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29/11/2013 - Chiesa inagibile dopo il fulmine: il sindaco ordina lo sgombero

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Isole Tremiti. Dopo il sopralluogo effettuato da parte dall’Ufficio Tecnico comunale il 28 novembre nel Santuario di Santa Maria a Mare la cui facciata è stata danneggiata da un fulmine durante un temporale, il sindaco ha emesso l’ordinanza di temporanea inagibilità della chiesa. Il primo cittadino ha inoltre ordinato di mettere in sicurezza l’immobile e la disposizione di transenne attorno all’area a rischio. Sul crollo del Santuario interviene anche l’ingegnere Michelangelo De Meo che afferma: «La parte di cornicione crollata è stata ripristinata nel restauro iniziato nel 1961 e terminato nel 1963 eseguito dalla Sopraintendenza ai Monumenti di Bari che ha riportato la Chiesa alla sua bellezza originaria del periodo Benedettino e recentemente da un restauro eseguito nel periodo di giugno – luglio 2011. Suppongo che successivamente al restauro del 1963 sia stata posizionata la croce metallica sul pinnacolo centrale, che si trova sulla quota più alta dell’isola di San Nicola che ha attirato il fulmine, causando un forte boato e danni agli impianti elettrici con il distaccamento e crollo della modanatura, della croce metallica posta in sommità e della parte della facciata destra, costruita con pietra da taglio, per una superficie di circa 1 metro quadro. Sembra che altri danni strutturali si siano verificati all’interno della chiesa, a causa della l’enorme intensità del fulmine, i quali saranno oggetto di attente verifiche da parte dell’Ufficio Tecnico del comune tremitese, della proprietaria Agenzia del Demanio e del Ministero dei Beni Culturali e Ambientali della Puglia. Considerando i tempi lunghi di intervento della pubblica amministrazione, si spera che intervegano in maniera tempestiva al controllo strutturale e al ripristino della facciata e vengano immediatamente eseguite le opere necessarie per la messa in sicurezza a protezione della pubblica nonché privata incolumità, altrimenti si potrebbero verificare infiltrazioni interne alla chiesa e l’incremento dei danni dovuto a un nuovo crollo dei conci della facciata. Dopo questo straordinario evento atmosferico improbabile, ma non rarissimo, che prima o poi sarebbe capitato, perché la croce metallica posta sulla punta più alta dell’isola di San Nicola avrebbe attratto la scarica elettrica che generalmente si concentra sulle punte dei materiali conduttori, sarebbe bene pensare a misure di protezione antifulmine o di posizionare una croce di legno e attirare i fulmini da qualche altra parte dell’isola, con la realizzazione di un parafulmine che riduca i rischi futuri. Si spera che uno dei gioielli architettonici più belli in assoluto del nostro territorio “ non si sia fatto troppo male” e venga riportato al suo splendore immediatamente».
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