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Walter Genua, l'artista
di Monica Vignale
Dall'incisione
alla pittura. E poi alla scultura, e nuovamente alla
pittura, seguendo quel naturale fluido percorso che
vede molti artisti spaziare tra le diverse forme di
espressività nella instancabile ricerca dei linguaggi
dell'anima e del segno. Walter Genua, classe 1931, ha
sperimentato le potenzialità delle diverse forme
artistiche mantenendo però inalterata la passione
per il figurativo, l'amore per il soggetto umano protagonista
costante dei lavori che questo artista nato a Bojano
ha consegnato al Molise all'Italia intera, contribuendo
ad arricchire il patrimonio collettivo che nell'arte
riconosce, da sempre, lo specchio privilegiato delle
epoche e dei tempi che la storia umana attraversa.
Innumerevoli mostre personali
e collettive, sia in ambito regionale che nazionale,
riconoscimenti e premi di critica, fanno di Walter Genua
un personaggio degno della massima attenzione, che attraverso
la sua opera fiorente racconta i passaggi sociali di
un Molise timido alle prese con i fermenti del dopoguerra,
una realtà discretamente affascinata dalla vivacità
culturale di respiro nazionale ma troppo ancorata al
tradizionalismo per "osare". Lui l'ha fatto,
giovane pittore desideroso di rendere più ricettivo
e aperto quel contesto sociale e culturale che coincideva
con la "sua" terra amata, ingaggiando una
personale battaglia di mediazione nei confronti di una
realtà alla quale si è sempre sentito
legato ma che era distante - parecchio - dalle sue concezioni
e dal suo modo di rapportarsi all'arte. Pittore in controtendenza,
addirittura provocatore nella riproduzione di una realtà
volutamente fastidiosa per la vista del fruitore, ma
anche portatore di sogni e bellezze sottratte alla magia
dell'universo onirico.
E poi artista di rottura,
in guerra contro l'isolamento e l'emarginazione della
sua regione, contro i condizionamenti borghesi che minacciavano
l'aspirazione avanguardistica del Molise, disposto a
traumatizzare il pubblico tradizionalista pur di raccontare
il mutare del tempo denunciando anche le brutture della
società, e la ricerca inquieta dei punti di riferimento.
Lo fece soprattutto attraverso la scultura, plasmando
le forme con quel gesto che lo contraddistingue e lo
identifica, sbozzando la materia senza definirla, quasi
a volerla lasciare a se stessa. Che sia marmo, legno,
terracotta o gesto, Genua lascia aperto lo spiraglio
dell'interpretazione e le interpretazioni della sensibilità
in colui che osserva le sue statue, dagli anni '60 in
avanti, incerte e precarie nei volumi abilmente proporzionati
ma volutamente semiscolpiti.
Ma l'amore per lo scalpello
e la materia non gli impedì di curare parallelamente
il disegno e la pittura. Il Walter Genua di adesso è
il pittore che insegue i volumi, che traccia la prospettiva
con maestria e delicatezza, che rilegge la metafisica
di Giorgio De Chirico in una sua chiave interpretativa
di omaggio e contributo, attraverso l'esaltazione del
sogno, del ricordo e della solitudine, movendo figure
immobili negli spazi onirici di paesaggi surreali e
rarefatti, sfuggenti e inquietanti in una prospettiva
architettonica falsata e in contesti che privilegiano
il simbolismo.
Walter Genua, le opere
INDICE ARTE
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