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Cronache
Il popolo della manifestazione, delle paure e delle speranze
Una città intera scende in piazza per ribadire consapevolmente l’appartenenza a un territorio che "non è in svendita per fallimento". Ecco perchè la Termoli delle possibilità, del futuro e dei giovani sceglie di dire no alla centrale.
di Caterina Sottile
Manifestazione riuscita, o forse no: grandissimo il corteo che scorreva lungo le strade di Termoli, dalla stazione ferroviaria alla Termoli vecchia, passando davanti alle serrande abbassate dei negozi, lungo la Termoli popolosa, trafficata, profumata di mare e di gas di scarico, ma bella come una pantera allungata sul mare. La Termoli dei commercianti, grande cuore della sua ricchezza, la Termoli delle possibilità, dei supermercati, della Fiat, dei palazzi e degli artisti, del volontariato, dell’Ospedale, delle fabbriche e delle barche addormentate nel porto annerito dagli anni.
Il popolo delle manifestazioni ha invaso la stazione ferroviaria, diventata crocevia ideale delle speranze e delle paure del Molise: l’energia è la Via e la Verità dei nostri giorni e sembra essere un treno che non possiamo perdere ma la minaccia alla salute non convince i molisani che il benessere della produttività costa! Il Molise nuovo che spera nelle fabbriche e nell’occupazione, il Molise del progresso che punta sull’agricoltura innovativa e sui finanziamenti alle imprese, il Molise politico che pianifica il futuro dei suoi giovani, il Molise che si scopre all’improvviso regione produttiva e comincia però a percepire con drammatica chiarezza il rovescio della medaglia rifiuta l’assioma che l’economia sia nemica della salute e tantomeno accetta che il proprio territorio sia in svendita per fallimento. I tumori, le leucemie, le malattie cardiovascolari sono in crescita e bisognerebbe cominciare a fare i conti con la dimensione sociale che hanno assunto. E ce ne accorgiamo nei reparti dei nostri ospedali sempre più pieni di pazienti malati di malattie che fino a qualche decennio fa erano "svenuture mandate da Dio".
La paura della nuova centrale Turbogas, già in via di realizzazione nel Nucleo industriale di Termoli proviene dal buon senso, prima di tutto, ma anche dai dati oggettivi che l’ultimo studio del CNR ci ha fornito. (www.cnr.it) Una serie di elementi che prospettano senza possibilità di dubbio i danni alla salute pubblica che proverrebbero dall’attività della centrale. Una diffidenza che diventa paura in considerazione del fatto che la centrale, con tutti i suoi fumi tossici, sorgerà nel bel mezzo di un’area già pesantemente inquinata da un’industria chimica e da molte altre fonti di inquinamento. Oltretutto, l’ultimo difficilissimo anno ci ha mostrato tutta la vulnerabilità idrogeologica e strutturale del territorio bassomolisano. L’ennesima manifestazione contro la turbogas ha avuto un aspetto diverso, imprevisto: pochi i politici rispetto ai moltissimi ragazzi, di sinistra, di destra, di centro, di nulla, preoccupati, disorientati da un clima confuso, incomprensibilile a chi pensava di appartenere ad una generazione di privilegiati. E invece questi ragazzi stanno affrontando tutte le grandi difficoltà della storia del nostro Paese: la povertà, la disoccupazione, l’ingiustizia, le calamità, le guerre.
Forse non ci eravamo ancora accorti che i nostri giovani stanno vivendo in un clima di grandissima paura del futuro. Ma la certezza su cui nessuno potrà mai sindacare è la salute, la garanzia di una vita ragionevolmente sana. "Il territorio è nostro, come la vita", era lo slogan di alcuni di loro mentre sfilavano serissimi nel corteo che ha invaso Termoli. Bandiere, colori ma un clima di pesante sfiducia che incombeva sui nostri adolescenti, più che sugli adulti. Perchè a questa generazione che conosce la storia, sa leggere un referto medico, sa cos’è un cancro e sa chi sono i propri rappresentanti in parlamento, nella propria amministrazione, nella scuola, a questi ragazzi con le treccine e i maglioni extra large che fanno volontariato, usano il pc e sanno tutto di internet non si possono raccontare balle, non si può fregarli con una prospettiva di progresso che gli chiede in cambio la salute, la qualità della vita. Sanno che ci sono alternative migliori. E sanno che il Molise sta diventando merce di scambio di una programmazione economica isterica, che promette tutto a tutti e non mantiene mai: gli agricoltori, gli operatori del turismo avevano sperato di condurre la regione alla svolta epocale con piccoli finanziamenti che avrebbero dovuto consentire il salto generazionale che non avevamo saputo attuare e per cui l’Europa li aveva sempre penalizzati. E invece saranno tagliati fuori da un mercato che rifiuta le produzioni non in linea con i parametri di salubrità e genuinità: e pensare che per un contadino molisano la salubrità era la norma!
Oltretutto, il dubbio vero, è che nessun progresso e nessun vantaggio proverrà dalla centrale: la realtà è che il territorio viene concesso con grande disponibilità per scopi e disegni che non incideranno assolutamente sul livello economico ed occupazionale del Molise. Questa l’opinione dei manifestanti:alla manifestazione hanno aderito moltissime associazioni termolesi e molisane, i sindaci del bassomolise, i consiglieri di opposizione del Comune di Termoli, le associazioni ambientaliste, l’Avis, gran parte dei dirigenti regionali e provinciali del centro-sinistra, e in grandissima parte le associazioni di agricoltori: Coldiretti, CIA, le associazioni dei lavoratori come Conesercenti, Lega Coop, Confartigianato, Ristoratori di Termoli, Federalberghi, Sindacato Italiano Balneatori, C.N.A., AMA Casa, Lega consumatori, Confcooperative. I comitati civici termolesi, con Marcella Stumpo in prima linea ad annunciare altre iniziative: " Non ci fermeremo finchè non avremo ottenuto di bloccare definitivamente quella centrale". Ma la presenza più "imbarazzante" per la coscienza di qualunque politico erano i bambini, le mamme con figli piccolissimi: già una volta ci hanno condannati in Molise per "non aver saputo difendere i nostri figli". Non ripetiamo errori che non si rimediano con le parole.
LINK Forum: UNA CENTRALE TURBOGAS A TERMOLI
Le immagini nella galleria fotografica
(Pubblicato il
19/01/2004)
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