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La Vida Welness
 

Il viaggio virtuale di Morpheus, comandante della nave senza tempo. Dal basso Molise al resto del mondo: strane analogie, perché il pianeta terra è uguale dappertutto.

Alla mia salute

di Morpheus

Il balletto nel quale si è esibito il sindaco di Termoli, Antonio di Brino, intorno ai destini della piscina comunale non è quel che si dice un’esibizione da standing ovation. Un traccheggio prolungato sulla gara pubblica per assegnare la gestione dell’impianto sportivo, un passo incerto quando ha deciso di ri-assegnare comunque in via provvisoria l’organizzazione dei corsi e il mantenimento della piscina alla Termoli Nuoto, la prima piroetta quando ha deciso di far partire regolarmente la stagione sportiva, una seconda piroetta nel momento in cui ha scelto invece di sospendere ogni attività.
 
Cambiare idea non è reato, sia chiaro. Però per destreggiarsi in una danza tanto ardimentosa occorre un fisico snello e agile, requisiti che francamente Di Brino non possiede, neanche politicamente parlando. Tuttavia, per quanto le giravolte improvvise abbiano creato non pochi disagi ai ragazzi e alle loro famiglie che chiedono soltanto di poter disporre di una piscina in una città marinara di oltre trentamila abitanti, a suscitare fastidio non è la goffa esibizione costellata di ripensamenti improvvisi, bensì le motivazioni sbandierate nell’atto finale del balletto, quello che ha sancito la chiusura della piscina e la sospensione di ogni attività in attesa che l’impianto venga reso sicuro con la rimozione del tetto di eternit.
 
«Per noi prima di tutto viene la salute dei cittadini» si è giustificato Di Brino. Un gesto nobile, il suo. Ma solo apparentemente. Perché se il faro di ogni decisione è la salvaguardia della salute pubblica, allora non ci si spiega come si sia arrivati al venti di settembre del 2012 per sapere che la Piscina Comunale è a rischio.
 
Che l’eternit sia un materiale dal potenziale pericolosissimo lo si sa da decenni. Che il tetto dell’impianto termolese sia di eternit lo si sa da tempo immemorabile, che lo Stato avesse messo a disposizione fondi speciali per bonificare edifici pubblici e privati dalla presenza di eternit era cosa arcinota. Ne era a conoscenza perfino il Comune di Termoli che per anni non si è mai attivato per ottenere quei fondi e mettere così in sicurezza la piscina, dimostrando così che per i reggenti del Municipio «la salute dei cittadini» è una priorità a giorni alterni. Cioè a seconda delle convenienze.
 
Ma c’è di più: anche il parere dell’Arpam secondo cui, pur in assenza di un pericolo imminente, il tetto di eternit va rimosso dalla piscina il più presto possibile non è una novità recente. Certo, Di Brino lo ha brandito e ne ha fatto menzione solo quando questo documento è divenuto di pubblico dominio (ne ha parlato primonumero.it il 19 di settembre), ma quello stesso rapporto gli era stato recapitato dall’Arpam tre mesi fa. Dal che si desume che tre mesi fa «la salute dei cittadini» fosse meno importante e meno prioritaria di quanto non lo sia adesso.
 
Cos’è successo nel frattempo? Forse bisognerebbe chiederlo al consigliere Stefano Perricone, rappresentante della maggioranza di centrodestra e titolare della delega allo Sport che ha polemicamente rinunciato all’incarico quando il sindaco ha deciso – il 10 settembre - di autorizzare l’inizio dei corsi di nuoto senza informarlo.
 
Proprio la presa di posizione di Perricone è alla base del nuovo repentino cambio di strategia di Di Brino. Come a voler confermare che sì, «la salute viene prima di tutto». Però non quella dei cittadini, ma la propria.

(Pubblicato il 20/09/2012)

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