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10/11/2017 - San Stefar, stipendi a singhiozzo da mesi: 80 famiglie in difficoltà

Sanità. Ci risiamo. Non percepiscono le mensilità da due mesi i dipendenti della San Stefar Molise, centro accreditato dal Sistema sanitario regionale per offrire servizi socio-sanitari di fisioterapia e riabilitazione, con una sede a Campobasso e una a Termoli. Una struttura importante e con tanti pazienti, tanto che vanta un budget da 2 milioni e750.000 euro. Ma il pagamento degli stipendi è sempre stato un problema, se ne parla da anni, nonostante l’Asrem eroghi le spettanze alla proprietà.

Gli 80 dipendenti sono di nuovo esasperati: non prendono le mensilità di agosto e settembre 2017, né hanno percepito i premi di produzione e il rimborso Irpef relativo al 2016. La vertenza è finita sul tavolo del Movimento 5 Stelle che ha deciso di presentare un ordine del giorno nella prossima seduta del Consiglio regionale.
Ci sono «ritardi che da anni si ripetono ciclicamente», sottolineano gli esponenti pentastellati. «Una situazione divenuta insopportabile anche perché, ed è questa la cosa grave, a quanto ci risulta l’Asrem riconosce puntualmente le prestazioni della San Stefar e la paga con regolarità. Da tempo la Regione cerca di risolvere la questione ed è stato anche aperto un tavolo istituzionale con i sindacati, ma l’iniziativa non ha portato benefici e la situazione resta difficile».
E poi le difficoltà per i lavoratori si ripercuotono sulle loro famiglie: le difficoltà sono quotidiane soprattutto per i nuclei monoreddito. E così pagare una bolletta o il mutuo spesso è un’impresa. Il MoVimento 5 Stelle Molise è pronto a suggerire alla Regione una possibile soluzione alle difficoltà dei lavoratori: «Esiste una legge, la numero 18 del 2008 che all’articolo 25-bis riporta ‘Condizioni e requisiti per la stipulazione degli accordi contrattuali e dei contratti con i soggetti privati accreditati; si tratta di un articolo scritto proprio su pressione dei lavoratori della clinica, già in quel periodo alle prese con situazioni di difficoltà, e approvato in Consiglio all’unanimità».
Il testo, spiegano da M5S, prevede una serie di requisiti per le strutture convenzionate con il sistema sanitario regionale e una possibile via d’uscita per i lavoratori in caso di inadempienze. In particolare prevede che i soggetti privati accreditati, per accedere agli accordi contrattuali e ai contratti per l’erogazione di prestazioni sanitarie, devono essere qualificati e improntare la loro attività ai principi di qualità, professionalità e correttezza. Per stipulare ogni anno questi accordi e firmare contratti di valore superiore a 200.000 euro, inoltre, i soggetti accreditati devono dimostrare requisiti di capacità economica, tecnica e organizzativa mediante: referenze bancarie ed eventuale documentazione del fatturato; indicazione del personale sanitario e del personale dirigenziale, nonché dei soggetti concretamente responsabili della prestazione; documentazione attestante la regolarità della corresponsione delle retribuzioni al personale dipendente, nonché la relativa regolarità contributiva; descrizione delle attrezzature tecniche tale da consentirne l’individuazione e la rintracciabilità delle misure adottate per garantire la qualità delle prestazioni sanitarie, nonché degli strumenti disponibili.
C’è di più: la perdita, in corso di esecuzione del contratto, dei requisiti o l’accertamento dell’inadeguatezza organizzativa della struttura sanitaria – riferiscono ancora i 5 Stelle - danno avvio a un iter che prevede la contestazione delle inadempienze da parte della Regione che poi fissa un termine per la loro soluzione. Scaduto questo termine scatta la risoluzione del contratto, la sospensione dell’accreditamento e l’avvio delle procedure per la sostituzione del soggetto accreditato. Il soggetto subentrante è tenuto ad assicurare il rispetto della normativa a tutela dei lavoratori e della contrattazione collettiva nazionale di categoria.
«Ci auguriamo che non si arrivi a soluzioni estreme, ma è chiaro che la Regione deve muoversi. Il MoVimento 5 Stelle Molise – annunciano Antonio Federico e Patrizia Manzo - presenterà in Consiglio regionale un ordine del giorno aperto a tutti gli schieramenti politici. L’atto impegna il governatore Paolo Frattura ad attivare le procedure previste dalla legge che abbiamo visto, contestando le inadempienze all’azienda e fissando un termine per regolarizzare le posizioni di tutti i dipendenti oltre il quale l’iter andrà avanti come abbiamo visto. Crediamo che sia un dovere morale sottoscrivere un atto che salvaguarda decine di lavoratori e le loro famiglie. La Regione deve muoversi e ora sa anche come fare».


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