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05/10/2014 - Centrali Biomasse, interviene l’associazione Altritalia Ambiente

Camera di commercio di Campobasso
Campobasso. In una nota a firma del segretario Filippo Poleggi la Direzione nazionale del l’Altritalia Ambiente, riunita a in Campobasso, il 4 ottobre 2014, interviene sul caso delle centrali a produzione a biomasse del Matese approvando il seguente documento: «Noi non possiamo non essere con i cittadini dell’area matesina che chiedono il fermo dell’insediamento delle centrali a biomasse e l’annullamento delle autorizzazioni.
L’Altritalia Ambiente è stata storicamente tra i primi soggetti a ispirarsi ad una visione di sviluppo ecocompatibile e tra le associazioni che, con Cisl e Uil, condussero una magnifica mobilitazione popolare per l’istituzione del Parco del Matese con un disegno di legge proposto da migliaia di cittadini, affossato, con una tecnica di prescrizione, da forze politiche incapaci di fare scelte lungimiranti. Ma non siamo stati in piazza. Non abbiamo ritenuto possibile affiancarci a chi ha condotto, partecipato, concluso l’iter per l’autorizzazione all’installazione delle centrali. Secondo la nostra visione laica ognuno può rivedere le sue posizioni in qualsiasi momento, ma si pronunzino come è loro diritto e si mettano da parte. Ciò detto pensiamo inevitabile, secondo la legge, dice giustamente il Presidente Frattura, fermare l’intervento, verificare la correttezza dell’iter, ma non solo.
Siamo ovviamente e da sempre per le fonti rinnovabili ma ci riconduciamo all’ispirazione originaria di questa politica, cioè superare il monopolio degli idrocarburi tra le fonti energetiche ma per un sistema che consentisse la democratizzazione del settore, cioè impianti piccoli, diffusi e differenziati , secondo ubicazioni opportune, gestibili individualenente e territorialmente in dimensioni compatibili con l’insediamento umano. siamo contro i “parchi”, le “coltivazioni”.i megaimpianti. Per questo siamo stati contro” l’eolico selvaggio “ ( non contro .l’eolico) fenomeno oscuro e devastante. Non siamo tra quelli che si fanno dire “Se non volete il nucleare cosa volete?”. Volgiamo le fonti alternative diffuse, nei luoghi compatibili, di dimensioni limitate per essere gestibili e controllabili.
La nostra posizione oggi è rafforzata alla luce del rapporto presentato, pochi giorni addietro, dalle associazioni di tutela ambientale alla Camera sull’attuazione del programma 20.20.20 che è stato devastante, enormemente oneroso per lo Stato ed i cittadini, causa principale del costo proibitivo dell’energia in Italia, con limitatissimi benefici occupazionali, negazione di fatto del principio “produzione individuale distribuita”, lucroso affare per la criminalità organizzata, in particolare nelle regioni del Mezzogiorno.
Allora, Presidente Frattura - conclude la nota di Altritalia Ambiente - non si lasci logorare, faccia una scelta coraggiosa; revochi l’autorizzazione per le centrali del Matese, magari prevedendo un indennizzo per le imprese che riceveranno un danno , se hanno ricevuto licenze con corretta procedura».

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