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La bevanda nera più amata: il caffè (1parte)

di Raffaella Felice

Leggende molto antiche parlano di questa bevanda. Una di  queste ad esempio racconta che un pastore dello Yemen notò che quando  i suoi cammelli e le sue pecore si avvicinavano e brucavano certe particolari bacche, restavano eccitati per tutto il giorno e per tutta la notte. Un’altra storia invece narra che uno sceicco diretto verso una città  mediorientale chiamata Moka, sopraffatto dalla stanchezza, ricevette in regalo da un uccello alcune bacche da cui poi trasse il caffè.    Ma tralasciando queste storie,  sicuramente il caffè ha origini  molto antiche. Nel 1500 era diffusissimo  specialmente nel mondo islamico;  poi,  in seguito all’espansione turca, nel 1600 arrivò anche  in Occidente. In quegli anni, in Italia,  probabilmente  a Venezia (le opinioni sono discordanti ), venne aperta la prima “bottega del caffè”, presto seguita da tante altre fino a quando cominciò  ad essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo.
Come si produce il caffè?
 
Quando la maggior parte dei frutti ha raggiunto la piena maturazione si procede alla loro raccolta che varia in funzione del luogo di produzione e in funzione delle condizioni climatiche, ad esempio, in Brasile avviene tra aprile e giugno, mentre in Africa avviene tra marzo e settembre.La raccolta dei frutti può essere  fatta a mano, o con appositi macchinari a palette vibranti  raccogliendoli sui teloni. Ultimata se ne formano cumuli, che vengono sottoposti a cernita ed a setacciatura, in modo da eliminare foglie e corpi estranei. 
 
Terminata la raccolta si procede all’estrazione dei semi dal frutto.Questa operazione può essere effettuata secondo due sistemi fondamentali: a secco, detto antico che  dà i cosiddetti caffè naturali e a umido detto Brasiliano che fino ad   oggi è il metodo più usato che dà i cosiddetti caffè lavati.Con il primo metodo i frutti vengono fatti seccare  al sole e quindi mediante macchine scorzatrici e ventilatrici si liberano i semi dal frutto. Il caffè così ottenuto si sottopone a pulitura e a cernita, prima con macchine, poi a mano, in modo  da  suddividere i chicchi a seconda della grandezza e   del colore (continua)

(Pubblicato il 03/03/2012)

ALIMENTAZIONE & SALUTE

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