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10/11/2017 - Al Bobby’s Live Bar Giuseppe Moffa per festeggiare San Martino

San Giacomo degli Schiavoni. In occasione della festa di San Martino dove "ogni mosto diventa vino", sabato 11 novembre ci sarà, appunto, la "Festa del Vino" del Bobby’s Bar. Ospite della serata Giuseppe "Spedino" Moffa, artista molisano apprezzato e stimato in tutta la Penisola. Ad accompagnare il tutto ci sarà dell’ottimo vino locale 100 per cento bio e degustazioni di salumi e altri prodotti locali. Giuseppe Moffa e’ un polistrumentista molisano che riesce a unire nel suo repertorio le indiscutibili influenze sonore della sua terra al blues piu’ nero. Il mondo popolare meridionale e’ il punto di partenza per un viaggio musicale alla scoperta del mondo interiore del cantautore che si esprime usando voce, chitarra, zampogna, mescolando ritmo e melodia con precisione accademica.Dalla musica contemporanea al blues al jazz, ogni corrente musicale trova una forma nel suo repertorio che va dalle ballads al folk.Nel giugno del 2010 pubblica il suo primo disco, ’’Non investo in beni immobili’’, quattordici brani che rappresentano una nuova espressione di musica popolare italiana in cui la tradizione si arricchisce di sonorità ’’altre’’ seppur restando legata alla ricerca etnomusicologica.

Nel maggio del 2015 esce "Terribilmente Demodè. Il nuovo cd contiene, oltre ai brani tradizionali molisani, canzoni originali scritte in italiano e in dialetto e due brani strumentali per zampogna. "Terribilmente Demodè" vince il premio "Di canti e di Storie" istituito dalla Squilibri Editore e si classifica tra i primi cinque candidati alla Targa Tenco come miglior disco in dialetto 2015, il più grande riconoscimento che c’è in Italia per la musica d’autore.

«Un disco fuori dal tempo ma contemporaneo come pochi, portatore di goduria estetica a mille... una manna uditiva di spessore, un capolavoro – senza mezzi termini», ha commentato Max Sannella su Rockshock.it.

«Moffa ha ormai raggiunto una grande maturità compositiva e interpretativa, rifugge da beceri stilemi world music e persegue una sua linea artistica di grande suggestione... Questo è un disco ottimamente arrangiato, ben suonato, ben prodotto e, non ultimo, suona di brutto!», ha commentato invece A. Del Favero - Folk Bulletin

«Moffa, che si destreggia con la sua voce profonda tra chitarre, zampogne e altri strumenti, è tutt’altro che demodè come vorrebbe farci intendere; è, anzi, musicista che adegua la tradizione al contemporaneo – certe chitarre che potrebbero essere uscite da un disco di Knopfler – senza snaturarne lo spirito – semplice ma efficace - originario», il commento di Andrea Belmonte – La Scena.it

«Terribilmente démodé non offre un songwriting dal tratto estetizzante ammantato di retorica paesana e di ritorno alle ‘radici’ né dissemina esotismi world. Diversamente, senza sfoggiare arroganza urbana, propone la mappa sonora di un artista dallo stile personale, che attinge al mondo popolare locale in cui è cresciuto. Ancora una volta il sigillo autorale di Moffa sussume molteplici espressioni sonore per raccontare la contemporaneità. Con Giuseppe Moffa, ci si compiace di essere terribilmente démodé!», conclude infine Ciro De Rosa - Bloogfoolk


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Michele Iorio
 
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