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21/05/2018 - Altri veleni su scuole, M5S: "Il Comune sminuisce l’Università"

Campobasso. È tempo di ultime verifiche in classe, con l’anno scolastico che si sta per concludere, ma l’emergenza scuole ha rimesso in agitazione palazzo San Giorgio. Accuse e veleni riaccese dopo la consegna delle indagini di vulnerabilità dell’Ateneo molisano sul nido di via Verga : frequentato da bambini piccolissimi, l’edificio presenta alcune importanti criticità.

Il Movimento 5 Stelle ha deciso di presentare un’interrogazione urgente per far luce sulla vicenda, ma soprattutto per chiedere all’amministrazione Battista quale sarà il destino dell’edificio scolastico, se sarà chiuso o ristrutturato secondo i consigli del gruppo di lavoro dell’Università per mettere in sicurezza l’unico asilo nido comunale di Campobasso.
«Informazioni e risposte che l’amministrazione avrebbe già dovuto, senza alcuna esitazione, rendere di pubblico dominio non appena acquisito il responso delle indagini che, peraltro, ricalcano per buona parte elementi già noti da anni alla stessa amministrazione, poiché sviluppati con precedenti studi di vulnerabilità», sottolinea il consigliere di M5S Simone Cretella.
«Gli esiti delle indagini, come riassunto nel capitolo conclusivo del fascicolo – ricorda - evidenziano criticità significative tali da prospettare, in via ottimale, l’abbattimento e la ricostruzione di un nuovo edificio o, in subordine e solo dopo un’accurata analisi costi/benefici e lo sviluppo di una serie di ulteriori indagini conoscitive sul sito in esame e sull’edificio, l’adozione di un programma di interventi strutturali mirati al miglioramento dell’edificio».
In pratica, «quello che emerge dalla relazione è, in sostanza, lo stesso quadro già visto anche per gli altri edifici già all’attenzione del team del professore Callari, ovvero quello di edifici non in linea con gli attuali standard e che, piuttosto che di interventi di miglioramento mai del tutto esaustivi, avrebbero bisogno in via preferenziale di essere sostituiti, previo abbattimento, con dei nuovi plessi in linea con i più attuali standard di sicurezza, di efficienza energetica e di funzionalità, ovviamente con una precisa tempistica che tenga conto delle priorità e della disponibilità di adeguate risorse finanziarie.
Del resto gli studi di vulnerabilità commissionati all’università su ben undici scuole cittadine avrebbero dovuto avere proprio questo compito, cioè definire le criticità e stabilire le strategie e le priorità di intervento per delineare la complicatissima programmazione dell’edilizia scolastica».



Tuttavia, la denuncia di Cretella, «finora, anche laddove l’esito delle indagini è risultato tutt’altro che rassicurante, l’amministrazione ha preferito prendere tempo, come nel caso dell’asilo di via Crispi/via Berlinguer o come lo stesso di via Verga, sminuendo puntualmente il giudizio tecnico espresso, liquidando la questione con generici impegni nell’effettuare "ulteriori verifiche" a volte facendo trascorrere interi mesi, come nel caso di via Crispi, senza alcun provvedimento o quantomeno comunicazioni nel merito».
Una sorta di cortocircuito che ha alimentato «la sensazione di smarrimento ed incertezza che serpeggia tra i genitori degli alunni delle scuole campobassaneche, nonostante le numerose vertenze degli ultimi anni, continuano a scontrarsi nel muro di gomma eretto dall’amministrazione che in termini di trasparenza continua a fare acqua da tutte le parti, come se nascondere informazioni, ridimensionarle o procrastinarne i tempi di pubblicazione, servisse in qualche modo a risolvere anche i problemi».


Il consigliere dell’opposizione M5S non risparmia critiche alla giunta di palazzo San Giorgio anche sulla decisione di stanziare altri 100mila euro per interventi di efficientamento energetico alla ‘Don Milani’, la scuola di via Leopardi potrebbe non riaprire nemmeno a settembre, per l’inizio del prossimo anno scolastico: «Assistiamo all’ennesima disfatta dell’amministrazione – l’accusa di Cretella - con tempi di esecuzione che continuano ad allungarsi, tanto da metterne in dubbio perfino l’apertura per il prossimo anno scolastico, e soprattutto con una spesa che continua a gonfiarsi, come si evince dall’ultima perizia di variante che ha fatto lievitare i costi dell’intervento a quasi mezzo milione di euro e mettere seriamente in dubbio il principio del rapporto costi/benefici, la cui rigorosa analisi viene puntualmente raccomandata dal team dell’Unimol che sta effettuando le verifiche sugli edifici».

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