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Società & Costume
La leggenda di San Leo diventa un film
Gli alunni dell’istituto comprensivo di San Martino mettono in scena la storia del santo patrono. Un progetto per recuperare l’identità e il senso religioso.
di Caterina Sottile
I bambini della V° A E V°B della Scuola Elementare dell’Istituto Comprensivo di San Martino in Pensilis hanno dato vita ad una ricostruzione cinematografica della leggenda di San Leo. Un documento di arte e di interazione fra i bambini e gli insegnanti che ha assunto la valenza di una testimonianza fortissima di quanto sia fondamentale l’attenzione dei docenti al talento ed alla cratività degli alunni.
Con un intelligente riadattamento della "Storie de Sande Lè" tratta dal noto testo del poeta sammartinese Domenico Sassi le insegnanti Rita D’Adderio, Bruna Giuliadori, Emilia Occhionero ed Emanuela Paduano hanno condotto i loro allievi ad una interpretazione profonda, fresca, commovente: la storia della vita del patrono di San Martino in Pensilis rivissuta nel magnifico scenario dei luoghi più rappresentativi di San Martino; con la supervisione del regista teatrale Ugo Ciarfeo e con la sensibilissima regia di Luigi Garofalo, "A Legende de Sande Lé" é un’opera di vero cinema, di tenerissima poesia. Luigi Garofalo ha colto tutta l’intensità dei bambini e li ha mostrati nella loro più autentica genuinità, senza neppure l’ombra dell’ostentazione e del protagonismo che potrebbe provenire dal mondo degli adulti.
Il film sulla storia di Leone, vissuto intorno all’anno Mille e Santo patrono a cui è legata la Corsa dei Carri di San Martino in Pensilis nasce da un progetto educativo che ha lo scopo di consentire agli alunni l’acquisizione di una "coscienza della propria identità culturale e religiosa" anche mediante la conoscenza delle tradizioni popolari della comunità in cui vivono e crescono. L’importanza di questo impegno è nel mettere a disposizione degli studenti più giovani gli strumenti culturali ed intellettuali per mediare da soli tra la dimensione tecnologica e moderna della loro realtà quotidiana ed il presupposto storico ed antropologico della loro identità comune: le radici storiche quali elementi di forza e non di costrizione per affrontare il "loro mondo" con la conoscenza e la coscienza di chi li ha preceduti.
Una scoperta ed una rivalutazione della interiorità collettiva di una comunità sociale diventa apertura e capacità di apertura anche alle diversità. Un bellissimo esperimento che ha mostrato la sua efficacia didattica proprio attraverso la serietà e l’incantevole spontaneità con cui i bambini hanno partecipato ad un incontro con la storia e con la propria forza espressiva. Una nota di merito anche al loro Tango, il magnifico cavallo fulvo che partecipa con molta serietà al film. Ma naturalmente, bravissimi i piccoli attori, assolutamente veri come lo sono soltanto i ragazzi. E preziose le insegnanti che hanno saputo seguirli senza mai soffocare la "bella irripetibilità" che c’è dentro ogni bambino.
Le immagini nella galleria fotografica
(Pubblicato il
26/02/2004)
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