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Salvini: “I rom italiani dobbiamo tenerceli”. Ma in campagna elettorale faceva selfie con loro foto

Sta facendo discutere la dichiarazione del ministro dell’Interno che ha fatto sapere di voler fare un censimento dei rom attualmente presenti sul territorio nazionale. «Manderemo via quelli stranieri, mentre quelli italiani dobbiamo tenerceli». Eppure a Termoli, solo due mesi fa e in campagna elettorale, si faceva fotografare sul palco con alcuni di quelli residenti in città.

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C’è una foto che quel 16 aprile fece il giro degli smartphone e delle bacheche Facebook di migliaia di molisani. Ritrae Matteo Salvini, all’epoca semplicemente leader della Lega, abbracciato a tre donne Rom. Tre zingare, come preferiscono farsi chiamare loro, con le tipiche gonne lunghe che indossano solitamente le donne di quell’etnia e le facce sorridenti per quel momento da immortalare. Niente di strano, visto che quel giorno Salvini concluse il suo comizio di piazza Duomo chiedendo: “Chi vuole fare una foto?”. E la fila di fans pronti a un selfie fu parecchio lunga. Ora però quella foto stride parecchio con le dichiarazioni di oggi dell’attuale ministro dell’Interno: “I Rom? Manderemo via quelli irregolari, ma gli italiani dobbiamo tenerceli”.

Una frase che trasuda intolleranza, dato che qualora regolari e italiani, i Rom hanno gli stessi diritti e doveri di qualunque altro cittadino. Sta allo Stato ricordare i primi e far rispettare i secondi. Allo Stato, ergo al Ministro dell’Interno. Per il quale invece l’etnia è già motivo di discriminazione, quantomeno linguistica.

Chissà se quelle tre donne immaginavano che il politico con cui si stavano facendo fotografare davanti alla cattedrale di Termoli con un gran sorriso di soddisfazione stampato sul volto quel giorno pensava di loro qualcosa del tipo: “Purtroppo ce li dobbiamo tenere”. Cioè esattamente quello che ha detto oggi a TeleLombardia il ministro, il quale ormai sa benissimo come occupare lo spazio mediatico con dichiarazioni a effetto che hanno di fatto oscurato tanto il premier Conte (a proposito, che ne pensa lui, da capo del governo, dei Rom e del censimento) quanto l’alleato Di Maio e l’intero M5S.

Ma al di là della dichiarazione forte, che non a caso è la notizia di apertura dei maggiori siti nazionali, fa specie ricordare l’atteggiamento di “apertura” che invece Salvini tenne in campagna elettorale e specialmente a Termoli. Un selfie per tutti, perché evidentemente in campagna elettorale anche i voti dei Rom contano. Adesso invece chiede una «ricognizione dei Rom e l’espulsione degli irregolari dopo accordi con gli altri Stati». Provvedimento che, per una beffa amara, potrebbe incontrare il favore della maggioranza degli italiani, gli stessi che magari non vedono di buon occhio i Rom, ma che come loro quel 16 aprile erano in fila per scattare una foto.

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