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19/05/2017 - Ricercatore Unimol scopre due nuove specie di processionaria

Maxi Mercato MIRANDA
Il ricercatore Pasquale Trematerra, professore ordinario di Entomologia generale e applicata al Dipartimento di Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Unimol, ha scoperto e descritto insieme coi suoi collaboratori, due nuove specie di processionaria, un lepidottero dannoso per piante, uomini e animali.
La processionaria del pino, il cui nome scientifico è Thaumetopoea pityocampa, è molto temuta per l’attività defogliatrice a carico di alcune conifere e per i danni igienico-sanitari che le sue larve determinano sull’uomo e su animali da compagnia e domestici in allevamento zootecnico. Danni che vanno da dermatosi più o meno gravi a irritazioni di vario tipo.
Nel corso di un progetto europeo Life, indirizzato alla messa a punto di nuove metodologie di lotta ecocompatibile a quel lepidottero, realizzato in collaborazione con istituzioni di ricerca presenti in Grecia, Spagna, Gran Bretagna e Italia, sono state scoperte e descritte dal professor Pasquale Trematerra e collaboratori del Dipartimento di Agricoltura, Ambiente e Alimenti dell’Università degli Studi del Molise due specie di processionaria finora sconosciute alla scienza.
In omaggio alle aree geografiche interessate dalla presenza dei due nuovi lepidotteri, alle nuove specie sono state assegnate le denominazioni di Thaumetopoea hellenica e di Thaumetopoea mediterranea. Gli adulti di Thaumetopoea hellenica si sono trovati in aree colonizzate da Pinus halepensis in località della Grecia: Magnessia (Tessaglia) e Kifissia, Ktima Syggrou (Atene), mentre gli adulti di Thaumetopoea mediterranea sono stati raccolti su piante di Cedrus presenti nell’isola di Pantelleria (Trapani, Italia).
L’interessante scoperta è stata effettuata confrontando i caratteri morfologici (conformazione degli apparati genitali e struttura del capo dei maschi adulti) e i risultati ottenuti dell’analisi genetica (attraverso la codifica del DNA realizzata presso laboratori specialistici in Canada). In tale modo si è scoperto che i reperti biologici della Grecia e dell’isola di Pantelleria sono diversi dalla tanto temuta processionaria del pino - quest’ultima diffusa nei territori del Mediterraneo e dell’Europa centrale - e dalle altre entità di Thaumetopoea presenti in Nord Africa e in Asia Minore.

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