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Mi brontola lo stomaco/12
Cibo 3D, o come stamparsi un hamburger
Nella vita di tutti noi ci sono mille piccole cose che offrono attimi di felicità o momenti di irritazione, che ci fanno scoprire qualcosa di nuovo o ci insegnano un dettaglio curioso e piacevole. In questa rubrica domenicale Salvino A. Salvaggio percorre a ruota libera la selva dei piaceri effimeri e delle arrabbiature epocali che il mondo della cucina e dell’alimentazione gli ispira. Qualche volta invece prova a rispondere a domande insolite, oppure a presentare tendenze inaspettate e innovative. Una rubrica che si costruisce, pennellata dopo pennellata, senza moralismi o presuntuose lezioni di buon gusto, per raccontare una enogastronomia vissuta al quotidiano. E arricchita dalle tavole grafiche di Rocco Pelusi, che interpreta (a modo suo…) il tema della settimana.


di Salvino A. Salvaggio

Da oramai decenni ci siamo abituati alle stampanti dei computer, ovvero strumenti che depositano un fine strato di inchiostro su un foglio di carta per riprodurre testi, immagini, disegni. Negli ultimi anni, il mercato ha anche iniziato a proporre stampanti tridimensionali (3D) capaci di creare oggetti aggiungendo l’uno all’altro strati successivi di vari materiali sintetici (polveri metalliche o sostanze plastiche).


Finora prevalentemente usate nei processi industriali, la diminuzione dei costi delle stampanti 3D rende ora i modelli di base disponibili anche ai singoli privati. In ambito domestico, le stampanti 3D sono spesso usate per realizzare giocattoli, modellini, statuette, oggetti artistici e oggetti particolari utili agli appassionati del fai-da-te.


I limiti di questa nuova forma di scultura sembrano dettati solo dalla fantasia dell’utente, dalle dimensioni della stampante stessa e dalle sue caratteristiche tecniche. E, a proposito di fantasia, qualcuno ha pensato di usare le stampanti tridimensionali per produrre… cibo ! Si, proprio così: usare questi nuovi strumenti per stamparsi hamburger, salsicce, primi, secondi e dolci, tutti rigorosamente commestibili, partendo da materiali sintetici.
La prima reazione suscitata da questa notizia è solitamente di ripugnanza di fronte a ciò che assomiglia alla forma più estrema di industrializzazione dell’alimentazione.


L’idea, tuttavia, potrebbe destare qualche interesse, se non addirittura speranza. Ogni anno, infatti, migliaia di bambini affetti da tumori o altre malattie gravi necessitano cure pesanti di cui, spesso, un effetto collaterale è quello di azzerare l’appetito. Per il bambino sotto cura, oltre alle difficoltà legate alla stessa malattia, la diminuzione della sensibilità gustativa provoca disinteresse dal cibo e quindi un progressivo indebolimento fisico che non giova alla condizione generale. Da qui nasce il progetto di provare a realizzare dei cibi "su misura", personalizzati per ogni malato per tentare di ridare loro voglia e un po del piacere di mangiare.


Quel bambino sotto cura non mangia più ma sappiamo che gli piacciono i dolci e il colore azzurro, allora, per lui, stamperemo dei piccoli personaggi blu da cartone animato con un sapore dolce che contengono proteine vegetali, animali, carboidrati, fibre, vitamine, sali minerali e tutto il necessario per una dieta sana, nelle giuste dosi, a partire da composti di base, naturali o sintetici ma senza tossicità.



Un’altra bambina invece odia le verdure che, per la sua particolare patologia, dovrebbe magiare in quantità ma va pazza per gli hamburger che dovrebbe invece evitare, e inoltre dovrebbe assumere forti dosi di determinate vitamine e sali minerali. Nessun problema, la stampante 3D provvederà a realizzare dei bocconcini a forma di mini-hamburger con tutte le componenti nutrizionali a lei necessarie, nelle dovute proporzioni e con sapori a scelta (poiché anche i sapori si possono modellizzare).


In altre parole, si tratta di dare una forma, un colore e un gusto attraente a cibi da usare in un contesto particolare e per un tempo limitato, rispettando i canoni nutrizionali e i bisogni di ogni paziente.
Qualcuno penserà che si tratta di fantascienza. Affatto no ! Medici rinomati hanno già iniziato a lavorare a questo progetto che potrà ridare forza e un po di salute a bambini malati nonché fare tornare la speranza negli occhi di genitori disperati di vedere deperire i loro cuccioletti.

(Pubblicato il 14/06/2015)

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