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Carmen incanta la piazza: "Un concerto indimenticabile" fotogallery

Quasi mille persone hanno seguito domenica sera lo spettacolo di Carmen Consoli al Borgo Vecchio, evento clou dell’estate termolese e appuntamento di chiusura del Festival Adriatico delle Musiche. Un intreccio riuscito di parole, musica e teatro che ha affascinato e travolto il pubblico, arrivato anche dalle regioni limitrofe. L’artista siciliana si è esibita dopo i Lautari, mentre gli spettatori cantavano e danzavano con lei. Nessun incidente, solo un po’ di ressa al cancello prima dell’inizio.

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Un intreccio riuscito di parole, musica e teatro. Questo, in sintesi, lo spettacolo che domenica 29 luglio Carmen Consoli ha presentato nella suggestiva cornice di Piazza Duomo a Termoli. Un gran finale per la rassegna musicale “Festival Adriatico delle Musiche”, evento clou dell’estate termolese organizzata dall’Amministrazione di Termoli e diretto dal Maestro Antonio Artese. Un concerto-spettacolo suggestivo, amplificato dalla bella cornice di piazza Duomo, che ha trscinato a Termoli centinaia di persone per salutare il ritorno in Molise della Cantantessa – come viene soprannominata la Consoli ormai da anni da ammiratori e non – arrivate numerose dalla cittadina, dai paesi limitrofi e anche dalle regioni vicine per seguire l’evento. Tutti occupati i posti a sedere – 700 – e stracolma anche la scalinata della Cattedrale, dove oltre trecento spettatori hanno trovato posto per seguire il concerto.
Un po’ di nervosismo non è mancato prima dell’apertura dell’ingresso, a causa di un po’ di ressa al cancello. Un disagio che per alcune persone poteva essere evitato con una diversa organizzazione: «Forse se si numeravano i posti, questi spintoni non ci sarebbero stati!», si lamenta una donna. Nessun incidente e nessun problema serio, comunque: le forze dell’ordine sono tante, tra carabinieri, polizia e Protezione civile, e monitorano continuamente l’assalto della piazza e poi lo svolgimento dello spettacolo.
L’atmosfera resta tranquilla e a scaldare positivamente il pubblico ci pensano i Lautari, in grado di regalare un concentrato di allegria e solarità nei loro quaranta minuti di esibizione. Applausi e apprezzamenti per i loro brani ispirati alla tradizione popolare, cantati in dialetto e suonati con energia.
 
L’ingresso di Carmen si fa attendere, e qualcuno non riesce a frenare un moto di impazienza. L’artista siciliana ha cenato nel vicino ristorante “San Carlo”, ed è da lì che arriva, seguita dallo sguardo ammirato del pubblico. La curiosità cresce e si acuisce quando, verso le 23, sul palco appare una ragazza vestita da sposa che inizia a recitare in dialetto palermitano. E’ il primo dei tre monologhi scritti dall’autrice e regista teatrale Emma Dante, ispirati ad alcuni personaggi presenti nelle canzoni della Consoli. L’attrice in questione è Simona Malato, molto brava nel dare espressività, forza ed ironia ai soggetti da lei interpretati.
Ed è soltanto alla fine del primo monologo che la Consoli fa il suo ingresso sul palcoscenico, salutata con un boato. Nelle due ore di spettacolo si capisce che Carmen è solo una parte di una rappresentazione più complessa, dove la sua musica si amalgama sapientemente ai monologhi di Emma Dante e alla recitazione di Simona Malato.
 
Le canzoni scorrono negli arrangiamenti acustici, spaziando tra brani più e meno recenti. Più che canzoni, storie: della provincia e dei suoi vizietti, di pregiudizi e maldicenze, di personaggi patetici o carichi di dignità, tra tinte accese o sfumate. Due ore intense, dove le parole della Consoli con il suo pubblico si sono ridotte a semplici ringraziamenti. Ma l’entusiasmo sale: molti sono in piedi, ad applaudire e cantare, e in prima fila, proprio davanti al palco, ci sono donne scatenate che danzano a piedi nudi e interpretano con i movimenti del corpo la musica che esce dalle casse.
Il concerto si chiude tutti in piedi sulle note di “Venere” e sulla presentazione dei musicisti: Massimo Roccaforte (mandolino), Santi “il conte” Pulvirenti (chitarra e bozouki), Puccio Panettieri (batteria), Marco Siniscalco (contrabbasso), Giancarlo Parisi (fiati) e Andrea Di Cesare (violino).
 
Alla fine, a malincuore, il pubblico comincia a defluire. La Cantatessa non si ferma a parlare con nessuno. «Quello che doveva dire l’ha detto con le sue canzoni magiche e la musica splendida» commenta una ragazza. Si va via contenti, con i fotogrammi della serata stampati nel ricordo. Termoli questa volta ha regalato momenti indimenticabili.
 

Scaletta
 
1° monologo: “La sposa zoppa”
 
Sulle rive di Morfeo
Fiori d’arancio
Matilde odiava i gatti
Il pendio dell’abbandono
Geisha
Sentivo l’odore
 
2° monologo: “Eva e la bambola”
 
Tutto su Eva
Maria Catena
Questa notte una lucciola illumina la mia finestra
Contessa miseria
 
 
3° monologo: “’U corvo d’u malaugurio”
 
La dolce attesa
Masino
 
Fino all’ultimo
Per niente stanca
L’ultimo bacio
14 luglio
In bianco e nero
Stato di necessità
 
L’eccezione
Bonsai # 2
Venere

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