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Cronache
In carcere la moglie del sindaco
e il manager della Asl Verrecchia
La dottoressa De Palma in arresto con altre nove persone fra medici, dirigenti sanitari e imprenditori. Tra gli indagati a piede libero anche l’ex assessore regionale Velardi e il deputato Remo Di Giandomenico. Gravissimi i capi d’imputazione: associazione a delinquere, peculato, concussione. Imponente operazione dei carabinieri dopo due anni di indagini complesse.
di Monica Vignale
La dottoressa Patrizia De Palma è stata trasferita nel carcere femminile di Campobasso. Tra gli undici arrestati dell’operazione “Black Hole” (Buco Nero) condotta dai Carabinieri della compagnia di Termoli sarebbe proprio lei, primario della divisione di ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Timoteo e moglie dell’onorevole Remo Di Giandomenico (indagato nella stessa inchiesta perché sospettato di complicità con la moglie), ad avere la posizione più compromessa. Altre dieci persone sono finite in manette con le pesantissime accuse di associazione a delinquere finalizzata alla concussione, truffa, peculato, pratica illegale di aborti e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Si tratta di nomi eccellenti, collegati al mondo della sanità, della politica e dell’imprenditoria bassomolisano: il direttore della Asl n.4 bassomolise Mario Verrecchia, Rosangela De Palma, la cugina del primario anche lei ostetrica, il dottor Antonio Di Paola di Larino, la ferrista di ginecologia Anna Franco, l’imprenditore isernino Esterino Policella che ha in appalto il servizio mensa e bar dell’ospedale San Timoteo, la ginecologa Maria Laura Tartaglia, il dottor Franco Mastroberardino responsabile Affari Generali della Asl. Gli altri sono foggiani: Ettore Folcando, Maurizio Galasso, e Vincenzo Nuzziello, imprenditori e fornitori di attrezzature ospedaliee. Sette di loro hanno avuto la misura restrittiva in carcere, gli altri quattro (Verrecchia, Mastroberardino, Rosangela De Palma e Tartaglia) sono agli arresti domiciliari.
Il blitz dei carabinieri, coordinati dal Capitano Moscatelli e dal Tenente Forciniti, è scattato all’alba di giovedì 2 febbraio. Tra i primi appartamenti ‘visitati’, alle cinque del mattino, l’abitazione in via Sardegna della dottoressa De Palma.
L’ inchiesta - coordinata direttamente dal procuratore della Repubblica del Tribunale di Larino, Nicola Magrone - riguarda fatti accaduti a partire dal 2002 e – secondo le prime indiscrezioni - ruota intorno all’utilizzo personalistico e strumentale di strutture di proprietà della Asl 4 del Basso Molise, ed in particolare dell’ ospedale San Timoteo di Termoli. Per gli inquirenti Patrizia De Palma avrebbe costretto al trasferimento gran parte del personale medico e infermieristico, avrebbe praticato illecite interruzioni di gravidanza nonostante la dichiarazione di obiezione di coscienza con l’aiuto di ferriste e colleghe compiacenti, finite in arresto insieme con lei; avrebbe disposto ricoveri indebiti per effettuare esami di laboratorio su pazienti che si rivolgevano ad un suo studio privato, nel quale avrebbe utilizzato apparecchiature, strumenti e prodotti sanitari sottratti nell’ospedale di Termoli. Al primario viene anche contestato di aver pilotate gare per le forniture sanitarie all’ ospedale, imponendo alla ditta aggiudicataria, la Formedical con sede centrale a Roma e filiale anche a Foggia, il pagamento di viaggi in Italia e all’estero in cambio del suo ‘interessamento’. In un contesto che il voluminoso fascicolo d’inchiesta – oltre 700 pagine -descrive come lo scenario in cui si agiva illegalmente (assunzioni truccate, appalti ‘comprati’, tangenti e peculato) figurano anche ingenti spostamenti di denaro dall’Italia all’estero, ‘sicuri’ – cioè senza controlli - grazie alla complicità di una banca locale, la Bls diretta dall’ex assessore alla Sanità della Regione Luigi Velardi. In particolare sarebbe stato documentato lo spostamento, in un colpo solo, di 128 mila dollari (oltre 100 mila euro) poi investiti in una operazione immobiliare in Arizona a cui era interessata la stessa dottoressa De Palma.
Il direttore della banca ed esponente politico dell’Udc è uno dei 23 nomi ‘illustri’ degli indagati a piede libero. Nell’elenco c’è anche il sindaco di Termoli Remo Di Giandomenico, che secondo l’accusa, approfittando della sua carica istituzionale, avrebbe avallato le iniziative illecite della moglie, sostenendo le nomine e le promozioni nella Asl del Basso Molise, sia adoperandosi per l’affidamento di lavori pubblici a imprenditori segnalati dalla moglie.
Un altro filone rilevante dell’ indagine riguarda i falsi invalidi: numerose persone, infatti, avrebbero ottenuto trattamenti pensionistici per invalidità con la compiacenza di Antonio Di Paola, responsabile del Poliambulatorio di Santa Croce di Magliano e componente della commissione per l’ accertamento delle invalidità, il quale avrebbe attestato false patologie in cambio di soldi e altri ‘regali’.
Nell’ inchiesta, infine, sono ipotizzati finanziamenti pubblici illeciti ad un’associazione privata, il Cesad, che opera nel settore della ricerca scientifica. Il Centro della Salute per la Donna ha ricevuto cospicui finanziamenti pubblici anche dal Comune di Termoli e dalla Asl senza mai svolgere alcuna attività di rilievo. Il nome del Cesad, inoltre, ha fatto la sua comparsa recentemente anche alla Corte d’Assise di Campobasso, dove si sta celebrando il processo per l’omicidio D’Ascenzo. L’unico imputato, Pasqualino Cianci, nei mesi che precedettero l’assassinio della moglie, si era dato molto da fare proprio nella prospettiva – così egli stesso raccontava – di diventare un dirigente del Cesad.
L’indagine è partita dal ritrovamento di alcuni macchinari destinati all’ospedale San Timoteo e finiti invece nello studio privato della dottoressa De Palma, a San Severo. Episodio sul quale, per molto tempo, i carabinieri hanno continuato a indagare scoprendo via via alcuni episodi illeciti che alla fine hanno permesso di disegnare una sorta di organigramma di quella che (secondo l’accusa) è una “associazione a delinquere” che controllava gli appalti e alcune attività specifiche del sistema sanitario della zona.
(Pubblicato il
02/02/2006)
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