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31/12/2017 - M5S ’saluta’ il 2018: "Speriamo che il Molise rialzi la testa"

E’ tempo di bilanci anche per il Movimento 5 Stelle del Molise che nel 2018 potrebbe diventare forza di governo in Italia e in Molise.

«Si chiude un anno intenso fatto di lavoro, impegno, di azioni, di eventi, di proposte e di denunce – scrivono i rappresentanti pentastellati - ma se ne apre un altro che può essere ancor più entusiasmante».

Per M5S il 2017 è cominciato «portando nel cuore il risultato del referendum costituzionale che ci ha visto girare le strade e le piazze del Molise. I cittadini hanno risposto al nostro appello bocciando una riforma sbagliata nel metodo e nel merito. Una iniezione di fiducia per fare di più e meglio all’interno delle istituzioni».
In Consiglio regionale, invece, sono stati presentati circa oltre 50 tra interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno e proposte di legge. «Atti pensati e calibrati sulle principali difficoltà della Regione: sanità, lavoro, ambiente, sociale, viabilità, costi della politica prima di tutto».

Dal punto di vista dei costi, invece, Patrizia Manzo e Antonio Federico finora hanno risparmiato oltre mezzo milione di euro. «Per la precisione – riferiscono da M5S - ben 538.489 euro, una cifra in continuo aumento accumulata grazie al taglio indennità e ai rimborsi rendicontati.
Di questi soldi, 154.834 euro sono stati ‘rinunciati a monte’, cioè sono soldi ai quali i nostri portavoce hanno rinunciato del tutto. Inoltre 248 mila euro sono stati destinati al Microcredito regionale, un fondo grazie al quale sono sorte tante nuove attività imprenditoriali. Altri 6.500 euro circa sono stati devoluti alle popolazioni colpite lo scorso anno dal sisma del Centro Italia e diecimila euro sono andati alla raccolta fondi HelpCivita a sostegno della
comunità di Civitacampomarano colpita mesi fa da un enorme fronte franoso e ancora oggi alle prese con una situazione emergenziale nonostante i proclami della Regione. Ora ci sono oltre 118 mila euro da destinare e presto annunceremo come impiegarli».
I due consiglieri regionali hanno anche chiesto di rinunciare formalmente al vitalizio, perché la pensione degli eletti di via IV Novembre, dicono, «deve essere equiparata a quella di qualsiasi altro cittadino: una questione di equità, dignità e giustizia sociale». Il MoVimento 5 Stelle Molise ha anche depositato un esposto alla Procura della Corte dei Conti per verificare la congruità del trattamento pensionistico approvato durante la legislatura attuale e ha portato la questione dei vitalizi molisani anche in Parlamento, presentando una interrogazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a prima firma del portavoce M5S alla Camera Danilo Toninelli, per verificare la congruità delle pensioni dei Consiglieri regionali rispetto alla norme nazionali sancite dal decreto Monti.
Ma, aggiungono, «il nostro impegno ha riguardato anche la sanità. Abbiamo denunciato lo svilimento del ruolo del Consiglio regionale insieme a un Programma operativo sanitario carente a livello di contenuti, zeppo di aspetti in contrasto con un’altra legge dello Stato nella stessa materia, il cosiddetto Decreto Balduzzi che regola e definisce gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Un programma sanitario imposto con l’aiuto del governo nazionale.
Poi l’ambiente, dall’impegno contro lo stoccaggio dei rifiuti sul lago di Castel San Vincenzo alla campagna di monitoraggio ambientale itinerante in collaborazione con l’Arpa Molise, solo per citare due casi.
Ma anche infrastrutture, acqua, lavoro, immigrazione. Con diversi atti abbiamo chiesto lumi sui lavori al porto turistico ‘Marina Sveva’ di Montenero di Bisaccia. Lavori avvolti dai dubbi, finiti negli atti d’indagine di tre Procure e saliti alla ribalta nazionale per i sospetti legami con Banca Etruria.
Ci siamo battuti – sottolineano ancora - per una gestione pubblica dell’acqua, per fare in modo che un bene collettivo universale non venisse degradato a merce. Anche il 2017 è stato un anno di battaglie».

E poi ancora «le denunce sulla viabilità con i casi simbolo di Castellelce e Fresilia, strade importanti e abbandonate da decenni; sulle condizioni vergognose delle ferrovie molisane; sul ginepraio delle Società partecipate che ha spinto la Regione al taglio, seppure con ritardo. Oppure, ancora, la denuncia per il fallimento della Ittierre sfociata anche in una interrogazione in Senato grazie al portavoce M5S Gianluca Castaldi e la denuncia sulla carenza idrica in Basso Molise dovuta a un danno all’invaso del Liscione o quella sull’assurdo progetto di un centro Hub per l’accoglienza di circa 500 migranti nel villaggio post-sisma di San Giuliano di Puglia.
Ma il 2017 è stato anche l’anno dell’entrata nella fase operativa della Banca della Terra nata dalla nostra proposta di legge».
Tra le proposte di legge presentate M5S ricorda quella sulle spese di funzionamento dei gruppi consiliari «pensate per evitare che qualsiasi formazione politica potesse utilizzare i soldi dei cittadini per prendere in fitto sedi territoriali a piacimento in tutta la regione. Il tutto per evitare il ripetersi di vicende come quella che ha coinvolto l’assessore e vice governatore Vittorino Facciolla che secondo la Corte dei Conti aveva utilizzato i soldi (pubblici) del proprio gruppo consiliare per pagarsi una casa a Campobasso (posizione poi sanata restituendo la somma contestata).
Lo stesso Facciolla è stato al centro della nostra mozione di sfiducia presentata per un’altra vicenda, quella legata ai fondi Peu per il terremoto di cui Facciolla avrebbe beneficiato prima che fossero soddisfatte tutte le richieste prioritarie nella sua San Martino in Pensilis e nel Basso Molise».
L’altra mozione di sfiducia presentata nel 2017 è stata quella nei confronti del governatore Paolo Frattura alla luce del processo di Bari che «ha certificato ciò che il MoVimento 5 Stelle Molise denuncia da anni, cioè, il legame tra politica, editoria e magistratura, anzi con le parole di un giudice, “l’esistenza di una ‘realtà carsica’ fatta di collegamenti, rapporti, accordi, scontri”. Parole che hanno fatto vergognare tanti molisani. Parole lontane dal Molise che vorremmo».

L’augurio finale ai molisani: «Il 2018 può essere l’anno della svolta: a prescindere dai proclami, la nostra è una regione in difficoltà che continua a perdere giovani menti, che non riesce ad attrarre risorse e persone, che non riesce ad accendere più speranze.
Ma il futuro, come sempre, è nelle nostre, nelle vostre mani. E allora buon anno Molise e un augurio: alza la testa e trova il coraggio di allontanarti da chi ti ha ridotto in questo modo».

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