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"Cerco i segreti portati dal mare nei messaggi in bottiglia"

Roberto Regnoli, primario di ortopedia al San Timoteo di Termoli, coltiva una passione singolare: cerca messaggi portati dal mare. In due anni e mezzo ne ha trovati 80: richieste d’aiuto, biglietti d’amore, lettere di bambini e addirittura fatture di morte. Arrivano da tutto il mondo, sono scritti in molte lingue e finiscono, documentati e datati, su un apposito sito web. Dalla sua passione, condivisa con il cane Dago e gli amici Pietro Di Ioia e Antonio Campese, nasce una mostra organizzata nell’ambito dell’estate termolese.

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Strano passatempo quello di Roberto Regnoli, cinquantanovenne primario di ortopedia all’ospedale San Timoteo di Termoli: va in cerca di messaggi portati dal mare. Bottiglie di piratesca memoria che celano bigliettini d’amore o schizzi di bambini accompagnati da desideri ingenui. Insolite richieste d’aiuto, appelli per la libertà, confidenze sussurrate alle onde e chiuse nel segreto di una bottiglia che percorre centinaia di chilometri – a volte migliaia – e va a finire sulla spiaggia, incastrata fra le reti da pesca e i rifiuti, invisibile ai turisti che passeggiano sul bagnasciuga e agli operatori ecologici che puliscono l’arenile. Ma non a lui, il cercatore di messaggi dal mare. Che in mare ha trovato e trova di tutto, come documenta il ricco sito internet dedicato alla caccia miracolosa: dai tronchi plasmati dall’acqua in bizzarre sculture a insoliti oggetti di plastica; dalle tavole da surf alle scarpe, tante scarpe di tutte le misure e i modelli, che le mareggiate invernali depositano sull’arenile al confine tra Molise e Puglia. Lì, lungo quei cinquanta chilometri di spiaggia che da Campomarino lido arrivano a Marina di Lesina (Foggia) Roberto Regnoli trascorre diversi pomeriggi a settimana ormai da due anni e mezzo, e cioè da quando un acquisto ‘folle’ l’ha obbligato a ripiegare, per le sue passeggiate – e in senso letterario – verso altri lidi.

L’origine del suo singolare hobby ha un nome: Dago.
«Già. Il nome del mio cane, un pastore del Caucaso alto ottanta centimetri che non può scorazzare certo lungo il Corso Nazionale o al parco. L’ho acquistato due anni e mezzo fa: sono entrato per comprare mangime per i pesci rossi e sono uscito con un adorabile cucciolo in braccio. Completamente all’oscuro, peraltro, di quello che sarebbe diventato in pochi mesi. Ma è così che funziona alla mia età: ci si innamora o delle ventenni o degli animali. A me è capitata la seconda ipotesi, e credo sia stato meglio…»

E mentre Dago corre sulla spiaggia, lei cerca messaggi.
«All’inizio mi sono imbattuto in una bottiglia davvero per caso. Poi, un po’ alla volta, la ricerca si è trasformata in una passione, nutrita anche dalla sorpresa nello scoprire quali incredibili oggetti restituisca il mare. Mi aiutano in questa ricerca gli amici Pietro Di Ioia e Antonio Campese, che è anche l’informatico del gruppo e che ha realizzato, tecnicamente, un sito web per raccontare queste nostre insolite scoperte sulla spiaggia».

E proprio su http://www.messaggidalmare.com/ apprendiamo che in due anni e mezzo sono stati trovati 81 messaggi. Sembra incredibile.
«Il mio motto, anche se un tantino abusato, è ‘chi cerca trova’. E’ davvero così. La dimostrazione non sono solo i messaggi, ma anche la serie lunghissima di oggetti trovati, fotografati e catalogati sul sito: dalle tavole da surf a una bottiglia di fosforo, una sostanza altamente pericolosa che ho consegnato alla Capitaneria. Il mare purtroppo è inquinato, e non sempre le cose che porta sono belle».

I messaggi invece sono suggestivi: infilati in bottiglie di vetro o di plastica, scritti in tante lingue, con temi che spaziano dall’amore alle richieste d’aiuto. Ogni messaggio una storia. Le più belle?
«Tante. C’è l’addio straziante di una giovane donna che ha affidato all’acqua il suo saluto a un amante che non ricambiava la sua passione, scritto a penna sulla carta intestata di una pensione di Tortoreto Lido. Oppure c’è la storia di due giovani tedeschi, omosessuali, che confidano al mare quanto sia difficile la loro relazione. O ancora, l’amore felice e realizzato di un ragazzo e una ragazza olandesi»

Molti le hanno scritto, dopo il ritrovamento delle bottiglie.
«Sì, perchè sui biglietti spesso il mittente lascia un numero di telefono o un indirizzo. Io chiamo sempre, per avvisare che la bottiglia è stata aperta, e il segreto… svelato»

E loro, come la prendono?
«Solitamente restano sempre molto sorpresi. Uno non immagina che quel bigliettino, affidato al mare in un momento di tenerezza o di malessere, quasi fosse una preghiera, possa davvero arrivare da qualche parte»

A quanto pare arriva, invece…
«Succede molto più spesso di quanto si immagini. Anch’io l’ho sperimentato, ho scritto un messaggio in bottiglia e l’ho lanciato fra i flutti. L’anno successivo mi ha telefonato una ragazza di Torino che l’aveva trovato durante le vacanze. Quindi, vede, non è poi così raro imbattersi in una bottiglia con bigliettino sulla nostra spiaggia».

Questa passione ha dunque un vantaggio: apre le porte a nuovi amici.
«Diciamo di sì. Il caso più divertente è quello di Franziska, una bambina che il giorno del suo compleanno ha lanciato in acqua, dalla nave da crociera sulla quale viaggiava, un biglietto chiuso in bottiglia. Io l’ho trovato, le ho scritto. Vive a Boppard, sulla riva del Reno, in Germania. Lei ha risposto felicissima, allegando le foto della famiglia e della nonna che abita a Trieste. Ne è nata una corrispondenza epistolare che mi fa indubbiamente piacere».

Ma da dove arrivano, questi messaggi?
«Da tante zone. Dalla costa italiana dell’Adriatico, ma anche dalla costa jugoslava e croata. Dai Paesi Bassi, dai mari del nord. Sono scritti in molte lingue, che con l’aiuto di interpreti io ho tradotto e inserito sul sito web. Qualcuno invece arriva da coste vicine. Due, in particolare, dalla Marche. Li ricordo bene perchè mi hanno colpito molto».

Come mai?
«Uno perchè era un messaggio doppio che ha fatto un percorso incredibile. Mi spiego meglio: in un giorno d’estate due ragazzini in vacanza a Numana, lei e lui, hanno scritto l’identico messaggio e l’hanno infilato in due bottiglie, inviate nello stesso momento. Una specie di giuramento di amicizia, di patto. Ebbene, le bottiglie hanno percorso centinaia di chilometri via mare l’una accanto all’altra. E io le ho trovate a pochi metri di distanza, a Marina di Lesina. Mi è sembrata una singolare coincidenza, quasi un segno del destino, tanto che l’ho anche fatto notare alla mamma della ragazzina. La quale è rimasta piuttosto sorpresa, ed è stata d’accordo con me sulla particolarità dell’episodio…»

E l’altro biglietto che arriva dalla Marche?
«Quello di alcuni bambini di un oratorio di Ancona che il giorno di Pasqua avevano mandato i loro auguri accompagnati da un rametto d’ulivo. Li ho trovati, sempre sulla spiaggia, e ho telefonato in parrocchia come diceva di fare il messaggio. Parlando con il parroco ho scoperto che conosceva Padre Enzo Ronzitti, di Termoli. Avevano fatto il seminario assieme, poi si erano persi di vista. Attraverso quel messaggio arrivato dal mare sono tornati in contatto».

Sono tutte così belle le storie che racconta il mare?
«No, ma io preferisco concentrarmi su queste. Tuttavia mi sono capitati anche messaggi poco piacevoli, come una strana pozione appiccicosa in una bottiglia con la foto di una bella ragazza e un gatto in braccio. Per curiosità l’ho mostrata a un mago della zona, il quale l’ha classificata come filtro d’amore. Ho anche trovato una piccola bara, un sarcofago in miniatura. E poi un messaggio che sul sito internet ho preferito non inserire per delicatezza»

Di cosa si tratta?
«Una fattura di morte. Scorza di limone e spilli conficcati. Anche in questo caso, è stato il mago a dirmi che si trattava di una fattura di morte. Il mare è così: porta di tutto»

E lei trova di tutto, come testimoniano le foto e i racconti sul sito. Sembra di fare un viaggio – anche se virtuale – tra i desideri e i segreti più intimi delle persone.
«Mi fa piacere che dica così. Mi auguro che anche altri possano trovare interessante la ricerca mia, di Piero e Antonio. I messaggi adesso saranno esposti in una mostra che durerà tre giorni, dall’11 al 13 agosto, durante l’estate termolese».

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