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Carta di identità per oltre 750 reperti
"L’estero guarda il Molise come la vera Italia". Apre a Lucito il museo dell’arte contadina
Conto alla rovescia per l’inaugurazione del museo dell’arte contadina di Lucito. La struttura, ricavata in un edificio storico interessato da restauro conservativo, accoglie oltre 750 reperti classificati con uno studio scientifico che attraversa quasi quattro secoli, dal 1600 agli inizi del Novevento. L’ideatore è Christian Agricola, giovane imprenditore immobiliare attivo sul mercato estero dove sono numerose le richieste di compravendita di fabbricati rurali. Grazie al Piano di sviluppo rurale l’idea è diventata realtà e sabato 9 maggio alle 16.30 in tanti saranno presenti all’apertura del museo il cui ingresso sarà sempre gratuito. Il museo-laboratorio merita assolutamente una visita: 250 metri quadrati su tre livelli e 350 metri quadrati nel cortile esterno. Gli ambienti sono stati interessati da interventi di restauro conservativo. Lo studio sarà presto pubblicato e distribuito a livello nazionale. «Abbiamo deciso di investire in questo settore - spiega entusiasta Christian Agricola - perché per gli stanieri il Molise, con i suoi borghi incontaminati, viene visto come la vera Italia».


Christian Agricola, ideatore del progetto che rappresenta una scommessa per il territorio. Sopra l’esterno del museo
Un viaggio indietro nel tempo in uno dei borghi più belli del Molise. Sabato 9 maggio alle 16.30 apre a Lucito il museo dell’arte contadina. Ideato da Christian Agricola è il frutto di un progetto innovativo legato al Piano di sviluppo rurale che si prioietta nel futuro per richiamare un numero sempre maggiore di turisti stranieri in regione e promuove attività di promozione e formazione. L’iniziativa è diventata realtà al termine di un lavoro molto impegnativo durato quasi due anni e possibile grazie a una forte sensibilità per la valorizzazione di un territorio ancora incontaminato.


«Non a caso – osserva Christian – i turisti di altri Paesi sono molto interessati al Molise perché vedono qui la vera Italia, credono nelle esperienze più semplici e genuine, dal cibo agli ambienti di vita, dall’ascolto del dialetto a una birra bevuta davanti ai bar, nulla di inventato, la tradizione nel vero senso del termine». A soli 27 anni il responsabile del progetto ha le idee molto chiare. Un giovane intraprendente di origini pugliesi, che si è trasferito in Molise per amore di una terra di cui è rimasto affascinato e della famiglia, sua moglie e un figlio.

Christian è il responsabile di una società immobiliare ‘Agricola Enterprise Real Estate Limited’ con sede a Londra e Coventry che porta sul mercato straniero le case dei borghi della regione al fine di un restauro conservativo. Insieme a un gruppo di amici ha fondato anche la società Molise4Seasons Tour Operator Limited, azienda che si occupa del settore turistico incoming per il Molise rivolta principalmente a un mercato estero con l’obiettivo di ripopolare e valorizzare i piccoli borghi arroccati che caratterizzano i Molise».


E proprio in uno di questi edifici – dove entrare significa fermare il tempo nel vero senso della parola - ha preso forma il museo. Si tratta di una casa che risale al diciottesimo secolo dove sono presenti, tra le altre cose, un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua per abbeverare il bestiame, gli anelli in metallo nella muratura e tanti altri particolari architettonici che creano il contesto di un’esperienza davvero unica. Sono più di 750 i reperti raccolti e classificati. Fanno parte di una collezione privata del responsabile e di altre donazioni fatte da persone che hanno creduto in questo progetto.

Ilaria Di Cillo, giovane laureata in Archeologia, Beni Culturali e Turismo dell’Università del Molise, ha potuto spendere le conoscenze acquisite in Ateneo nella classificazione dei reperti. Ha realizzato una vera e propria carta di identità per ogni singolo oggetto per il quale sono indicati l’origine (dal 1600 all’inizio del 1900), il peso, l’utilizzo e altre utili informazioni. Ogni oggetto conserva una sua unicità; dalla zappa con il contrappeso, agli aratri, al vasellame e alle suppellettili. Il museo-laboratorio merita assolutamente una visita: 250 metri quadrati su tre livelli e 350 metri quadrati nel cortile esterno. Gli ambienti sono stati interessati da interventi di restauro conservativo. Lo studio sarà presto pubblicato e distribuito a livello nazionale.

Christian Agricola, da tempo impegnato nel settore, ha voluto investire in questo progetto rispondendo a uno dei bandi del Piano di sviluppo rurale sullo sviluppo e il rinnovamento dei villaggi gestito dal Gal Molise verso il 2000 con un piano di intervento denominato ‘Lucito...
un monumento rurale per l’arte contadina molisana’
. Sono sei gli obiettivi principali, tra i quali studiare il mondo dell’antica civiltà contadina del Molise, coinvolgere scuole e università, promuovere sempre di più il territorio all’esterno, stimolare l’interesse verso il mondo agricolo del passato ma anche «evidenziare il sistema del vincoli, delle opportunità e delle relazioni per un dialogo tra società, arte, storia e cultura, indirizzato ai temi della sostenibilità storica in relazione alle attività umane».

Il museo sarà gestito dalla Pro loco e dall’associazione Altair con le quali è stato firmato un protocollo d’intesa. Anche le scuole hanno mostrato interesse per l’iniziativa. L’ingresso sarà sempre gratuito. Per le prenotazioni è attivo il numero di telefono 3494128133 oppure è possibile inviare una mail all’indirizzo direzione@italianmuseum.it. Si preannunciano numerose presenze già a partire dall’inaugurazione in programma sabato 9 maggio alle 16.30. Saranno presenti numerose autorità, tra le quali il vescovo della Diocesi di Termoli-Larino, Gianfranco De Luca, il sindaco di Lucito, Fabiola De Marinis e il responsabile dell’associazione nazionale piccoli musei in cui la struttura è entrata da subito grazie alla qualità e all’interesse dei reperti e dell’edificio stesso. Un invito aperto a tutti per compiere un magico salto nel passato e riscoprire l’identità delle comunità locali.

(Pubblicato il 07/05/2015)

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