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10/11/2017 - Reati stradali, novità e ruolo opinione pubblica: convegno all’Unimol

Termoli. I reati stradali tra novità e risposte normative. Un confronto alla sede di Termoli dell’Università del Molise organizzato dall’Ordine degli avvocati di Larino presieduto da Marco D’Errico. Tanti gli spunti di riflessione alla luce della nuova legge sull’omicidio stradale. All’incontro, moderato da Michele Russo, presidente del Tribunale di Larino, sono intervenuti Stefano Fiore, docente di diritto penale all’Unimol, il giudice, Daniele Colucci e l’ispettore capo della Polizia stradale di Termoli, Salvatore Augelli.
«Al netto della certa necessità di avere un atteggiamento rigoroso rispetto a fatti estremamente gravi – ha spiegato il professor Fiore - gli strumenti legislativi approntati tanto sul piano sostenziale tanto su quello processuale si sono rivelati concretamente abbastanza sproporzionati e spesso forieri di grossi problemi applicativi e di irragionevolezze evidenti. Nel convegno abbiamo cercato di sottolineare, anche sul piano pratico, quanto queste novità rischiassero di alterare il rapporto di proporzione tra la gravità del fatto e le sanzioni minacciate e quanto le lacune normative lasciassero, poi, il campo alla possibilità di interventi di discrezionalità giudiziaria probabilmente troppo ampi».

«C’è molta attenzione da parte dell’opione pubblica – ha osservato il giudice Colucci - e questo ha prodotto la nuova legge sull’omicidio stradale, legge che non è priva di criticità e in qualche modo dettata dalla spinta emozionale della pubblica opinione. Questo non sempre si traduce in una costruzione tecnico-normativa perfetta anzi questo ha determinato parecchie criticità di carattere applicativo della nuova legge». Il giudice Colucci ha evidenziato anche un altro aspetto: «Si può fare molto forse era meglio incidere sul piano della prevenzione, sulla migliore definizione di alcune fattispecie preventive come la guida in stato di ebbrezza che rimangono, invece, fattispecie contravvenzionali e che invece quali elementi costitutivi delle nuove fattispecie aggravate arrivano invece a determinare una condanna esagerata, quindi anche senza una coerenza interna dell’ordinamento».

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