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Cannabis light a portata di mano per gli studenti: il primo negozio apre tra scuole e Università foto

Nonostante il recente parere del Consiglio superiore della sanità sulla cannabis light, non cambia la legge: è ancora possibile acquistarla. I legali dei produttori, però, sono già pronti a dare battaglia. A Campobasso è pure pronto ad aprire il primo negozio ma è polemica per la vicinanza con le scuole. “Personalmente sono contrario – dice l’assessore alle Attività produttive Salvatore Colagiovanni - ma la legge lo permette quindi a fronte delle ultime posizioni scientifiche andrebbe rivista”. Il sindaco Antonio Battista: “Non esiste un regolamento che disciplina distanze e luoghi idonei all’apertura di attività così particolari. Chiederò un incontro con il prefetto, il questore e le autorità regionali”.

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I mega manifesti che ne annunciavano l’apertura non sono passati di certo inosservati. E’ di prossima apertura a Campobasso il primo negozio di cannabis light. L’esercizio, in via Scardocchia, da quel poco che è dato sapere, sarà specializzato nella vendita di canapa e di prodotti derivati, il tutto però con un dosaggio di Thc, ovvero il tetraidrocannabinolo, il principio psicoattivo, inferiore al limite consentito dalla legge di 0,6 per cento. La vendita di marijuana light dunque, in questi termini, è del tutto legale, ma per poterla acquistare è necessario essere maggiorenni.

L’attività, un franchising aperto in tutt’Italia, è specializzata nella vendita automatica di prodotti della canapa. Quindi “snack, alimenti, bevande, drink, cosmetici, prodotti da fumo e da collezionismo – si legge sul sito – realizzati con materia prima di altissima qualità e con un contenuto di thc inferiore allo 0,01%”.
Quello che sta creando qualche perplessità è la scelta del posto. In via Scadocchia ci sono infatti diverse scuole (le più vicine sono il liceo classico Mario Pagano, il liceo artistico Manzù e l’istituto tecnico Sandro Pertini), oltre alla Facoltà di Economia e quella di Agraria dell’Università degli Studi del Molise.

L’apertura del negozio arriva dopo l’altolà lanciato dal Consiglio superiore di Sanità che chiede di vietare la vendita della cannabis light. Secondo il ministro della Salute Giulia Grillo questa è una conclusione un po’ forte “visto – ha detto – che si tratta di un principio di precauzione e comunque di una quantità di sostanza attiva molto bassa”, schierandosi dunque conto la decisione dell’organo di consulenza tecnico scientifica del suo stesso dicastero che giovedì scorso ha dato parere contrario alla libera vendita della cosiddetta cannabis light “nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione”.
“Si tratta di un organo comunque consultivo, dato che poi le decisioni le prende il Governo” ha tenuto a precisare Grillo, aggiungendo che al momento sulla sua scrivania “non c’è la chiusura dei canapa shop, casomai una loro regolamentazione“.

E di “regolamentazione” parla anche il sindaco di Campobasso Antonio Battista. Interpellato sulla vicenda a proposito della licenza di vendita concessa all’attività di via Scardocchia, a Primonumero dichiara che “c’è una legge del 2017 entrata in vigore nel 2017 che autorizza la vendita di questi prodotti in Italia. Dunque è ovvio che chi ha scelto di svolgere invece all’opportunità di aprirla in prossimità di scuole o luoghi di aggregazione sociale dove ci sono minori, è ovvio che sarebbe opportuno magari un regolamento anche di tipo regionale così come avvenuto per le sale slot”.

Annuncia che sul caso nei prossimi giorni non tarderà a chiedere un incontro con il Prefetto, il questore e le autorità regionali per “ragionare insieme sul da farsi. La materia è delicata e interessa molteplici aspetti. Etico, sociale, economico”. Però aggiunge: “Se permettessimo di aprire in un posto piuttosto che in un altro, certo è che non sradicheremmo ugualmente una cultura sbagliata di quello che chiede un sano stile di vita. Anzi, forse, otterremo un risultato contrario. Ecco perché credo che il problema vada affrontato sotto tutti i punti di vista e ognuno in questo caso deve fare la sua parte”.

L’assessore al commercio, Salvatore Colagiovanni, d’accordo con il sindaco ammette che la licenza di aprire è dettata da una norma nazionale e poi aggiunge: “Personalmente non ritengo opportuno che un negozio di canapa apra vicino ai luoghi frequentati da minori. Il messaggio che si lancia è sbagliato. E’ vero, la vendita è vietata ai minori di 18 anni, ma quanto maggiorenni potrebbero acquistarla a nome di ragazzini di 15, 16 e 17 anni? E’ una norma distorta che andrebbe rivista a maggior ragione se la comunità scientifica ha dimostrato che anche questo genere di prodotti sulla psiche dei ragazzi provoca gravi conseguenze”.

Intanto la ministra proprio nelle ultime ore ha ribadito: “la conclusione di chiedere il divieto di vendita sarà tutta da valutare alla luce di reali prove di nocività”.Al momento dunque il divieto, “non è in discussione. Casomai sarà necessaria una regolamentazione del settore” ha ribadito Grillo, rassicurando anche “i tanti cittadini che mi hanno inviato mail allarmate e che dopo aver investito in un’attività dichiarata legale da una legge del 2016 non possono ora pagare il prezzo per una mancata regolamentazione”.
Per l’esponente del M5S occorrerà solo inserire alcuni paletti come divieto di vendita ai minori, “come è stato fatto per alcol e fumo di sigarette” e rafforzare i controlli per evitare che nei negozi sia venduta anche marijuana non light. “I controlli sono fondamentali. Penso di potenziare il corpo specializzato dei Nas per creare una task force dedicata al controllo dei punti vendita”, ha concluso.

Ma intanto per gli studenti campobassani (e non solo) la tentazione di provare la cannabis light sarà a portata di mano.

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