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Premio Termoli: protagonisti i giovani e la pittura “vera”
Sabato 24 luglio apre i battenti la 49° mostra d’arte contemporanea della Galleria Civica. Sedici artisti propongono quadri d’immagine e interpretano il ritorno al figurativo. Una scelta che non ha nulla di nostalgico, in linea con la tradizione coraggiosa del Premio.

di Monica Vignale

Le novità principali per la 49° edizione del Premio Termoli sono due: gli artisti hanno tutti meno di 40 anni (e questo per l’arte contemporanea significa che sono giovanissimi...) e dipingono. Fanno cioè quadri di immagine, propongono soggetti reali,  si fanno interpreti di una nuova corrente che nel figurativo trova la sua principale espressione.
Una caratteristica che sembra entrare in contrasto con la tradizione della rassegna, improntata prevalentemente alla pittura “aniconica”, cioè astratta, priva di riferimenti concreti. Ma che invece, ad un’occhiata più attenta, è il naturale prosieguo di una mostra che da mezzo secolo porta a Termoli il meglio dell’arte italiana, le innovazioni più significative e gli artisti reputati più idonei a interpretare di volta in volta le correnti artistiche di riferimento.
E che non fa eccezione a questa regola nemmeno quest’anno. “I giovani artisti della nuova generazione che espongono a Termoli – spiega il professor Achille Pace, che da sempre cura la rassegna affiancando l’Amministrazione e i critici –, invitati dal professor Carlo Fabrizio Carli che consapevolmente ha interpretato la condizione culturale e storica del nostro tempo, rappresentano con viva testimonianza il riemergere dell’ ‘oggetto’ dal profondo della sofferta coscienza: alcuni giovani artisti con immagini riscoperte ex novo, vitali e sorgive; altri, con classica iconografia, tutti alla ricerca di valori e miti umanistici perduti”. 
Non a caso la rassegna, che aprirà i battenti sabato e che si potrà visitare nella Galleria Civica di piazza Sant’Antonio fino al 26 settembre, si chiama “Nel segno della pittura”. Quella pittura che, come commenta il critico Fabrizio Carli nella presentazione del catalogo, “torna oggi a coinvolgere, e non anziani nostalgici di scelte d’antan, ma giovani e giovanissimi artisti, convinti che la pittura risponda a un’ancestrale esigenza espressiva, che ha accompagnato l’uomo in tutta la sua vicenda, e che continua a svolgere il suo ruolo”.
Sedici gli artisti invitati, che provengono da varie regioni italiane e che, pur nella diversità di tecniche espressive e scelte dei soggetti, hanno in comune l’amore per il soggetto umano e per la rappresentazione figurativa. Sono Angelo Bellobono, Valeria Cademartori, Andrè David Carraro, Francesco Cervelli, Alessandra Di Francesco, Andrea Di Marco, Paolo Fiorentino, Stefania Mileto, Adriano Nardi, Luca Pace, Hannu Paiosuo, Alessandro Papari, Francesco Parisi, Paolo Porelli, Mauro Reggio e Stefano Zucchi.
 
Dedicare la 49° rassegna del prestigioso Premio Termoli alla pittura “vera” è indubbiamente un fatto nuovo per Termoli e per la sua Galleria, che ospita da decenni le opere più rappresentative del linguaggio non figurativo. Ma sarebbe profondamente sbagliato interpretare questa scelta alla luce di una vaga nostalgia per i miti pittorici del passato. “Al contrario – aggiunge Achille Pace, che di arte ne sa qualcosa visto che è stato una delle voci più qualificate della ricerca “aniconica” italiana, fondatore anche del noto Gruppo Uno di Roma – è un prendere atto di una corrente importante nel panorama nazionale che va affermandosi considerevolmente, e che Termoli, proprio in virtù della sua storica apertura ai linguaggi più innovativi e sperimentali, non può e non deve ignorare”.
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“Una mostra di grande interesse sociale e umano – l’ha definita l’assessore alla Cultura Antonio Franzese – fondamentale per capire cosa possiamo aspettarci dal futuro dell’Arte”.
Alla gente piacerà senz’altro, sia per la bellezza oggettiva dei lavori esposti sia per la maggiore capacità di comprensione di cui, rispetto all’arte astratta, gode la pittura figurativa. E piacerà anche agli appassionati di questo Premio, che seguono con costanza l’evoluzione della storia dell’arte italiana attraverso le rassegne estive proposte dalle amministrazioni termolesi, che fortunatamente non si sono mai tirate indietro e non hanno fatto saltare nemmeno un anno al tradizionale appuntamento con l’arte di qualità. A loro va il merito di aver sostenuto una manifestazione che ormai è terza per importanza in Italia, e che segue a ruota la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.
Il Premio Termoli 49° edizione sarà presentato alla stampa e al pubblico venerdì mattina in Comune, con una conferenza presieduta dal sindaco Remo Di Giandomenico, dall’assessore Franzese, dal critico Carlo Fabrizio Carli e dal direttore onorario della Galleria Achille Pace. Ci sarà anche l’architetto Bruno D’Apice, responsabile comunale del settore Cultura. Un amante dell’arte e un fervido sostenitore del Premio. Se l’iniziativa continua a essere possibile nonostante tutto, lo si deve anche a lui, che da dietro le quinte lavora da sempre per promuovere una rassegna alla quale è giusto riconoscere il giusto valore.

(Pubblicato il 21/07/2004)

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