assunti a tempo indeterminato dall’azienda con un concorso oscuro. Lo scandalo era scoppiato nel mese di dicembre del 2004. Ed era stato seguito dall’assunzione in un posto di prestigio nella direzione amministrativa della Asl del giovane Alessandro Altopiedi, genero dello stesso Verrecchia e anche lui indagato. Ma Verrecchia non sarebbe stato l’unico mecenate dei giovani ‘raccomandati’: qui i nomi illustri trapassano il mondo della sanità e arrivano a quello politico. Nel fascicolo di ‘black hole’ c’è anche Nicola Anacoreta, sindaco di Larino, intercettato in una conversazione telefonica con alcuni dirigenti della Asl. Le sue parole, quelle con cui premeva per l’assunzione di uomini del centro sinistra nella struttura sanitaria, sono tutte impresse su un nastro, uno di quei tanti sbobinati dai Carabinieri per redigere l’interminabile fascicolo.

False pensioni d’invalidità.
Concussione anche per il medico responsabile dell’ambulatorio di Santa Croce di Magliano e membro della commissione dell’accertamento d’invalidità. Secondo gli investigatori Antonio Di Paola, ora finito in carcere, avrebbe rilasciato certificazioni per falsi invalidi in cambio di regali e soldi. Loro sborsavano un pensierino e lui li inseriva nella graduatoria di quelli che hanno diritto a posti di lavoro riservati ai portatori di handicap o a pensioni straordinarie. Sulla base degli indizi ricavati dalle tante intercettazioni e dalla lunga attività investigativa numerose persone avrebbero ottenuto trattamenti pensionistici e indennità per invalidità grazie alla sua compiacenza.

Influenza politica per favorire la moglie.
E’ l’accusa che viene contestata all’onorevole Di Giandomenico, parlamentare dell’Udc indagato. Gli inquirenti sono certi di poter dimostrare che l’influente uomo politico termolese avrebbe favorito l’assunzione di accoliti della De Palma all’interno della Asl, e avrebbe ‘foraggiato’ quella fantomatica associazione che era il Cesad, tanto da mettere in conto tra le spese future del Comune 313mila euro per sponsorizzare un progetto dell’associazione a favore del disagio giovanile. Il deputato centrista si sarebbe adoperato anche per fare in modo che alcuni lavori pubblici venissero affidati a imprenditori segnalati dalla moglie e – sempre secondo l’accusa - avrebbe intrattenuto rapporti di affari con i rappresentanti della Formedical, assicurando alla ditta il suo interessamento per le forniture all’ ospedale di Termoli in cambio di vantaggi economici per la moglie.

Tangente per l’inceneritore
Nell’ inchiesta si fa riferimento anche a una presunta tangente che sarebbe stata pagata per la realizzazione di un inceneritore nel Comune di Termoli.

Aborti illegali.
Un importante filone d’inchiesta di Black Hole riguarda la violazione della legge 194 sull’interruzione della gravidanza. Sarebbero almeno tre o quattro – così si evince dal fascicolo - gli aborti praticati dallo ‘staff’ della dottoressa De Palma, nonostante la sua dichiarazione di obiezione di coscienza. I casi, verificati sia a Termoli che a San Severo, emergono dalla ricostruzione delle intercettazioni telefoniche e ambientali fra infermiere e ferriste. Le donne, parlando di alcuni raschiamenti, ipotizzano qualcosa “di strano” che traspare dalla lettura delle cartelle cliniche, e si lasciano scappare che in realtà non sono stati raschiamenti ma aborti. Si fa riferimento anche ad alcune somme sborsate per l’operazione illegale, praticata ben oltre il terzo mese di gestazione. La ricostruzione vede implicate oltre al primario la cugina, Rosangela De Palma, pure lei ginecologa, l’altra collega Maria Laura Tartaglia, assunta con contratto nominativo (cioè senza concorso) al San Timoteo e la ferrista Anna Franco, donna ‘fidata’ della dottoressa. Tutte sono agli arresti.

Indagati illustri
Cimici e microfoni nascosti inchioderebbero anche altre ginecologhe e altri medici. Tra le ventitre persone messe sotto inchiesta a piede libero, a vario titolo, anche Emiliana Fusaro di San Severo, altra assistente della De Palma, il dotto Antonio Occhionero primario del Pronto Soccorso di Termoli, la dottoressa Angela D’Aloise primario del reparto di Psichiatria del San Timoteo. Sul registro degli indagati ci sono Filippo Vitale, il direttore sanitario dell’ospedale termolese e il dottor Roberto Previati, dirigente Asl. Ci sono anche due esponenti delle forze dell’ordine, e nello specifico proprio dei carabinieri. Uno di loro è il colonnello, in servizio a Chieti, Oronzo Vergallo, ex comandante della compagnia di Termoli e candidato, fino a qualche settimana fa, al ruolo di assessore alla cultura al Comune di Termoli. Sottoposto a indagini anche Nick De Palma, fidato autista del sindaco e fratello della primaria di ginecologia. Ma il black hole potrebbe essere ancora più profondo: non si escludono infatti altri sconcertanti arresti.

La Procura della Repubblica, diretta dal dottor Nicola Magrone che ha coordinato la complessa indagine, aveva chiesto altre sei ordinanze di custodia cautelare a carico di altrettanti ‘semplici’ indagati. Il gip Roberto Veneziano non le ha firmate, ritenendo che non ci fossero le esigenze cautelari e limitandosi a emettere le ordinanze solo per undici persone. Ma non si esclude che il buco nero della sanità possa allargarsi ancora, e che possano scattare altri arresti.

(Pubblicato il 03/02/2006)

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