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26/06/2014 - Rosario Scotto: "Dalla canapa il rilancio dell’agricoltura molisana"

Della canapa non si butta via niente è «il maiale vegetale» . Così Rosario Scotto, di origini siciliane ma molisano d’azione, presidente di Sativa Molise, un’associazione che riunisce aziende agricole e alimentari insieme a tecnici e imprenditori decisi a sperimentare la produttività della canapa nel territorio molisano. 22 ettari tra Palata, Montenero di Bisaccia e Vasto sono stati coltivati a canapa con semi di provenienza nordeuropea. « Questo è solo l’inizio di un progetto e di un’attività di sperimentazione la quale, mira alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio».
Abbiamo incontrato Rosario Scotto, giovane imprenditore agricolo residente a Palata. Con Scotto, presidente dell’associazione Sativa Molise, abbiamo parlato della coltivazione di canapa in Molise e della sua lavorazione e degli scenari futuri sotto il punto di vista imprenditoriale.

Presidente Scotto, cos’è Sativa Molise e perché è nata?
«Sativa Molise è nata da poco più di un anno ed è stata fondata da me e da altri tre giovani professionisti che credono nel rilancio della produzione della canapa in regione e nel resto del Paese. Io sono il presidente, Davide Petrollino è biotecnologo e vicepresidente, Marzio Ilario Fiore è imprenditore agricolo e tesoriere mentre Tarquinio Di Felice è un esperto in farine. Sativa Molise è un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta alcune aziende agricole decise a introdurre canapa nelle loro coltivazioni. Queste imprese rendono oggi disponibili 2mila ettari in Molise e alcune centinaia di ettari in Abruzzo per realizzare una filiera molisana della canapa, dal seme al prodotto finito a chilometro zero».

Ad oggi, però, solo 22 ettari sono stati coltivati a Canapa, perché?
«Per iniziare le sperimentazioni con semi di provenienza nordeuropea. In Molise, purtroppo, la canapa è scomparsa da molti anni e quindi non vi sono dati e informazioni utili per capire le migliori modalità di coltivazione rispetto al territorio in cui viviamo».

Dove si trovano questi terreni coltivati a Canapa?
«Si trovano tra Palata, Montenero di Bisaccia e Vasto. Un piccolo fazzoletto di terra che spero possa aumentare già dal prossimo anno».

Mediamente quanto produce un ettaro di canapa?
«Mediamente 115 quintali se la coltivazione è a fibra mentre, se è a seme tra i 3 e 12 quintali».

Quali i periodi di semina e di raccolta?
«Solitamente la semina avviene tra Marzo e Aprile. Di conseguenza la raccolta si differenzia in due distinti di periodi. Abitualmente da fine Luglio a Settembre. Ovvio, verrà raccolta prima la canapa seminata a marzo e successivamente quella coltivata ad aprile».

Come si inserirebbe la produzione di Canapa nello scenario agricolo regionale?
«In Molise vi sono oltre 200mila ettari abbandonati e la coltivazione della canapa potrebbe contribuire alla rinascita dell’agricoltura molisana e al ripopolamento del suo territorio. Vi sono delle culture quali il grano, girasole, barbabietola e fieno, ad esempio, che da troppo tempo non sono più in grado di offrire un ritorno economico al produttore. L’inserimento produttivo della canapa offrirebbe sia un ricambio, una rotazione produttiva ma anche ritorni economici più convenienti per tutti a patto che si crei un filiera»

Rinascita e tutela del territorio insieme a nuovi prodotti alimentari locali di alto valore nutrizionale, questo l’obiettivo?
«Sostanzialmente si. Abbiamo già avviato delle collaborazioni con aziende alimentari come oleifici, forni e pastai. Per cominciare la costruzione della filiera abbiamo effettuato i primi test su macchine di lavorazione che ci porteranno fra breve a costruire i nostri primi impianti».

Due livelli di filiera, uno agricolo e uno commerciale. Giusto?
«Certo, ma c’è anche un altro aspetto che vorrei evidenziare. All’interno dell’associazione c’è anche un settore scientifico adibito alla ricerca. In particolare Sativa Molise si fa portavoce del primo progetto open source di mappatura agronomica su modello GIS della Canapa in Italia».

Ci spieghi meglio questo aspetto
«Il sistema di georeferenziazione, ossia l’attribuzione a un dato di un’informazione relativa alla sua dislocazione geografica, su cui si basa il GIS è oggi ampliamente impiegato nei più disparati ambiti di interesse. Ad esempio in agricoltura è usato per mappare specie di interesse agronomico o piante di particolare pregio o meglio nella gestione ed attuazione dei piani di lotta integrata. Le potenzialità sono molteplici e la costituzione di un sistema GIS per la Canapa, a nostro avviso, rappresenta il punto di partenza per creare una piattaforma nazionale che possa supportare gli agricoltori nelle corrette pratiche agronomiche. In futuro, tale sistema potrà essere ampliato per mettere in contatto, ad esempio, consumatori e produttori o agricoltori e trasformatori».

Alessandro Corroppoli

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