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Cosib, i sindaci sconfitti “cacciati” dalla stanza dei bottoni da una sentenza del Tar. E ora?

«La cessazione per qualsiasi causa del mandato del sindaco travolge tutte le nomine effettuate durante il mandato, anche se l’incarico del rappresentate non è ancora scaduto secondo le regole di funzionamento dell’ente di destinazione». Questo è quanto stabilisce una sentenza del Tar della Puglia sezione di Lecce del febbraio scorso. Una sentenza che, se fatta valere sul piano del diritto, potrebbe modificare gli equilibri politici del Cosib, dove adesso siedono ai posti di vertice tre ex sindaci e solo tre primi cittadini ancora in carica. Adesso Bellotti, Caporicci e Dalla Porta faranno valere le loro ragioni al tavolo del Presidente Sbrocca?

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A breve qualcosa potrebbe cambiare all’interno dei quadri amministrativi del Consorzio Industriale per lo sviluppo della Valle del Biferno, conosciuto più semplicemente come Cosib. Una sentenza del Tar della Puglia sezione di Lecce, del 20 febbraio scorso (la numero 233), rimette in discussione la modifica statutaria, fatta dai vertici dell’ente consortile nel 2009, che consente anche a “esterni”, ex sindaci, di sedersi nel Cda dell’ente Consortile adriatico, e alla Presidenza della Net Energy, dopo che il loro mandato elettorale è terminato. I giudici del Tar pugliese, in merito alle nomine che i nuovi sindaci possono fare verso gli enti partecipati, sentenziano che un nuovo sindaco può rinnovare le nomine e scegliere (anche se stesso eventualmente) persone a lui vicine e fidate da inserire in enti partecipati che vanno a sostituire quelli voluti e nominati dal vecchio amministratore. Ma, cosa importante, senza tener conto delle regole/statuto dell’ente di destinazione. «La cessazione del mandato del sindaco e/o del presidente della provincia e lo scioglimento del Consiglio comunale finiscono necessariamente con il travolgere tutte le nomine effettuate durante il mandato elettivo», riporta testualmente la sentenza.

Attualmente il Presidente del Consorzio industriale del basso Molise è Angelo Sbrocca, sindaco di Termoli. Fanno parte del Comitato direttivo Gianfranco Cammilleri, sindaco di Campomarino, Massimo Caravatta, sindaco di San Martino in Pensilis e gli esterni Luigi Mascio e Rino Bucci. Esterni, quest’ultimi, perchè nel 2016 furono bocciati dai loro concittadini, di Portocannone e San Giacomo degli Schiavoni, per il rinnovo dei rispettivi Consigli comunali. Esterno è anche l’attuale Presidente della Net Energy, azienda in house del Cosib, Leo Antonacci ex sindaco di Guglionesi, che terminati i due mandati elettorali non era più ricandidabile. Questa dirigenza è stata eletta nell’aprile del 2015 e rimarrà in carica sino al 2020 continuando a percepire una indennità di 1600 euro che ha sostituito, nel 2013, il gettone di presenza.

In base alle modifiche statutarie del 2009 la durata del mandato del Cda del consorzio è passata da tre a cinque anni andando, dunque, ad adeguare la durata del mandato elettorale con quello amministrativo dell’ente partecipato. Ma, spesso, le due cose non combaciano e allora si è deciso di aprire il Cda del Cosib anche alla nomina degli esterni, ossia a quelle persone non legittimate dal consenso popolare. Una modifica, quest’ultima, che avrebbe dovuto favorire l’arrivo di esperti e professionisti esterni del marketing industriale e manager del settore. Ed invece in nove anni l’unico “esterno” è stato l’ex presidente Antonio Del Torto. Tutti gli altri, presidenti e membri del comitato direttivo, sono Amministratoti locali – primi cittadini – eletti regolarmente e democraticamente. Nella stessa situazione di Antonacci, Bucci e Mascio si ritroverà il prossimo anno il sindaco di Campomarino, Cammilleri, che nel 2019 terminerà il suo secondo mandato amministrativo ma resterà saldo al suo posto per un altro anno intero. Lo stesso da poco è stato nominato anche Vicepresidente dell’ente. Discorso diverso invece per Sbrocca e Caravatta. Il prossimo anno si vota sia a San Martino in Pensilis che a Termoli e i due sindaci uscenti possono ricandidarsi ed essere eletti e quindi proseguire il loro mandato sia amministrativo che al Cosib oppure, qualora perdessero le consultazioni amministrative, rimanere da esterni per un altro anno a ricoprire le loro cariche.

Giusto? Sbagliato? Giuridicamente ineccepibile per i vertici del Cosib ma non così, come detto, per il Tar di Lecce che con una sentenza che fa “scuola”, e che quindi può valere sul piano del diritto, affida al nuovo sindaco l’onere della nomina, e delle designazioni che debbono essere effettuate entro 45 giorni dall’insediamento. Ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico indipendentemente dalla statuto e regolamento che vige nell’ente di destinazione, che nella specificità molisana riguarda il Cosib.

«Trovando giustificazione la nomina e la designazione in un rapporto fiduciario basato non soltanto sull’affidamento delle capacità tecniche e professionali del nominato, ma anche sulla sua riposta fiducia politica e, quindi, ritenuta l’idoneità del nominato a garantire, nell’esercizio dell’incarico amministrativo presso l’Ente di destinazione, una gestione coerente con gli indirizzi di politica-amministrativa del Comune di cui il designato costituisce espressione». Alla luce di questa sentenza, Mario Bellotti, Giuseppe Caporicci e Costanzo Dalla Porta faranno valere le loro ragioni al tavolo del Presidente Sbrocca?

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