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01/03/2015 - Pesca sportiva, Laura Venittelli all’incontro nazionale del settore

Roma. «Permettere a centinaia di migliaia di persone di praticare una disciplina inseguendo e soddisfacendo la propria passione, nel quadro di un riordino complessivo del settore ittico, significa anche assecondare i propositi di rilancio della nostra economia, specie per le regioni come quelle adriatiche legate a doppio filo al mare e alle sue numerose declinazioni».
Così la deputata del Partito democratico, Laura Venitelli, ha preso parte in quota alla rappresentanza Pd alla commissione Agricoltura all’evento sulla pesca sportiva organizzato venerdì mattina, 27 febbraio, dalla Fipsas, la Federazione riconosciuta dal coni che vanta oltre un milione di tesserati, quinta in Italia per numero di praticanti.
Non una nicchia, ma una fetta consistente, dunque del movimento sportivo nazionale, a cui va data una risposta in termini di accessibilità per la cattura della fauna ittica.
L’incontro ha avuto luogo nell’ambito del World Fishing, l’area meeting all’interno del Padiglione 1 della Fiera di Roma, teatro di un confronto sul tema della licenza di pesca in mare per i pescatori sortivi e amatoriali promosso e organizzato dalla Fipsas con la collaborazione dei principali interlocutori di Governo e Parlamento.
Scopo dell’incontro era quello di avere risposte da parte di chi opera nelle sedi competenti circa eventuali benefici o ricadute negative che l’introduzione di una licenza a pagamento potrebbe comportare all’interno del settore della pesca sportiva e ricreativa.
Nel corso dell’evento è emerso come non si possa far gravare senza alcuna riflessione su questo popolo di appassionati tutto il peso della crisi del comparto ittico, come ha illustrato nel suo intervento alla Fiera di Roma l’onorevole Laura Venittelli.
«Il percorso legislativo deve proseguire con le dovute aperture alla categoria che rappresenta gli interessi di oltre un milione di pescatori sportivi, attorno ai quali orbita l’indotto rappresentato dalle aziende degli attrezzi sportivi, della cantieristca nautica e del turismo alieutico nella misura di oltre un miliardo di euro.
E’ necessario rafforzare i controlli sulle ‘patologie’ della pesca non professionale, ossia sui pescatori che si rendono responsabile di pesca illegale, sotto taglia. Coloro che vendono il pescato, che utilizzano attrezzi non sostenibili. Infine, l’eventuale contributo previsto dal progetto di legge presentato dal nostro capogruppo Nicodemo Oliverio con la licenza di pesca deve essere considerata una ‘tassa di scopo’ indirizzata alle risorse per la vigilanza e al ripopolamento delle aree di nursery della stessa fauna ittica».


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