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07/09/2013 - le due vita di Elsa: viaggio nel romanzo di Rita Charbonnier

Isernia. Un viaggio interiore, la profonda ricerca al fine di scandagliare gli aspetti più reconditi dell’animo umano, che si concretizza in una storia spirituale e psicologica, quello raccontato dalla scrittura “garbata, profonda, appassionata” di Rita Charbonnier, scrittrice, attrice e sceneggiatrice, nel suo ultimo romanzo “Le due vite di Elsa”, protagonista dell’incontro en plein air, ospitato nel cortile del Palazzo San Francesco, ieri, venerdì, 6 settembre, organizzato dalle associazioni “Promozione Donna”, “Is Life” e dalla Pro Loco.
Un piacevole confronto, affidato alla moderazione di Luisa Iannelli, alla scoperta di un’opera ambientata in un’Italia omologata dalle imposizioni fasciste, dove l’animo fragile di una giovane fanciulla è di poco interesse, la sua balbuzie va curata e la terapia, quella imposta dal padre, è il teatro. In un avvicendarsi di dialoghi di estrema intensità, momenti inaspettatamente comici e riflessioni interiori, il palcoscenico diventa via di fuga e di salvezza per una ragazza che ritrova se stessa al di fuori di ogni dimensione contingente, in una grande donna del passato, Anita Garibaldi, facendone proprio coraggio e decisione.
Attraverso più piani di lettura Maria Pia de Martino (poeta e critica letteraria, presidente dell’Associazione Culturale «Le Nuvole» di Napoli), Giulio de Jorio Frisari (scrittore, saggista e docente nell’Università degli Studi del Molise) e Ida di Ianni (poeta, scrittrice, direttrice editoriale della Volturnia Edizioni) emergono precisi connotati dell’opera caratterizzata, insieme ad una scrittura precisa, attenta e priva di artifici linguistici, dall’estrema cura riservata alla descrizione dei moti dell’animo umano e a quelle manifestazioni che solo nel periodo storico di cui si parla divennero oggetto di interesse della psicoanalisi. Parole calde abbracciano un racconto intenso, che rimanda alle grandi opere pirandelliane, soprattutto quando, nel momento di acquisizione massima della consapevolezza di se, la giovane protagonista è costretta al manicomio. A conclusione dell’incontro, un’alternativa introduzione alla lettura ha preso forma dai passi di danza delle ballerine della scuola Danzartè.

Martina Gonnella

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