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09/02/2018 - Uiltucs: "Nostro bilancio ottimo. Fallimentare quello della politica"

Garo Vini
Il Congresso. "Il bilancio della nostra attività sindacale è brillante. La UilTucs è presente in 133 aziende con 97 rsa. La segreteria è composta da cinque persone e del consiglio regionale fanno parte 25 delegati. Ma se vogliamo tirare le somme rispetto alle risposte che la politica ha saputo dare alle nostre azioni, allora possiamo tranquillamente parlare di bilancio fallimentare. Perchè noi, e dico noi, abbiamo salvato posti dove la politica non ha messo le mani. La nostra classe dirigente ha preso tutti in giro: hanno detto ’sì’ con le chiacchiere, ma le chiacchiere stanno a zero. Ecco perché anche in Molise tutto è a zero, pure le vertenze risolte".

Pasquale Guarracino non le ha mandate a dire. Dritto al cuore del problema, sic et simplicter, ha denunciato i fallimenti della politica e ha raccontato le lotte del sindacato che è riuscito ad esprimere in questi anni numeri e obiettivi ragguardevoli.

Il coro unanime dei segretari Pasquale Guarracino, Tecla Boccardo, Brunetto Boco, oltre che dei delegati della UilTucs Molise e dei componenti di segreteria ha riguardato soprattutto l’emergenza lavoro, tema sul quale si è svolto il terzo congresso regionale di categoria.


Lavoro e quindi innovazione, cambiamento, speranze, giovani, domani.
Parole che campeggiano sui manifesti Uiltucs disseminati ovunque al Ruffirio di Vinchiaturo dove si sono ritrovate - venerdì 9 febbraio - tutte le anime del sindacato, parole che racchiudono il senso di quello che Guarracino&Co.vogliono rafforzare nel percorso futuro.

Il sindacato dunque ha focalizzato l’attenzione su turismo, commercio e servizi in un territorio che avrebbe tanto da offrire ma che ancora tutto deve fare per restituire dignità e certezza al lavoro. "Avremmo voluto che Palazzo D’Aimmo legiferasse in settori come quelli del commercio, per esempio, e del turismo. Nulla è stato fatto", ha detto ancora il segretario regionale durante la sua relazione, applauditissima.

E quindi in un contesto regionale definito ’desolante’, il sindacato del settore terziario, nel porre la sua attenzione sulle dinamiche che garantirebbero sviluppo e garanzie per il mondo dell’occupazione, ha lanciato la sfida degli anni a venire: "Cambiamo questa classe dirigente prima di tutto perché chi ci ha governato finora non ha saputo percepire i bisogni reali della gente e del territorio".

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