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08/11/2017 - Direttore Telemolise: "Querelo Frattura per affermazioni in Consiglio"

Manuela Petescia ha depositato un’altra querela a carico di paolo Frattura, per le dichiarazioni di ieri in sede di Consiglio regionale. «Torno a querelare il Governatore aggiungendo alle numerose denunce depositate, oggi tutte aperte, le sue affermazioni odierne. Ma sulla vicenda pubblicherò un libro». Così, in una nota all’Ansa, il direttore di Telemolise, assolta dai giudici di Bari con formula piena insieme con il magistrato Fabio Papa, in seguito alle denunce di ieri del presidente della Regione Molise, Paolo di Laura Frattura, nell’ambito della discussione sul documento di sfiducia al Governatore, che non è passato.


«Il presidente Frattura, per difendersi da una mozione di sfiducia portata all’attenzione dell’Aula sulla base della nota vicenda di Bari, vicenda in cui aveva accusato due persone innocenti di gravissimi reati e che si è conclusa con la loro assoluzione piena e la sua consequenziale iscrizione nel registro degli indagati per calunnia, ha ribadito gli stessi argomenti del passato» scrive Manuela Petescia in una nota.
«Per Frattura e per il suo codazzo di sostenitori - aggiunge il direttore di Telemolise - non è successo niente. A Bari non si è celebrato nessun processo, durato 3 anni, con un Pm, un Gup, una decina di avvocati, né è stata emessa alcuna sentenza con le sue motivazioni. Motivazioni chiarissime. Frattura è tornato a ribadire, e quindi la sottoscritta tornerà a denunciare - prosegue Petescia - che gli sarebbero stati chiesti i soldi, dunque che lui ha fatto bene a denunciare. Come se non fosse successo niente, insomma - puntualizza Petescia - Frattura ha ribadito le sue affermazioni gravissime facendo finta di ignorare la sentenza emessa da un giudice dello Stato, e anzi tentando perfino di piegare le frasi del giudice di Bari alle sue false dichiarazioni, smentite punto per punto dalla sentenza di assoluzione e dalle relative motivazioni, a partire dall’esistenza di una fantomatica associazione a delinquere dedita ad attività estorsive, di cui avrei fatto parte, per finire alla famosa cena del ricatto di cui non solo non esiste traccia alcuna, ma, come sottolinea il giudice con inconfondibile chiarezza, esistono prove precisamente contrarie».

Nel suo intervento a conclusione del dibattito sulla sfiducia, che ha anticipato il voto, Frattura aveva detto, fra le altre cose, annunciando la sua astensione rispetto al voto: «Mi astengo perché ho raccontato che il direttore di una tv locale mi chiedeva soldi. Questo è un dato inconfutabile, quello stesso direttore in una trasmissione televisiva (Report del 18 aprile 2010) dichiarava la sua è una Tv fatta all’americana ma la Tv fatta all’americana si fa con i fondi dei privati, non con i soldi dei contribuenti».


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