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Mafia, droga e usura fra Roma e la Spagna, 58 persone in carcere. Un arresto in Molise

Ordinanza di custodia cautelare in carcere a Campobasso per il 37enne Gabriele Cipolloni di Velletri, già detenuto per precedenti reati legati al traffico di droga e alla ricettazione. C’è anche lui nella rete smantellata questa mattina 19 giugno dai Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e della Polizia di Stato, con la collaborazione della Guardia Civil spagnola, tra Roma, la Sardegna, il Molise e il Piemonte, nonché in Spagna. Coinvolti esponenti di spicco della criminalità organizzata capitolina come i fratelli Gambacurta.

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Fra le 58 persone arrestate questa mattina dai Carabinieri per numerose ipotesi di reato fra cui traffico di droga, estorsione e usura con tanto di aggravante mafiosa, c’è stato anche un provvedimento eseguito nel carcere di Campobasso. Era indirizzato a Gabriele Cipolloni, 37 anni, pluripregiudicato originario di Velletri che sta scontando una precedente condanna nel penitenziario del capoluogo molisano. È lì che stamattina 19 giugno è stato raggiunto da una nuova ordinanza di custodia cautelare.

Si tratta di una maxi operazione eseguita in varie località nelle province di Roma, Oristano, Campobasso e Verbania, nonché in Spagna, a conclusione dell’indagine “Hampa”, condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Roma. Il blitz è stato realizzato dal personale dl Comando Provinciale di Roma e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, in collaborazione con l’U.C.O. – Drogas della Guardia Civil spagnola e con la Questura di Roma. Ben 58 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia.

Le 58 persone coinvolte risultato indagate, a diverso titolo, per associazione per delinquere finalizzata ad una serie indeterminata di delitti aggravati dalle modalità mafiose, in particolare usura, esercizio abusivo del credito, estorsioni, sequestro di persona a scopo di estorsione, detenzione e porto illegale di armi da fuoco, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, intestazione fittizia di beni immobili, rapporti creditizi, attività economiche ed imprenditoriali, nonché di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti aggravata dalla transnazionalità.

Inoltre i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro di beni, emesso dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta della Procura della Repubblica – D.D.A. di Roma. Sono interessati 12 esercizi commerciali, 14 immobili, diversi rapporti finanziari e quote societarie, nonché numerosi veicoli, per un valore stimato di circa 7 milioni di euro.

Cipolloni, come detto, era già in carcere per una condanna relativa a traffico di hashish, possesso illegale di armi e ricettazione e in passato coinvolto in un’inchiesta secondo cui era lui uno dei responsabili dell’ingresso illegale di cellulari nel carcere di Velletri. Il suo coinvolgimento nell’inchiesta venuta alla luce oggi e denominata “Hampa” è per traffico di sostanze stupefacenti.

Alla base degli arresti di oggi c’è una indagine dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci, nella quale è confluita una attività investigativa della Polizia di Stato, sviluppata negli anni 2012 – 2017, che ha consentito di sgominare un’associazione per delinquere considerata dagli inquirenti egemone nel quartiere capitolino di Montespaccato e capeggiata da Franco Gambacurta.

Sarebbero tuttavia due le associazioni finalizzate al traffico di sostanze stupefacenti finite nella rete delle forze dell’ordine. La prima capeggiata da Franco Gambacurta e dal fratello Roberto, che sarebbe stata capace di importare ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, distribuiti al dettaglio nel quartiere di Montespaccato. La seconda organizzazione sarebbe stata diretta dai fratelli colombiani Jorge Rodriguez Paez Nino e Pablo Andres Paez Nino, i quali avrebbero organizzato l’importazione in Italia di diverse partite di cocaina, tramite un soggetto strettamente collegato ai fratelli Gambacurta.

Secondo l’inchiesta i Gambacurta avevano pieno controllo della zona Nord della Capitale, in particolare nei quartieri di Montespaccato e Primavalle, commettendo numerosi delitti che a volte non sono stati denunciati dalle vittime per il timore di vendette da parte del sodalizio criminale.

Dalle indagini emerge anche il ruolo di Salvatore Nicitra, boss ritenuto appartenente alla Banda della Magliana e conosciuto come Il Re dei videopoker. Nicitra avrebbe avuto un ruolo determinante in una tentata estorsione consumata ai danni di un imprenditore. Avrebbe fatto da arbitro in una disputa fra esponenti del gruppo criminale dei Gambacurta e quella di Michele Senese, noto come Michele ‘o pazzo, già membro del clan camorristico dei Moccia di Afragola e considerato uno dei massimi esponenti mafiosi di tutta Roma. Nicitra sarebbe intervenuto per fare da paciere e imponendo con metodi mafiosi a un imprenditore, che doveva dei soldi a entrambi i clan, di pagare 100mila euro per ciascun gruppo.

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